Archivi del mese: settembre 2013

Attraverso i tuoi occhi

Istanti di una vita impressi sulla carta. Colori opachi,sbiaditi dal tempo e dalla polvere mi raccontano storie della tua vita,storie che non mi hai mai raccontato. Con queste fotografie in mano,ritagli di vita,mi metto a guardare in un passato non mio. E ci ritrovo  ugualmente e sorprendentemente me stessa.

Ci sono volti che non conosco,indossano gli anni settenta sgargianti e ancora pieni di futuro. Sorridono dimentichi di chi li sta fotografando,presi da quel momento che ora durerà per sempre;che ora è tra le mie mani. Chi sono? Cosa ti hanno raccontato? Dove sono ora?

E vedo capelli biondi.Come i miei.

Praga,Londra,Lisbona,Parigi immortalate così quarant’anni fa mi sembrano le stesse città che ho visto anche io. Abbiamo visto gli stessi posti,pecorso le stesse strade separate solo dal tempo. Lontane,come lo siamo sempre state. I nostri occhi catturati dagli stessi colori e forme,le nostre mani strette in quelle di qualcun altro.

E i nostri capelli biondi.

Non è come guardarsi allo specchio,con te. Parliamo lingue nostre,spesso incomprensibili all’altra. È strano vederti indossare i miei anni mentre corri sulla spiaggia,seminando quel futuro doloroso che sembra rincorrenti. È strano vederti sorridere,essere te come io ora sono me.

Abbiamo visto lo stesso mondo,solo un po’ più giovane,solo un po’ più vecchio. E abbiamo sorriso nello stesso modo,prima che diventassi mia madre. E in quelle foto scolorite,siamo identiche.

V.

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Just Tuscany.

 

V.

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Per ogni SINTOMO un LIBRO! #6

  • Sintomi:  Per chi tende a soffrire delle “sindrome di stoccolma” per i personaggi dei libri
  • Principio attivo: Jasper Gwyn è uno scrittore di successo nazionale ed internazionale. Decide all’età di 43 anni di smettere di scrivere. Si troverà a dover escogitare un modo per poter continuare a vivere di scrittura tenendo sempre fede alla promessa fatta di smettere coi libri. Decide così di diventare un copista, cioè farà ritratti di persone attraverso le parole, senza dipingere. [Trama tratta da qui]
  • Doc V. dice: Segni messi in fila l’uno dietro l’altro,ecco cosa sono le parole. Eppure la loro potenza è immensa,tanto che tutto è fatto di parole,i nostri gesti,i nostri pensieri,le nostre vite. Nulla meglio delle parole ci può dipingere. Immaginatevi un racconto non che parla di voi,ma che è voi. Questo è Mr. Gwyn.
  • Farmaco equivalente: Lonely day – System of a down
  • Consigli di somministrazione: Tenere sempre a portata di mano dei foglietti su cui annotare tutte le parole che sono voi
  • Ricetta: -“Con una matita, allora, ogni tanto scriveva parole, poi strappava il foglietto e lo attaccava con una puntina al pavimento di legno, scegliendo ogni volta un posto diverso, come uno che disponesse trappole per topi.”

-“Era incredibile come quell’uomo avesse capito tutto senza praticamente fare una sola domanda. Forse leggere migliaia di libri non è poi così inutile, pensò.”

Mr. Gwyn

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/libri/frase-128849?f=a:16942>

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Scusi,può dirmi chi sono?

Ci sono persone che sanno chi sono sin da subito,sin dalla nascita. Lo sanno e non hanno nemmeno il bisogno di porsi tale questione. Ce ne sono altre, come me, che passano la vita a raccogliere frammenti di se stessi cercando di farne un’unità,plasmarla. Porre dei limiti potrebbe sembrare riduttivo,ma ciascuno di noi è un tassello di questa società in cui,volenti o nolenti,facciamo parte e nella quale in un modo o nell’altro bisogna integrarsi. Intagliare la nostra persona ci permette di inserirci ed incastrarci in una posizione a noi congegniale.

Se fossi un pezzo di un puzzle sarei uno di quelli che sembra incastrarsi perfettamente in uno spazio,ma che in realtà – per un questione di pochi millimetri – non entra. E tu non capisci dove cazzo vada e probabilemente sarà proprio il tassello che cadrà,finirà sotto il divano e nessuno troverà mai più. E il puzzle rimarrà incompleto.

Mi sono sempre domandata chi fossi io,come potessi difinirmi. “Names are fucking weird,like your parents just choose a sound that identifies who you are as a human being for the rest of your life”,io sono V. perchè i miei genitori hanno deciso così,ma se fossi stata Anna o Giulia o Aurora sarebbe stato diverso?Sarei diversa?Sarei un’unità o una moltitudine di V. che discutono e gridano e quasi mai sono d’accordo su qualcosa?

È il lavoro che definisce una persona?Molti si identificano attraverso di esso,ma davvero l’individuo viene caretterizzato in primis – se non solo – dalla tecnica,magari da un gesto ripetuto dieci mila volte in otto ore?

Come si fa a capire chi si è se non si sa nemmeno chi si vuole essere?

E voi? Se vi chiedessi chi siete cosa mi rispondereste?

V.

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10 semplici cose che non capisco

  • Perchè al mattino si debba rifare il letto per poi doverlo disfare a fine giornata. Quanto lavoro inutile!
  • Come si fa a perdonare un tradimento
  • Persone che su fb fotografano cibo,scarpe o fingono di aver scritto grandi pensieri quando hanno solo googlato “frasi ad effetto per ganciare della figa”
  • Donne che dicono di essere perfettamente a proprio agio con le loro curve (a volte inesistenti),ma appena gli viene proposto di mangiare qualche cosa di vagamente calorico, scappano a farsi 20 km di corsa per smaltire i grassi accumulati dalla vista del cibo
  • L’uso smodato dei puntini di sospensione……………………………………………………………………………..
  • Ragazze che fanno sembrare il sesso una grande (e rara) concessione che fanno ai propri uomini
  • L’incapacità genetica dell’uomo di passare la scopa o il mocio  in modo decente
  • Chi ha opinioni su tutto e sente il bisogno di gridarle al mondo
  • Uomini che ti fissano invece di venire a parlarti, sperando di comunicare con te telepaticamente
  • Le fashion blogger e soprattutto le seguaci delle fashion blogger

E voi?

 

V.

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