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Nei panni di V.

Per lungo tempo per me le cose non accadevano mai realmente se prima non erano minuziosamente riportate su di un pezzo di carta. Litri di inchiostro su quaderni colorati per spiegare a me stessa la realtà. Ho sempre faticato ad avere contatto con quello che mi accadeva. Ad un certo punto la vita ha iniziato ad andare terribilmente veloce e non sono più riuscita a raccontare a me stessa la mia versione dei fatti. Il momento esigeva una risposta rapida, un’azione precisa e veloce priva di troppe elucubrazioni mentali. Ho iniziato a correre,correre e correre senza fermarmi per quasi due anni. Correvo senza guardare dove stavo andando, ma era impossibile fermarsi un attimo ed alzare lo sguardo.

Ora sto ancora correndo, ma il passo è decisamente più lento. Ogni tanto mi viene in mente la frase “se ti fermi muori”, no se ti fermi inizi a pensare e forse è anche peggio. Insomma sono qui perché ho un po’ perso me stessa. Ho dimenticato come si fa ad essere me, dopo che ho passato due anni a rivestire un’ infinità ruoli che mutavano ancor prima che potessi crogiolarmici un pochino.  Qui, in questo spazio virtuale, c’è sempre V. che mi attende.  V. mi ha dato tanto, anzi mi ha permesso tanto: attraverso questo pseudonimo ho potuto essere me stessa come non lo ero mai stata. Ho potuto esprimermi apertamente, cosa che per me è un evento più unico che raro. In questo momento mi piange il cuore nel vedere quanta fatica faccio a scrivere: le dita e l’animo sono un po’ arrugginiti. Ma voglio provare a trovare il tempo e la costanza per essere di nuovo V. perché un po’ mi manca. Ho voglia di raccontarvi dei viaggi che ho fatto, delle cose che vedo qui in BlingBlingCity,di quanto sia difficile essere come me nel tipo di vita che sto vivendo.
Ho voglia di essere ascoltata.

V. (che si spera sia effettivamente tornata)

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Guardami negli occhi.

Panic Attack – Dream Theater

Una ragazza accovacciata sul selciato. Una ragazza accovacciata sul selciato urla. Urla così forte che non si sente null’altro intorno. Ogni cosa smette di produrre il proprio suono, si copre di quelle grida. Voglio fermarla, voglio farla stare zitta!

C’è una ragazza che grida accovacciata sul selciato di una piazzetta di una città qualunque.
Quella ragazza sono io. E voglio smettere di gridare.

Non sono io. [Non posso essere io. Io non mi comporto così.]
Non sono io in mezzo alle piume di piccione, ai passanti che attoniti mi guardano. Non sono io che sento le mie dita nei miei capelli: li vorrei stracciare via tutti, vorrei conficcarmi le unghie nella carne sino a farla sanguinare, vorrei farmi male sino a smettere di urlare. Mi dico di stare zitta, ma l’involucro di carne che mi contiene se ne sta immobile per terra, emmettendo gemiti che spaventano.
Non sono ferita.
Non mi stanno facendo del male.
Sento ogni parte del mio corpo sbriciolarsi sotto un peso che viene da dentro. Sto implodendo.
Vorrei lasciarmi li, fingere di non conoscermi, di non appartenermi. Vorrei lasciare li quella cosa rotta che urla e non riesce a smettere, vorrei lasciare lì quel contenitore spaventato a morte che ha il mio volto, vorrei essere oggetto perduto distrattamente per strada.
Non posso essere io.
Non VOGLIO essere io.

Ed ora ho solo rabbia dentro, una rabbia che non rieco a frenare.
Sono perfetta quando dico sempre di si, quando sono li a raccogliere i cocci di tutti – che siete così fottutamente bravi a rompervi con le vostre stesse mani. Li pronta a consolare cuori infranti, a fare da genitore, a cercare di limitare sempre i danni per gli altri, a pensare di non ferire sentimenti, di non lasciare impronte, di non sporcare in giro.
Silenziosa.
Invisibile.
Compare all’occorrenza.
Essere li a farvi contenti e a preoccuparmi che la mia presenza non nuoccia gravemente alla salute.
Ma sapete cosa? IO VOGLIO.ESIGO.
Voglio non mangiare carne senza sentirmi sputare sentenze in faccia senza nessuna cognizione di causa; voglio alzarmi quando cazzo mi pare, voglio che quello che faccio abbia un valore e che quel valore SIA RICONOSCIUTO. Voglio che i vostri cazzo di sentimenti siano feriti, voglio che voi vi mettiate da parte PER ME! PER FAR FELICE ME e solo ME.
E per un fottutissimo istante non me ne fregarà un cazzo delle vostre vite, dei vostri problemi, di quel cazzo che volete voi, di quel cazzo di sorrisino di merda che mi prodigo tanto per farvi venire su quella faccia irriconoscente. Non me ne frega una beata minchia di farvi sentire speciali, di pensare mesi prima al vostro regalo di compleanno quando non avete nemmeno la briga di scrivermi auguri per il mio.
Voglio che appreziate quello in cui credo, voglio che ascoltiate la mia voce e non l’eco della vostra mentre parlate con me, voglio che per una piccolo invisibile momento mettiate da parte quell’importantissimo sacco di merda che siete e mi guardiate: voglio che guardiate il casino che uno per uno avete fatto con le corde del mio animo e del mio cuore.
Ditemi che sono brava come si fa con le bambine che hanno fatto un bel disegno, ditemi che senza di me la vostra vita sarebbe un po’ più vuota, ditemi che una stracazzutissima volta sceglierete me e solo me, ditemi che le risate fatte con me hanno un sapore migliore, ditemi che non vomiterete su ciò che per me vale solo perchè siete d’altra opinione, chidetemi come cazzo sto, ogni tanto, perchè non mi sembra nemmeno più di stare ultimamente.
Volete, volete e volete. I miei immani e atavici sensi di colpa mi costringono sempre a mettermi da parte, a curare le vostre ferite e ad accarezzare il vostro ego insicuro. Perchè quando uno scivola e cade io voglio essere quella che gli tende la mano e lo aiuta ad alzarsi, ma ogni tanto, molto egoisticamente, vorrei che qualcuno facesse altrettanto invece di ignorarmi o di sputarmi la sua vita addosso senza alcun ritengo.
Ogni tanto smettete di guardarvi allo specchio, voltate lo sguardo e ammirate chi avete accanto.

immagine da internet

[E forse un giorno questa lettera verrà urlata in faccia alle persone che lo meritano]

V.

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Piccioni,sexy blogger ed ex romantiche

  • Trovarsi in piazza Duomo a Milano alle tre del pomeriggio non è mai una buona idea. Perchè ci sono i piccioni e i turisti rivestiti di piccioni. E non si sa nemmeno quali rompano più le scatole,che i primi ti inseguono cercando o cibo o di guardarti sotto la gonna (ce n’era uno grassottello che ci stava a provà!),mentre i secondi vogliono una bella foto delle loro facce da cul-ehm-cultori dell’arte gotica con il Duomo alle spalle. In me che non di dica sono diventata la fotografa ufficiale. Nell’ordine ho immortalato:

-Coppietta del sud che sembrava non essersi mai mossa da casa e ne ha dette peste e corna sui  cinesi che non sanno fanno le foto (aspetta di vedere quella che ti ho fatto io,amico)

-Due ragazzi sudamericani che mi hanno pure chiesto se volevo fare una foto con loro. Va bè che non sono magra,ma non sono ancora arrivata al punto di essere scambiata per un monumento nazionale!

-Due ragazze stra fighe che cercavano qualcuno in grado di immortalare la loro bellezza ed hanno scelto me,povere. Io le gambe ve le ho tagliate,che erano troppo lunghe per i miei gusti!

-Coppia di tamarro più ragazza straniera con minigonna leopardata. La mia fantasia mia ha suggerito fosse una prostituta. Hanno scelto me per la foto perchè sembravo la meno losca. Mannaggiame!

-Ed infine l’ultima coppietta alla quale ho risposto malissimo, perchè non ne potevo più, e non  hanno osato dire nulla sulla foto oscena che gli ho fatto!

  • Che ci facevo li? Aspettavo Coso (che adora quando metto il link al suo blog),il quale essendo un gentiluomo che sa come trattare una donna mi ha fatta aspettare mezz’ora al freddo e al gelo. Si è fatto perdonare dicendomi che sono dimagrita e portandomi alla Feltrinelli. Giusto perchè sono una persona aggraziata ho fatto cadere una pila di libri delle Pimpa 5 minuti dopo che ero li: rovinando in questo modo le letture preferite di Coso. E poi che abbiamo fatto?Niente. Siamo stati circa 3 ore in piedi a sparare cazzate tra l’odio della gente che voleva solo scegliere un libro in pace e non sentir parlare di:milf tedesche,ragazze rosse,crisi del burro in Norvegia,la famosissima fiera dell’artigianato milanese,politica o psudo politica,incapacità maschile di capire quando una ragazza ci sta provando. Che io Coso ti ho pure chiesto di scappare in barca vela con me,ma tu mi hai risposto:”Ma in mezzo al mare non c’è internet!”
  • Gli uomini hanno sempre bisogno di un manuale d’istruizioni.Per tutto. E lo vogliono pure in una lingua he conoscono!
  • Guardavo questo video,che riguarda un po’ tutti noi blogger e social maniaci. Ci sono pure rimasta un po’ male all’inizio. Poi ho pensato a tutti i rapporti che ho costruito qui e certe mail/commenti che mi sono arrivati proprio oggi…quindi vaffa. Che ho pure lo psicologo non retribuito che fa domande difficili e mi dice di mangiare cioccolato (sei pazzo) e che viene facilmente corrotto con la medesima. Adorabile.
  • Oggi,non so se lo sapete,è venerdì. Io non guido sta sera. Fatevi un po’ voi  due conti!
  • Un tempo ero una persona romantica. Ora il mio romanticismo si è ridotto a frasi del tipo:”Amore se non fossi dotato non ci starei con te!” . Non che le amiche siano molto diverse:”Se si fosse messo con me non sarebbe mica ingrassato,con tutto il sesso che gli avrei fatto fare!” Mi rendo conto che ci state rovinando,cari uomini!

V.

 

E voi che farete sta sera?!

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Picking up the pieces [Ma quando finisci il puzzle ne manca sempre uno]

Oggi c’è il sole. Mi sembra di emanare una fetida aura scura che tende a ricoprire anche la luce di questa fredda giornata. Sono stati giorni pessimi,come non ne passavo da un po’. Appena regivo,dietro l’angolo, si annidava sempre qualcosa d’altro,qualche altro rospo da ingoiare.

Ho passato la mia vita ad elemosinare attenzioni. Ed è un duro lavoro,devi sempre dare il 100%. Essere perfetta,in ogni campo. Ma ormai da tempo so che, io e la perfezione, ci guarderemo sempre da lontano,senza mai sfiorarci. Vorrei demolire me stessa per ricostruirmi dall’inizio,con pezzi nuovi.Luccicanti. L’altro giorno mio padre mi ha detto che il nuovo cappotto mi sta bene. Vi sembrerà una frase come un’altra,ma in realtà rappresenta quell’unico complimento che sentirò uscire dalla sua bocca nell’arco di due o tre anni. È un anaffettivo patologico. Non che non mi voglia bene,ma le sue manifestazioni sono più rare dell’apparizione della madonna. Compensa comprandomi tutto quello che voglio.  Quindi non vi stupirà sapere che ho una bella collezione di borse,nè c’è bisogno di interpellare Freud per capire perchè il portarmi a letto ragazzi fosse il mio passatempo preferito. E li ringrazio,sinceramente. Il loro desiderio di me,di qualunque natura fosse,ha decisamente aiutato la mia autostima. [E magari capirete anche perchè mi metto a postare foto del mio rossetto]

Autostima che è una gran puttana. Sparisce,senza neanche avvissare oltretutto,così magari uno si organizzava preventivamente. No,va e ti lascia a dire frasi del tipo:”Guarda se tu tornassi con Isabrutta (la Ex storica di A.)saresti molto più contento e lo sarebbe anche la tua famiglia”. E lo credo davvero. E poi pensi che se ti sei bastata per una vita,puoi anche continuare così,da sola,senza rincorrere le persone,senza aspettarti complimenti che non arrivano mai o inviti che scarseggiano ancora di più.

Mi chiedo se la gente sapesse quel piccolo segreto-segno indelebile-che mi porto dietro da anni,cambierebbe?Capirebbe?Che domande stupide. Per ben due volte è venuto a galla e lo status quo non è stato intaccato. E quini se non importa a nessuno perchè me ne dovrei preoccupare? Ognuno va avanti come può.Tanto nessuno capirebbe.

Dicevo:si ricomincia a ballare da sola. A rincorrere espedienti per tenermi a galla. Ho trovato un corso di scrittura creativa (nella mia città, incredibile) e mentre scrivevo una mail per chiedere informazioni,la vocina dentro di me diceva:”Che ci vai a fare che non sei all’altezza?”. Non lo so nemmeno io. E poi si è deciso che per carnevale mi vesto stile anni venti:il vestito è bellissimo,anche se sembro una cozza con le frange. E poi forse ricomincerò a scrivere seriamente,ma non qui. Qui vi beccate le mie stronzate,spiacente.

V.

[Picking up the pieces-Paloma Faith]

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Se mi cercate sono sotto le coperte

Svuotata,inerme,infreddolita,piena di paure me ne starei immobile sotto le coperte per tutto il giorno. Fuori piove e anche nella mia testa. Piovono pensieri che mi spaventano,decisioni che dovrei prendere,che dovrei affrontare,che mai avrei pensato di trovarmi davanti. Trovo tediosa la voce di chiunque,parole sempre vuote ed inutili emesse solo per far notare la propria inutile presenza. Perchè,sinceramente,non mi importa più,o almeno non ora,dei tuoi stupidi problemi.

E lo so che dovrei essere un’amica migliore,una figlia migliore,una studentessa migliore,una nipote migliore,una morosa migliore,una blogger migliore,una sorella migliore,una cuoca migliore,una vicina di casa migliore,una persona migliore.

E invece resto qui,sotto le coperte,perchè qui è tutto meno doloroso. Ti abbracciano,ti riscaldano,senza chiederti nulla. Si,sto qui

qui a vedere come le relazioni si sfasciano senza che a nessuno importi davvero. Sto qui ad elemosinare un po’ di fottuta approvazione,non so bene neanche io più da chi. È una cosa che ti logora dentro,sapete?

Si può vivere ascoltando sempre le persone parlare delle stesse cose? Inutili,prive di qualunque spessore culturale o di qualunque interesse che non sia calcio,relazioni sentimentali,moda. Non dico alle persone che mi conosco di questo posto perchè sono una presuntuosa bambina che non reputa tali persone all’altezza. E anche perchè non importerebbe niente a nessuno. Ma stavamo parlando dell’approvazione,perchè possiamo dichiararci indipendenti dagli altri,dal loro giudizio,quanto ci pare. Ma siamo dei bugiardi,aneliamo un complimento,un grazie,un “bravo” tanto quanto un cane guarda il cibo sulla tavola imbandita.

La cosa peggiore è che la vita che abbiamo ce la creiamo noi. E detto francamente sembriamo tutti dei gran masochisti. E si è soli,sempre e comunque. Perchè le persone ti staranno vicine solo sino a quando non destabilizzerai il loro mondo,quando prendersi cura di te diventerà troppo faticoso. Perchè gli animali da compagnia sono tanto belli,ma che fatica prendersene cura! E si,chissenefrega delle ripetizioni. E magari anche della punteggiatura.

Tutti presi dalla propria vita,dai propri stupidi problemi sentimentali che vomitano sulle mie orecchie stanche di ascoltare,sulla mia bocca stanca di usare parole ormai logore e sempre inascoltate. Tutti vogliono appoggio,vogliono che io li sostenga. Vengono da me perchè io non parlo di me,mi nascondo dietro le loro parole,le loro vite per tenere al sicuro la mia. E non dovrei stupirmi se poi nessuno si preoccupa di pensare:”Chissà come sta V.”,pur sapendo magari di certe situazioni. Ma sapete che nessuno si è mai più premurato di chiedermi ad esempio come sta mio fratello (mio fratello ha avuto problemi di salute quest’anno. Ndr),di chiedermi, che so, com’è vivere con due genitori separati che si detestano,invece di lamentarsi con me di stupide magagne nella loro famiglia perfetta. Una volta ho risposto,non mi ricodo più a chi:”Almeno la tua famiglia è unita”. Non ha saputo che dirmi,mi ha sorriso educatamente,questo lo ricordo bene.

E lo so che dovrei essere contenta che io almeno delle coperte sotto cui nascondermi le ho. Ma il problema è che prima o poi bisogna unscirne.

V.

Scusatemi.

 

 

 

 

 

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Nessun titolo alla giornata perchè se no si crede importante e poi si monta la testa

Gli occhi mi si chiudono,sottolineandomi gentilmente che dovrei andare a letto. Anche il mal di testa-che ormai perdura da quasi tre giorni-mi consiglia di affondare la faccia nel cuscino. Ma sono qui,nel buio della mia stanza,a scrivere. Oggi è stata una pessima giornata. Dopo aver tanto insultato il lunedì (che in realtà, nonostante pioggia e levataccia, si è rivelato niente male) il martedì,facendo un po’ lo gnorri,me l’ha messa in quel posto. Giusto per essere fini. E c’era pure un sole incredibilmente caldo e bello oggi. In mancanza di una rincuorante camomilla da bere sotto le coperte,tedierò un po’ voi.

È stata una di quelle giornate in cui senti le lacrime premere,ansiose di sgorgare copiose,sui tuoi occhi. E non sai bene perchè. Andare a lezione mi deprime e non per la lezione in sè,che trovo interessantissima,ma perchè sono sempre sola. Scambio sorrisi falsi e parole di cortesia con le ex amiche e poi passo il tempo a contare i quadretti del quaderno in attesa del prof perennemente in ritardo. Non so perchè ma la gente di solito non mi rivolge mai la parola. E non è che mi freghi molto a dir la verità:se mi deve andare come l’ultima volta allora preferisco contare tutti i quadretti di tutti i quaderni del mondo. È che, primo, mi annoio,secondo vedo fuggire sempre più lontano la mia autostima. Mi sta facendo ciaociao con la manina. Mi sembro di aspetto normale,di certo non ripugnante, so tenere in piedi una conversazione decente sui temi più svariati e NON puzzo. C’è certa gente che cavolo!Non solo non ha scoperto l’acqua calda,ma non sa nemmeno cosa sia l’acqua! Forse dovrei smettere di lavarmi e “a pelle” (o meglio a naso) piacerei a qualcuno.

Non è che mi senta sola nel senso che mi manca qualcuno attorno,ma nel senso che nessuno si interessa a me. È come quando un ragazzo che non ti piace ti corteggia: non gliela darai mai,ma la cosa comunque ti lusinga. Tanto con la rapidità con cui mi rompo delle persone…ma voi porca vacca dove abitate?Non vi posso affrire un caffè e tediarvi di persona?

Oggi una ragazza è entrata quando la lezione era già iniziata,ha visto un posto libero e ha chiesto alla ragazza seduta lì accanto se poteva sedersi. Quest’ultima-che chiameremo la Carpa- è la classica finta troia. La Carpa le dice che è occupato e l’altra si viene a sedere accanto a me, qualche fila più su. Pochi minuti dopo entra un ragazzo,stessa scena. Solo che sta volta la Carpa,con aria inizialmente indecisa,lo fa sedere ( e non era la fantomatica persona che stava aspettando). L’amica della Carpa,vedendo dove si era seduta la mia vicina,le fa notare la figura di merda colossale che ha fatto. La Carpa cerca invano di mimetizzare l’imbarazzo. Ah dimenticavo:la ragazza seduta a fianco a me era di colore. Questa cosa mi ha sconvolta.

Nel pomeriggio ho aperto 5 volte il frigo,con intervalli di circa mezzo minuto,sperando che comparissa qualcosa da mangiare. Il mio occhio è caduto sulla nutella e il mio dito ci è finito dentro come per magia. Da quanto non la mangiavo (il sesso ne è un degno sostituto),ma seppur ti rincuora i sensi di colpa che provoca sono micidiali.

Se state ancora leggendo (folli!) non pensate che queste parole portino a qualcosa,a qualche sorta di epifania di mezzanotte.

Perchè sembrano tutti dannatamente felici? No perchè seriamente io non ricordo l’ultima volta che lo sono stata o che almeno ho riso spensierata.

Sto compulsivamente ristrutturando e arredando mentalmente una casa che-giustamente-non sarà mai mia. È malsano.

La mia testa brontola e mi sa anche la vostra pazienza. Domani-cioè oggi- è mercoledì (si grazie V. per la notiziona!),se poteste scegliere una cosa da fare o da “vivere” (che siete sicuri non farete/vivrete) cosa scegliereste?

V.

 

 

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No,non è un caso di demenza senile precoce, è solo ipoglicemia.

La Bella Addormentata nel Bosco sta diventando il mio idolo. Nonostante l’abbia denigrata come le altre principesse-amebe,in realtà è la più astuta. Passi vent’anni a sentirti dire che devi stare lontana dai fusi e tu che fai al primo fuso che incontri? Dai! È tutta una tattica per starsene a dormire mentre gli altri,principe o fatine che siano,fanno di tutto per lei. Chiamatela scema! È bionda,è ovvio che sia furba.

Ok ora lascio perdere i cartoni,sono solo un po’ stanca. E preoccupata. Il 2012 è un anno di merda,sappiatelo. Non è che questo post avrà un vero e proprio senso eh (ve ne siete già accorti da come ho iniziato vero?),è che ho voglia di scrivere,anche perchè è qualche giorno che non lo faccio (no,non l’avete scampata nemmeno sta volta,mi spiace),ma non ho voglia di dilungarmi in spiegazioni su cosa,come e perchè sia successo. Riassumendo:

  • È un casino. Ma cosa vuoi che sia uno in più o uno in meno?
  • Andare al pronto soccorso in mini abito e tacchi fa il suo porco effetto. Durante i tirocini abbandonerò il camice a favore di questa comoda tenuta,forse i dottori inizieranno ad insegnarmi qualcosa,invece di ingorarmi come tutti quelli del mio anno perchè “non sappiamo nulla” e grazie al cazzo!
  • Ho fame
  • Si,oggi sono volgare
  • Una delle mie più care amiche si auto scrive lettere minatorie. I casi sono due:o pensa che io sia imbecille o deve attirare la mia attenzione per qualche motivo. Sinceramente non so quale delle due sia meglio.
  • Vorrei scrivervi un post profondo,ma sono stanca e sinceramente non ho nulla di profondo da dire se non:vaffanculo.
  • Io e mia madre abbiamo deciso di metterci a dieta insieme,seguendo un libro molto famoso. “V. leggilo e fammi il riassunto”. Iniziamo bene.
  • Ho fame.
  • Per me che amo cucinare è una tortura non poter dare libero sfogo alla mia follia cretiva. E quindi cos’ho fatto il primo giorno di dieta?Ho fatto un budino alla cannella!Tanto posso ingozzarmi di proteine e quindi va bene. Se viene buono vi metto la ricetta. Per chi di voi può mangiare quello che gli pare…inondatelo preventivamente di ciccolato!
  • Per tutte le ragazze senza tette:a volte,e sottolineo a volte,siete fortunate. Almeno le camice non vi stanno in modo assurdo
  • Ho scoperto che i genitori del mio moroso hanno nel loro giardino del bamboo. Ora nulla mi ostacolerà dall’avere un panda.
  • Ho visto Dragon Trainer (si,il sabato sera mi stavo guardando un cartone in tv).Gli occhi mi sono solo diventati lucidi,sto migliorando. Voglio anche un drago.
  • Ho fame
  • Posso percorre ogni strada della mia città ad occhi chiusi. Conosco incroci, stop, semafori, adori, fiori, vetrine, ponti, buche, angoli. È nauseante.
  • A volte penso che mi piacerebbe incontrarvi tutti. Invitarvi a cena(non vi preoccupate,non vi faccio morire di fame!) e parlare con voi. È impossibile che tutte le persone interessanti siano su wp e non in giro per la mia città o a bussare alla mia porta.
  • Qualche giorno fa mi è sfiorato il pensiero di chiudere il blog. Perchè? Non lo so bene,forse alcuni discorsi su blog che seguo,un po’ di depressione e un po’ di scarsa autostima. Ma adoro scrivere e stranamente c’è anche gente che mi legge e poi mi ha fatto un bel regalo sto blog. Quindi eccomi qui,per la vostra gioia
  • Non so se l’ho già detto:ho fame
  • Frasi tipiche del mio moroso: “Dopo ci giochiamo il tuo culetto alla lotteria” “Penso di averti rotto le mutande. Toglitele che ci guardo”. Un giorno farò un post sulle sue perle che nemmeno lui capisce come riesca a partorie. No che poi è lo stesso individuo che,non solo non risponde,ma addirittura cancella il seguente sms:”Quando torni facciamo tanto sesso!” perchè era in macchina con i suoi e si vergognava.
  • Necessito di un libro. Di uno bello,di quelli che consolano. Quello che ho non mi piace. Voglio un libro che mi coccoli,che mi faccia credere che il mondo è bello e che tutto finisce bene perchè le persone sono più profonde di un bicchier d’acqua.
  • Dovevo fare l’attirce. La mia capacità di imitare la normalità è sorprendente,specialmente di fronte a persone odiose.
  • Sul mio fighissimo cellulare nuovo ho scaricato un’ app che mi segnala i giorni di fertilità in base alle date del ciclo. L’ho sempre fatto da sola questo calcolo,ma è una cosa carina. Peccato che secondo l’applicazione io abbia sbagliato qualche calcolo e diciamo che c’è una piccolissima possibilità che io sia incita. Eh va bè. Si scoprirà solo vivendo.

Ora tocca a voi:o vi mettete a dieta o mi scrivete qualcosa di stupido per farmi sentire meno scema!

V.

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La vendetta è un piatto che va servito freddo. Ma io ho fame.

Facebook ha generato sicuramente in tutti i suoi utenti una spinta di masochismo senza precedenti. Chi almeneno una volta,anche per caso,non è andato a controllare l’ amore perso/desiderato/sconosciuto di turno,sperando di scoprire qualche verità assoluta? Rimanendo puntualmente delusi,sprofondando in uno stato di depressione che non avremmo mai potuto immaginire possibile.

Anche io lo faccio. Ma non con un ragazzo,bensì con quelle che un tempo erano mie amiche. E così vedo le loro belle facce sorridenti e perfettamente truccate,mentre si abbracciano piene di ammmore reciproco. Sparatevi. La carissima Anoressiaportamivia,che è stata mia grande amica per parecchio tempo,ora abbraccia in pose plastiche quelle stesse persone che adorava tanto criticare quando con aria innocente mi chiedeva di andarle a prendere il test di gravidanza perchè:”Sei la sola di cui mi posso fidare!”. E così,se prima Crudelia Demon (no seriamente è uguale) era una montata che si crede che sa chi,ora è la compagna perfetta per lo shopping. Per non parlare di Capelliunticci,insieme alla quale è riuscita a farmi piangere seduta in mezzo alla neve per una serata. Non penso che sappia l’opinione che Anoressiaportamivia ha delle sue cosce e dei suoi capelli. Iosonolaragazza perfetta,al contrario di Crudelia e Capelliunticci,era mia amica. Una che in realtà non si faceva mai sentire e che di certo non ha preso le mie parti,come nessuno del resto. Però quando doveva sapere come fare l’anguria alcolica l’ha chiamato il mio ragazzo. “Salutami tanto V.!” Ma cadi e fatti male.

E nonostante abbia passato uno splendido pomeriggio con una persona che so che mi vuole bene,tutta sta faccenda mi brucia ancora. La cosa che mi infastidisce maggiormente,non è tanto la speranza che avevo investito in questi rapporti nè tantomeno il fatto che abbiano diviso il mio gruppo di amici ai quali le avevo presentate,ma il fatto stesso che io sia infastidita. Irritata. Mentre nessuno si domanda:”Chissà come sta V.?”,perchè troppo impegnate a mettere le foto fighissime che si fanno ad ogni occasione,anche la più idiote o a postare stati depressi per amori immaginari. Anche se i migliori sono i finti post politicamente impegnati,ma questo è un altro discorso.

Mi piace la vendetta,ma in questo caso sono rimasta talmente delusa che,anche a distanza di mesi,non ho la forza di reagire.

Ma veniamo a voi!Usate Facebook come sommo strumento di piacere masochistico?Ma soprattutto:quale (e contro chi) vendetta vorreste attuare?

V.

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Parlami. Ancora.

Domani si va al mare!Ho deciso,così su due piedi,di partire di nuovo,questa volta (quasi) completamente da sola. Ho bisogno di mare,ho bisogno di me. C’è troppa confusione nella mia testa e qui mi sento oppressa,non so bene da chi visto che non c’è praticamente nessuno. Forse dalla mia ombra.

Sarà un po’ come tornare a casa ,una casa che non vedo da tempo. Suoni,odori,sapori famigliari che risvegliano la bambina che c’è in me. Ritornerò a guardare il mare con lo stesso sguardo con il quale lo rimiravo dal balcone insieme a mia nonna,mentre mi diceva:”Guarda,non è stupendo?”

Questo viaggio sarà come un tuffo, lunghissimo,in cui ti senti persa nel vuoto,nulla a sostenerti,solo il pensiero che prima o poi sfiorerai l’acqua e questa ti avvolgerà,in un abbraccio.

So che state già piangendo,non potendo sopravvivere senza i miei post!E invece vi porto con me!Contenti?!In realtà mi piacerebbe portarvi fisicamente con me,volete venire?

Nel frattempo cerco di prendere su almeno  pezzettino di voi (anche perchè con tutta la roba che mi sono portata dietro c’è ben poco spazio),riproponendo,visto l’inaspettato successo,il “Parlami”….partecipate numerosi! (se no mi mangio un’altra scatola di biscotti e avrete sulla coscienza una grassona!)

  1. Dite la prima cosa intelligente che vi viene in mente
  2. Cosa state aspettando?
  3. Dedicatemi una canzone
  4. Il vostro più bel ricordo d’infanzia
  5. la cosa che cambiereste nella città in cui vivete
  6. Sopra o sotto?
  7. Quanti di voi stanno pensando al sesso in questo momento? 😉
  8. La figuraccia peggiore
  9. Fammi 2 domande
  10. Prendimi in giro con amore

V.

 

 

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Parlami.

Ciao sono V. e mi sto annoiando tremendamente. Vago su internet alla disperata ricerca di qualunque tipo di intrattenimento,senza risultati. Ho finito un libro in una giornata e adesso di leggere proprio non mi va. Stranamente ho voglia di parlare e immancabilmente non c’è nessuno con cui farlo.Non è che abbia voglia di parlare di qualcosa o con qualcuno in particolare. Ho solo voglia di uno scambio equo di vite. Allora ho deciso di lanciare un SOS (ovvero:scrivetemi o scoppio) nel grande mare che è il web alla ricerca di qualcuno che stia,come me,annaspando nell’afa di agosto senza qualcosa o qualcuno che lo distragga.

Per rompere il ghiaccio mei cari (spero) interlocutori vi porrò alcune domande:

  1. Come non vi chiamate?
  2. Cosa vi andrebbe di fare in questo moment0?
  3. Vi piacciono i vostri capelli?
  4. Il vostro libro preferito?
  5. Associatemi ad un libro
  6. Di che colore sono le vostre mutande?
  7. Il mare più bello in cui avete fatto il bagno
  8. Cosa o chi vi manca?
  9. Tre parole che vi descrivono
  10. fatemi una domanda

V. (salvatemi dal mangiare tutta la scatola di biscotti)

 

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