Con il naso all’insù.

“Guarda dove metti i piedi!”. Quante volte me l’hanno ripetuto, anche quando l’andatura non era più incerta come quello dei bambini. Gli occhi scivolano su quello che mi circonda, senza prestare attenzione ai passi. La direzione è l’accessorio del viaggio, non ne è l’essenza nè la bellezza. I particolari sono ciò che tornerà con te.
A questo pensavo mentro leggevo i frammenti di un viaggio che qualcuno ha deciso di donarmi. Fotografia a parole di un posto che vorrei ricordare meglio,che vorrei aver vissuto con i tuoi occhi. E con il naso all’insù. Diciassette righe- divorate- mi hanno regalato chilometri di pensieri da frapporre tra me e il posto in cui vivo.  Permetto alla speranza di avvinghiarsi – con i denti, le unghie e a tutto quello che d’affilato possiede- solo ai chilometri futuri e di nutrirsi di quelli passati.
I miei viaggi non sono strade,non sono alberghi,non sono monumenti. Sono sensazioni. Il tempo non è la miglior cura: è lo spazio che interponiamo tra il noi del quotidiano statico e il noi per strada, che permette di ricomporci.

Ricordo il vento sulla spiaggia deserta. L’Oceano davanti, nessun confine, nessun limite. Respirare finalmente,come se fosse la prima volta. C’è la corsa per le sale del  Louvre ["Nononono non si fa!" "Ma lo stiamo già facendo V.!"];ci sono quelle risate che tanto mi mancano,i miei piedi scalzi sulla rambla, troppo stanchi ed ubriachi per i tacchi; la prima volta che ho visto il Musée d’Orangerie, la luna spaventosamente enorme tra le dune della Death Valley;la sabbia tra le dita,i denti ed i capelli di un deserto che parla arabo.
Ci sono quei baci al gusto di madeleine e marijuana;il mare nero ai piedi di Tavolara che non permette di guardarci attraverso,ma solo di immergerti senza vedere,fidandoti. Senza paura. I grappoli d’uva rubati nelle campagne del chianti,la storia che si legge in certi cimiteri,il tour tra i sexy shop di Pigalle ["Ma questo a cosa serve?"],i colori di Portobello road e le case di Notting Hill in cui vorrei tanto vivere.
Le conversazioni in una lingua che non conosci,ma il vino abbatte ogni barriera. O forse è solo questione di sintonia. Il vuoto nello stomaco mentre ti lanci da sei metri di altezza ["Ma l'acqua dov'è?!"],le sfumature dei tramonti lontano da casa;i racconti di mio padre tra gli arrondissement,sapendo che sarà l’ultima volta. Un blu che non rivedrò mai più,occhi che osservano dietro un velo,bellissimi;perdersi con la cartina in mano,una Roma insolita,la rotodintà delle colline senesi che culla lo sguardo, le ore passate in auto con mio fratello,una farfalla che si posa sul mio naso, specchi rotti a palazzo te,il grattacielo più alto al mondo,i panni stesi fuori dalla finestra che spogliano i segreti di chi li indossa,le conversazioni con i taxisti pakistani lontani da casa,le meduse non urticanti di una mare che ti accetta senza spaventarsi,il sapore del porto bianco.

Questo è per te. Questo è per voi.
Un po’ di chilometri.

V.

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[È tutta una scusa per mostrarvi la maglia]

Insomma due anni di blog e una scusa per postare questo regalo azzeccatissimo. (Se non altro questo post giustificherà l’alto tasso di wannabe fashion blogger che mi segue).

BLONDS DO IT BETTER!

V.777

 

V.

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Quando l’inchiostro non basta più.

“Dovrei ritornare con tuo padre!”. Ogni tanto salta fuori con queste brillanti (e irrealizabili) idee. Nel mio cervello si produce spontaneamente un brusio,una sorta di rumore bianco come quello della televisione non sintonizzata su nessun canale. Non riesco ad ascoltarla. Penso ai miei piedi nell’acqua,che non riuscirò a mettere nemmeno per queste vacanze;penso al fatto di non riuscire più a scrivere senza alcuna motivazione apparente. Forse non ci vedo più uno scopo,forse è diventato tutto troppo reale. Il brusio cessa quando mi dice:”L’Ex si è laureato e ora fa tirocinio nello studio del mio medico”. Sono felice per lui,sinceramente. Penso che il karma abbia fatto il suo dovere sia con me che con lui,mi viene pure voglia di mandargli un messaggio per congratularmi. So che non apprezzerebbe e so che,anche se sarebbe un gesto sincero,mi servirebbe per pulirmi un po’ la coscienza. Desisto. Mi sono stufata anche di fare la stronza. Se fossi un organo sarei la bariera emato-encefalica:è altamente selettiva,difficilissima da attraversare. Sono termini che non mi appartengono più.
Voglio un foglio bianco. Il foglio non giudica,è il lettore che vi pone il proprio parere. Voglio un foglio bianco che sia un essere umano.

Ho un sacco di cose da fare,da organizzare,ma questa influenza/allergia mi rende apatica. Ho solo voglia di dormire ed qualche giorno che non faccio altro,alzandomi comunque stanca. Studio,scarabocchio e leggo. Finalmente. Ho trovato un libro appassionante e soprattutto distante.
Quando riuscirò a mettere una distanza adeguata tra me e…. Sarà diverso.

Vuoi essere il mio foglio bianco?

Mio padre mi chiama solo per sapere se vado a cena. Io non lo chiamo. Ci si abitua a tutto,mai a se stessi.

Quando l’inchiostro non basta più che si fa?

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“Indossi il vuoto con classe, è tutto ciò che avrai”

“Tu ti senti sola.”  Ho bisogno di analizzare parola per parola,masticarle un po’ in testa per rispondere “No.” Ed è la verità. Il fatto che io sia sola non significa necessariamente che io mi ci senta. Far parte integrante del tuo mondo,non mi renderebbe diversa da ciò che sono. Non colmerebbe certe insicurezze nè mi renderebbe quella che credi che io sia o quella che vorresti io fossi. Mi impegno,ci provo. Non puoi capire gli sforzi immani che faccio,quando-spesso-non mi importa neppure di far parte di qualcosa. Mentre scrivo realizzo che forse il problema non è tanto la ‘tipologia di gruppo’ in cui mi devo inserire,ma il fatto che non mi importa ormai più di far parte di qualcosa. Preferisco il gioco a due o giocare da sola,se necessario.
Posso anche mettermi vestiti carini ed ascoltare una che parla per dieci minuti buoni della mia borsa,ed essere perfettamente integrata. Ma quella non sono io. Posso cambiare il modo di truccarmi secondo il tuo gusto,ma quella non sarei io. Posso imparare a lanciare una palla da football,ma questo non mi rende una persona sportiva. Posso provare a capire tutti i giochetti di logica che vuoi,ma la mia mente ragionerà sempre in modo astratto,irrazionale e stupido.
Dovrebbero essere finiti i tempi in cui mi giustifico per come sono fatta o per quello che faccio di (apparentemente) insensato. E sono finiti,sono finiti davvero,i tempi in cui mi circondo di gente solo per provare ad essere normale. Non avere bisogno di nessuno ti mette in una posizione privilegiata. Perchè con me,dopo un po’,si parla di bisogno. E rimango fregata. Preferisco la qualità alla quantità,anche se questo implica non avere un rapporto normale,secondo i tuoi standard. Potrei anche darti ragione,probabilmente ce l’hai. Ma certe persone devono lottare con un mare di schifezza anche solo per dire ‘ciao’. Sono contenta che tu non la capirai mai.

V.

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InterV.ista a Orsochiacchierone:tutto quello che non volevate sapere noi ve lo diremo comunque!

Seduta sulla sedia mi sistemo i capelli nervosamente. È la mia prima intervista ed ho scelto una dei personaggi più desiderati e ammirati della blogsfera,il George Cloony di wordpress. Entra,perfetto nel suo completo Armani,pelo lucido e folto. Lui è OrsoChiacchierone!

Allora Orso,ormai la tua carriera è all’apice. Tutti conoscono tutto di te,ogni tua mossa è paparazzata da Donnola3000 e,immagino,tu non abbia nemmeno più tempo per il letargo. In pochi sanno però che le tue origini sono umili,che sei un orso che si è fatto da sè. Nato nel quartiere famoso per il miele rosso a buon mercato,nell’adolescenza rubavi cestini da picnic.Cosa ti ha riportato sulla retta via e spinto a migliorarti sempre più?
Cara V., prima di tutto voglio di ringraziarti perché mi dai l’opportunità di raccontare finalmente la verità. Se ne sono dette di tutti i colori sul mio conto e non ho mai avuto modo di replicare, di spiegare come è cominciato tutto. Vedo che hai trovato informazioni che pochi conoscono… ebbene sì, quando ero più giovane ero un vero lestoelefante. Nel senso che ero lesto ma ero pure goffo come un elefante. Ecco perché ho smesso di rubare i cestini da pic-nic, ero veloce nel rubarli ma poi facevo tanto di quel rumore mentre scappavo che alla fine mi scoprivano sempre! Allora ho pensato: e se invece di rubare cestini da pic-nic organizzassi dei pic-nic? Da lì è cominciato il miglioramento!

Dopo aver tentato i provini,da giovanissimo,per Yoghi e per il ruolo di Orso Parlante in Shrek,hai deciso di abbandonare le aspirazioni da attore e darti al giornalismo naturalistico?
Uè, ma sai proprio tutto! Dopo aver smesso di organizzare pic-nic (ho smesso perché, prima ancora che arrivassero gli invitati, mangiavo tutto…) ho tentato la carriera di attore. Solo che la prima volta il regista mi ha detto “Allora, hai visto il copione?” e io ho risposto “Ne ho visti tanti quando ero a scuola! Ce n’era uno seduto vicino a me!” e mi ha cacciato. Per la parte in Shrek… ho avuto problemi con il Ciuchino perché gli ho detto che era un vero asino. E allora oh, ho lasciato perdere e visto che sono un Orso e vivo in mezzo alla Natura… chi meglio di me poteva parlarne?

Una bella rivincita è arrivata dalla proposta da parte della Vodafone di diventare suo sponsor. Le malelingue dicono che il tuo rifiuto sia dovuto soprattutto al non voler condividere la scena con la signorina Foca,con la quale, già in passato, hai avuto divergenze d’opinione. (Memorabile la scena al Vespa Show in cui l’hai trattata a pesci in faccia e lei se li è mangiati!) Qual è dunque la verità?
Hai ragione, sono proprio delle malelingue! Con la Signorina Foca c’è un ottimo rapporto, quello che è successo al Vespa Show è acqua passata, da quel giorno andiamo a fare certe mangiate di salmone che non ti dico! La verità è che ho rifiutato di fare quelle pubblicità perché a me non piace il colore rosso. Preferisco l’arancione che invece rappresenta un’altra compagnia telefonica… quelli però già hanno Fiorello che è un vero e proprio animale da palcoscenico… io invece sono solo un animale.

Uno dei segreti del tuo successo è il coinvolgimento del pubblico in ciò che fai e scrivi. Qual è l’esperienza più bella che hai avuto in questo senso?
Sicuramente quando ho pubblicato il post Tazzone da latte dove chiedevo di inviarmi la foto della tazza usata per la colazione dai miei lettori. Ho ricevuto un sacco di foto e ne ricevo ancora oggi! E infatti successivamente ho creato una pagina apposita perché tutti i nuovi arrivati potessero aggiungersi alla nostra tavolata che è sempre più lunga! Questo mi rende davvero felice.

Hai avuto anche esperienze imbarazzanti? Si sa, la fama porta con sé anche guai…
Mi metto in imbarazzo da solo ogni giorno… basta leggere il mio blog!

Tuo nonno era il grande attore che interpretò Baloo nel film Disney “Il libro della giungla”. Anche se la tua fama,ovviamente, è dovuta esclusivamente alle tue abilità,è comunque frustrante dover mantenere così alta la buona reputazione della famiglia?
Non sai quante volte mi sono sentito dire “raccomandato”! Ho provato a fare l’attore proprio per seguire le orme del nonno ma, come ho già detto, non sono proprio capace. In compenso questa cosa mi ha aiutato perché poi, quando sono diventato famOrso grazie a ciò che scrivo, le persone hanno capito che in qualcosa almeno sono leggermente più capace. Ma comunque la maggior parte delle visite sul mio blog vengono dalla ricerca su Google “nipote dell’Orso che ha interpretato Baloo e che non sa proprio recitare ah ah ah”.

Tuo cugino Tim è emigrato negli Stati Uniti ed ora ha un ruolo di rilievo nel “Cleveland Show”. Piacerebbe anche a te lasciare l’Italia per nuovi lidi dove il lavoro animalesco è maggiormente apprezzato?
Vedi? Tutti nella famiglia sono attori mannaggia alla miseria! Guarda, a me piacerebbe pure lasciare l’Italia ma appena esco dall’area protetta partono colpi di fucile da tutte le parti! Ecco perché ho deciso di diventare un blogger: sto chiuso nella mia tana e ogni tanto mi affaccio e faccio gnè gnè ai cacciatori!

Oltre ad essere un blogger famoso, stai iniziando un’attività nel campo della produzione del miele- la tua golosità precede la tua fama!Come sono i tuoi rapporti con la mafia delle api?
Ehm, la mafia delle api non esiste, giuro! Loro sono buone e brave e mi aiutano sempre! Davvero! Non mettete voci false in giro!
Comunque ricordate di acquistare sempre il miele di Orso Chiacchierone, il più buono che c’è! Ogni due vasetti uno è in omaggio e se vi iscrivete al mio blog avrete il 10% di sconto su ogni prodotto acquistato!
Non c’è tempo per andare in letargo ma c’è sempre tempo per mangiare il miele di Orso Chiacchierone! Solo nei migliori negozi del bosco!

So quanto tu tenga alla tua privacy, ma se non ti faccio questa domanda rischio il linciaggio dalle fan! Dopo la tua relazione storica con Orsa Polare, il tuo cuore ha di nuovo trovato l’amore?
Voglio che si sappia una volta per tutte: la mia storia con Orsa Polare è finita perché lei era davvero fredda! Poi… il mio cuore ha di nuovo trovato l’amore? Boh, dovete chiederlo a lui! È un tipo alquanto riservato! :-P

foto     V. in collaborazione con Orsochiacchierone ,che ringrazio molto-è sempre bello incontrare persone con cui sparare ‘scemenze’-specialmente per aver reso giustizia alla mia bellezza! <3

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About a Girl.

Oggi è una di quelle giornate che non esistono davvero,che finiranno disciolte nell’acido delle memoria ed è meglio così. Ho ascoltato la stessa canzone 121 volte in loop-dico davvero-e i miei sentimenti al riguardo sono ancora contrastanti. La sola cosa a cui riesco a pensare è che era il 1994 e io avevo compiuto,da poco, 5 anni. A 5 anni non si capisce ancora in che razza di casino i tuoi genitori ti abbiano messo,a cinque anni non si capisce un cazzo. Dico solo che avresti potuto aspettare. Avresti potuto aspettare.
Il linguaggio umano è estremamente complesso,più di ogni altro linguaggio animale. L’incomprensione è prerogativa esclusiva della nostra razza,non è ironico?Abbiamo addirittura libri che spiegano il significato di ciascuna parola,il fraintendimento non dovrebbe essere nemmeno contemplato. Eppure la frase che ho più sentito nella vita è stata:”Non ti capisco”. Mh. L’analfabetismo emotivo è un problema reale e dilagante,per questo sono nati i social network. Placebo. Amo i placebo,sono l’emblema di quanto la nostra mente sia stupida. E di quanto,in realtà,basti poco per stare bene.Ma sto divagando. Dicevo,l’incomprensione. Da qualche parte dovrei avere un libretto d’istruzioni,ma se anche lo trovassi non lo consegnerei a nessuno. Diventerei banale. La banalità è qualcosa che mi deprime in maniera mostruosa. Vorrei poter dire a qualcuno:”Andiamo a camminare scalzi al teatro Farnese,che il legno sotto i piedi mi ricorda tempi in cui,stranamente,mi sentivo accettata senza condizioni?” E poi vorrei andare a Bogotà, “A farti ammazzare”,mi rispondono sempre. Di qualche cosa bisogna pur morire,no? Sto divagando ancora. Oggi mi hanno chiesto se sono maggiorenne,è stata una donna a domandarmelo quindi credo all’innocenza della domanda. A 18 anni facevo la zoccola,anzi no,svestivo i panni di questo ruolo tanto divertente quanto faticoso. A 18 anni credevo che finito il liceo le cose sarebbero cambiate,che avrei cessato di essere me. In realtà è andata proprio così,ma in senso negativo. La sola cosa,tra le tante,che non riuscirò mai davvero a digerire è il non aver potuto studiare in una città diversa da quella dove sono nata e cresciuta. Ho fatto tutto per bene,ho dato il massimo escludendo tutto il resto,ho avuto il massimo dei risultati,ma non me l’hanno permesso. Non ho mai capito perchè,non sino in fondo. Bisogna far parte del sistema per poterlo combattere-scriveva o cantava qualcuno- ma la verità è che finisci per essere divorato. Il 1984 è ora. Allora ho iniziato a camminare con la testa bassa,con lo sguardo sempre puntato sui miei piedi tentando di evitare tutti gli ostacoli,senza guardare dove stavo andando.
A 18 anni ho smesso di ascoltare certe canzoni e ho messo bei vestiti. È agghiacciante la facilità con cui riesco a confondermi tra la gente, ora.
Sono disordinata ed incostante nei miei travestimenti,lascio indizi ovunque. Sono tutti pigri,però. La scelta è sempre degli altri,non si può obbligare nessuno.
Quando si tenta di divagare,si arriva sempre al punto. Divagherei tutta la vita. Con te.
Adoro i segnalibri,li perdo puntualmente. In un mese sono riuscita a farne sparire,non so come,due o tre. Per me tutto ha un significato. Mi trovo a disagio quando un padre abbraccia una figlia,in un film. Odio spigare l’ovvio,anche se questo,con me,sembra tanto difficile da vedere. Ieri,solo ieri,ho capito cosa manca,cosa è sempre mancato. Sono state parole scritte un po’ a caso,senza pensarci troppo,ma hanno dato concretezza a qualcosa che avevo solo intuito. Questa epifania non porterà a nulla,perchè tanto sarebbe troppo dispendioso -emotivamente- ed io mi attacco,come al solito,allo status quo. Almeno lo conosco,almeno lo so gestire.
Questa notte credo di aver sognato F.,chissà che fine ha fatto. Era grasso,nel sogno,ma aveva ancora tutti i capelli. Quando mi scrivevano canzoni le ignoravo,ora ne vorrei una. Tutta per me. Gli specchi non bastano più.

V.

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Tutte le verità sull’amore sono a pagamento.

  • Certi uomini vanno mandati a cagare con la stessa rapidità con cui raggiungono l’orgasmo.
  • La donna usa il proprio corpo come merce di scambio, è la sola valuta che l’uomo comprende.
  • Il metodo più veloce per entrare nelle mutande di una donna è attraverso la sua testa. [È uscirne che poi diventa complicato.]
  • Esistono due tipi di donne: quelle che possono scegliere e quelle che vengono scelte. Le prime sono una minaccia per l’uomo, le seconde solo per se stesse.
  • Abbiamo sradicato alberi, scuoiato il loro tronco ,estratto la loro anima per farne lindi fogli di carta, solo per poterli imbrattare con sudici sentimenti. Milioni di margherite martoriate e torturate, incapaci di rispondere a una domanda che nemmeno capiscono: m’ama o non m’ama? Scaviamo nelle profondità della terra per estrarne pegni d’amore abbastanza luccicanti da nascondere le falle dei nostri sentimenti. L’amore distrugge ecosistemi per dimostrare qualcosa.
  • L’uomo guarda il porno perchè ama l’appagamento senza sforzo. Non gli importa la finzione, l’uomo scopa prima di tutto con il suo ego.
  • Tra un film porno e un film romantico non vi è alcuna sostanziale differenza.
  • Scoprendo il punto debole di una donna potrai fare di lei ciò che vuoi. Le donne non hanno un punto debole, ne hanno molteplici. L’uomo cerca sempre nei posti sbagliati.
  • La conquista è la più subdola delle guerre, la più tremenda delle menzogne.
  • Un uomo vuole una madre in casa,una zoccola nel letto, una balia per il suo ego e una bambola da mostrare. Per questo ha più di una donna e non ne riesce a soddisfarne nemmeno una.
  • Una donna vuole un buon padre per i suoi figli, un amante fedele e costante al suo fianco, un amico sempre dalla sua parte, un sostegno al quale appoggiarsi nelle difficoltà. Cerca tutto questo in un uomo solo, per questo non è mai soddisfatta.
  • Esistono due tipi di uomini: quelli fissati con le tette e quelli fissati con il sedere.
  • Gli unici centimetri che contano davvero per una donna sono quelli che l’uomo percorre per andare verso di lei.
  • L’amore è fatto anche di cose schifose come i germi e i raffreddori. Gli amanti si passano malattie sino a quando non avranno gli stessi anticorpi e combatteranno le stesse battaglie.
  • L’uomo ama attraverso gli occhi. La donna può solo sperare che quello sguardo penetri più in in profondità di quanto faccia normalmente con altri strumenti.
  • Ma poi,in fondo,cosa ne sai tu, dell’amore se non mandi nome di LEI nome di LUI al 4888?

V.

Photo by Dina Goldstein

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Trust.

Non mi fido di chi è sempre felice,di chi sorride troppo spesso mostrando i denti. Aguzzi.
Non mi fido di chi ha troppe spiegazioni da dare,troppe scuse da raccontare,troppi ‘ma’ in tasca e altrettanti ‘se’ sulla bocca.
Non mi fido di chi non capisce certa musica,di chi non si è mai sporcato le mani,di chi dice ‘la vita è bella’. Non mi fido di chi scrive poesie.
Non mi fido di chi grida la propria vita come se vendesse verdura al mercato,non mi fido di chi si vende ad un prezzo troppo alto.
Non mi fido di chi crede in troppe cose senza aver letto abbastanza libri,non mi fido di chi dice sempre la verità,non ha fantasia.
Non mi fido di chi non cammina mai con il naso all’insù,di chi compra i detersivi di marca,di chi non ha segreti,di chi non ha cicatrici.
Non mi fido di chi legge Bukowski e Balzac,di chi non offre mai da bere.
Non mi fido delle scuse nè di chi perdona con troppa leggerezza,non mi fido di chi fa promesse che può mantenere con troppa facilità;non mi fido di chi non bacia al primo appuntamente,di chi porta sempre ‘lo stretto necessario’. Non mi fido dei biglietti da visita,delle code,dei pagamenti anticipati,di chi sbircia ciò che scrivi al cellulare. Non mi fido del mio senso dell’orientamento,di ciò che mangio,di mia madre;non mi fido ad avere una carta di credito,a regalare i miei libri preferiti,a farmi vedere piangere.
Non mi fido di chi mi chiede troppi perchè e non mi regala silenzi.
Non mi fido dei pettegolezzi troppo veri, di chi gioca a chi ha il dolore più doloroso, di chi fa domande di cui conosce già la risposta.
Non mi fido di chi usa troppo spesso parole non sue, di chi mangia la pizza con le posate, di chi dichiara il proprio amore sui monumenti.
Non mi fido.

V.

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Questo post (o l’autrice) si autodistruggerà tra 3,2,1…

Non stavo così da più o meno un anno e non so nemmeno trovare una spiegazione. I perchè delle cose uccidono la magia,non trovate? Sempre pronti a giustificare i nostri umori prima agli altri e poi a noi stessi.
Inizia tutto con un pensiero-uno piccolo,piccolo-innoquo che si deposita nella tua testa. Si nutre pian,pian degli eventi,anche di quelli più insignificanti e ti ritrovi con un macigno sul petto che ti impedisce di respirare. Melma nera che cola nella ossa ed annienta ogni tua possibile reazione.
Il segreto è rannicchiarsi nel letto e aspettare che la notte passi.
Volevo comprare un fottutissimo libro oggi,volevo ‘Viaggio al termine della notte’ (per l’appunto),ma 18 euro sono troppi. Così la soluzione è rannicchiarsi,magari sotto le coperte. E ascoltare il cuore che sembra impazzito e sperare che non esca fuori,che mica hai voglia di rincorrerlo.

I pensieri sono troppo pesanti per impedirgli di trascinarti a fondo.Tutto diventa troppo stretto ed soffocante,tutte le parole stupide ed insignificanti. Datemi una corda e ci legherò tutte le vostre scuse,datemi un coltello e lo affonderò nelle vostre teste sempre girate dall’altra parte.

E voglio essere questa canzone.
Voglio essere un libro facile da capire,un libro per cretini. Banalità alla portata di tutti.
Voglio essere una canzone moderna,di quelle che distraggono e non insegnano.
Voglio essere capace di leggere il reale valore delle cose e non quello che gli attribuisco per analfabetismo del mio ego.
Voglio essere una mancanza,di quelle che fanno bene.
Voglio essere importante nel mondo,nel mondo di pochi però.
Voglio essere un po’ più la lettera V. e un po’ meno quella che realmente sono.
Voglio sentirmi parte di qualcosa,una volta tanto. Perchè mi è così difficile?

V.

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Proposte indecenti (e una torta)

Sono un’ asociale. Ma di quelle potenti, di quelle che ne ha fatto quasi un’arte, di quelle che a volte trova scuse anche con sé stessa pur di non uscire con V.
Però sono simpatica, quando voglio. Offro pure torte e leccornie.
Perché ti stai vendendo così V.? Perché? Perché voglio dei partner multipli. Per scrivere s’ intende. Vorrei scrivere qualcosa a quattro,sei, otto, ma anche nove mani, non si esclude nessuno! In realtà non ho un progetto preciso, ma potrebbe saltare fuori qualcosa di interessante.
Ho già fatto qualcosa di simile con Zeus, il quale può garantire per me (oddio non chiedetegli info, prendetemi in parola) e continuerò se lui continuerà a sopportarmi.
Sarebbe interessante provare a costruire un post(di qualsiasi natura) insieme a qualcuno di voi. Se siete interessati contattatemi via mail!

V.

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