Archivi del mese: novembre 2013

You’ll be a lover in my bed. And a gun to my head.

<<Ma tu come lo capisci che ti piace davvero qualcuno?>> LaBionda esclama improvvisamente. Mi sto dando lo smalto mentre ascolto il reportage settimanale della vita amorosa della mia amica. <<L’orgasmo multiplo è un ottimo indice.>>,rispondo distrattamente mentre finisco l’ultima unghia. Lei ride. <<Tanto lo so che sotto la tua finta troiaggine si nasconde una romanticona in pieno stile disney!>> Mi sembra di essere tornata al liceo,quando si girava verso di me e mi bisbigliava- rigorosamente durante la lezione di matematica- domande di cui pensava avessi le risposte. E non importava se mi chiedeva di passarle il compito di filosofia,di prestarle le matite colorate o di risolvere la sua (auto)incasinata vita:io, per lei,so tutto. In realtà so solo difendermi. E darmi lo smalto.Se penso a qualcuno e mi ritrovo a sorridere senza sapere il perché,ecco,li capisco di essere fottuta. Non ci sarà ritorno,non ci saranno muri,non ci sarà che quella persona nella mia testa. Ma LaBionda non lo saprà mai,ho un’immagine da difendere.
Cerchiamo l’amore nelle cose sbagliate,in quello che l’altro ci può dare. E vogliamo regali che brillano,vogliamo qualcosa da mostrare agli altri come pegno di un amore che non li riguarda,vogliamo belle case in cui nasconderci perché guardare la stessa faccia per anni senza arrivare ad odiarla,non è facile.
Io non sono una da gioielli,ma da gesti eclatanti,da scene da film. Un lui stonato che ti canta orrende canzoni svegliando il vicinato,cartelli che gridino pubblicamente il suo amore,una corsa trafelata all’aeroporto per fermarmi prima di prendere un aereo che mi porterà lontano. Soffro della sindrome delle principessa,solo che le mie gonne sono un po’ più corte e la ricompensa non è il mio regno.

Poi c’è la vita. La vita che puntualmente ti presenta pile di piatti da lavare,raffreddori che ti riducono ad uno straccio,scelte difficili da compiere,valige da fare e da disfare,persone da perdere, da salvare, mutui, bollette,rughe, frigo vuoti,capelli bianchi, figli moccicolosi,serate noiose,sesso frettoloso,silenzi. E non si capisce più cosa sia l’amore,dove si sia nascosto. Si regalano cose,non si parla più. E poi si abbandona,magari per una puttana russa.

E quindi se l’amore non è nei gesti spettacolari che durano il tempo di un sorriso né nel tedio del quotidiano,stiamo tutti rincorrendo qualcosa che in realtà si può ridurre a qualche ormone e all’incapacità dell’essere umano di rimanere da solo?
LaBionda parla di qualcuno che si farà o forse no,dipende se pioverà o meno. Credo. Ho smesso di seguirla,guardo lo smalto rosso che si sta asciugando sulle mie unghie. A lei piace riempire i vuoti di parole,di storie andate a male e di uomini senza palle. È il suo modo di sentirsi amata,accettata,desiderata.

Forse.

Se.

Se qualcuno riesce a vedere la tua fragilità,ad osservare il tuo abisso più nero senza perdersi,senza spaventarsi,senza dirti che sei rotta dentro,ma tendendoti la mano … Ecco,quello -forse- è amore.

V.

 

Categorie: Think! | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 48 commenti

Vuoto chimico.

Il freddo graffia la pelle,ma non mi importa. Alzo lo sguardo verso il cielo e nuvole nere affogano nei miei occhi,poco più in là qualche raggio di sole cerca di farsi largo. Corro. Un piede davanti all’altro,con decisione. Il parco-immenso-è vuoto:solo io,il mio respiro,la tensione dei muscoli in contrazione. È una strada che conosco,che so dove mi porta,che mi ricorda di me stessa. Ora,alla mia destra,c’è il teatro,quel teatro che mi ha vista indossare maschere per gioco e non per necessità. Mi piaceva sentire il freddo del palco sotto i piedi nudi,i bisbigli del pubblico nel buio della sala,le luci accecanti dei fari. Vincevo le miei paure,vincevo me stessa.

Le scarpe da ginnastica vanno veloci,calpestano le foglie morte che ricoprono tutto,il teatro è già lontano,le nuvole si fanno sempre più vicine,come quell’angolo di parco che senti soffocante,ma non sai perchè. Ma prima, nascosto dai cespugli, c’è il tempietto diroccato dove hai lasciato tanti baci. Quanti baci si danno in una vita? Mai abbastanza. Che sono più di due labbra che si mordono e salive che si mischiano,sono un ‘grazie’,un ‘scusa’,un ‘ti amerò per sempre o per due minuti’. Una volta mi hanno detto che un bacio non si rifiuta,mai. E allora io che ho fatto?

E mi viene da sorridere ripensando a quella scena,ma il gelo entra nella mia bocca,nei polmoni ed il respiro quasi si congela in gola. Sento i muscoli tendersi e il corpo gridare ‘Basta!’,ma non mi fermo. Arrivo all’angolo buio. E li ci sono stata tanto tempo -nella vita- ad impacchettare emozioni,piegandole e stirandole con cura,per poi riporle in graziose scatole colorate. Penso a quanto mi piaccia il controllo,l’ordine. Penso al vuoto,quello chimico di cui ho avuto bisogno per gestire tutte quelle cose semplici,che per me erano difficilissime. Vuoto. Vuoto. Vuoto. E a volte mi manca.

C’è una luce strana,pallida che accarezza i colori autunnali di cui prima non mi ero nemmeno accorta. Vedo il mio fiato caldo colorarsi nel freddo. Sono quasi arrivata,manca solo il viale-quello lungo-quello che mi piace perchè ci sono i giochi per i bambini,gli stessi di quando ero abbastanza piccola da poterci salire. Mi ci portava mia madre,saliva addirittura sul trenino con me: un viaggio-di tre minuti-che mi sembrava eterno ed io non volevo stare così tanto tempo lontana da lei,passare nella galleria buia senza qualcuno accanto. Li dentro non riuscivo a vedere niente,il mondo fuori. Mia madre. Era come essere nel vuoto. E lo odiavo. Ironico.

Passo distrattamente davanti al caffè letterario,dove ho speso tanto tempo a farmi domande e bere caffè.

Sembra passata una vita,ma in realtà è stata solo una breve corsa.

 

V.

Categorie: Parole che sembrano racconti | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 17 commenti

Versus.

Siamo ancora qui, io e te.

-Come sempre e per sempre.

Con quei capelli e quel maglione sembri una bambina

-E invece gli anni passano. Ora mi chiamano adulta. Dicono che ho delle responsabilità,non si capisce se verso me stessa o verso di loro.

-Fa differenza?

-Fa sempre differenza. Prima o poi si deve scegliere,per qualunque cosa. Il limbo non ha mai fatto bene a nessuno.

-S’ingrassa

-E si ingrassano i pensieri

-E poi si va a correre…

-Passo dopo passo,sempre più veloce. Ma manca la meta,si gira intorno

-O forse sai dove vuoi andare,ma i chilometri sono troppi. Per le gambe e per i pensieri.

-Sembro una bambina. Devo truccarmi di più!

Deve sciacquare via tutto!

-E cosa rimarrebbe?

Tu?

-Io sono rimasta in quella maglia enorme dei Nirvana,nelle all star bucate e in tutta quella carta impregnata d’inchistro,lasciata ormai a prender polvere. Io non ci sono più. Io sono diventata grande.

Ti ricordi quando grande la volevi diventare?

-Si vuole sempre ciò che non si può avere,senza badare a quello che si può stringere tra le mani

L’inconsistenza affascina perchè la puoi plasmare come vuoi. E a te,i confini,non piacciono

-Cristo. Mi sembro uno di quei personaggi di Dostoevskij che vivono nella loro testa!

Ahahhah tesoro mio,nessuno scriverebbe mai di te!

-Oh se scrivessero di me! Con certe parole non c’è ritorno. Si è dannati,spogliati,annusati,guardati,sfiorati,picchiati,sedotti,abbandonati,prosciugati,legati,segnati…con certe parole. Per sempre.

-Come con le persone…

-Non c’è ritorno con certe parole.

Le incroci-certe persone-ed è come una collisione. Per sempre. Che ci sono quelle che ti ricostruiscono,pezzo per pezzo,con minuziosa perizia

-E quelle che di pezzi se ne sono portati via. O forse li hai regalati e nemmeno te ne ricordi.

Quelle che ti entrano sotto pelle senza che nemmeno te ne accorga. E le vorresti li.

-Sotto pelle

Sperando che non te la lacerino

-O non ti lacerino il cuore

Ma tanto sei grande,la pelle è resistente. E piena di rughe!

-Ma se i muri cadono…

Non si è più sicuri di niente

-Che vuoi?

E tu cosa vuoi?

-Io lo so. Ma faccio finta di non saperlo.        

Finta. Come il colore delle tue labbra,della tua pelle. Ma tanto sotto il trucco – e basta poco per toglierlo-ci sei sempre tu. E sarebbe semplice,semplice come sganciare quella cerniera che tiene su il tuo vestito,che tiene su tutto.

-Semplice. Ma non facile.                                    

Snapshot_20131120_5

                                               

Categorie: Think! | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 21 commenti

“Mi accompagni in bagno?”: metafora di un’amicizia

L’equilibrio nella vita è importante. Specialmente se sei in un bagno pubblico,con le chiappe all’aria e la voce di tua madre nella testa che ti ripete:”Fai in modo di non toccare mai,MAI,le superfici!”. E questo è uno dei primi insegnamenti con i quali una fanciulla in tenera età viene istruita e ciò avviene molto prima del “Gli uomini vogliono solo una cosa” e il “Lascia che paghi lui”. Perchè tua madre,al tuo culo,almeno per un po’ ci ha tenuto veramente e ti metteva strati e strati di carta igienica sull’asse e a volte,quando era proprio in vena,ti sosteneva lei stessa tutto il tuo peso.

Ma arriva il momento in cui al tuo culo ci devi pensare da sola e sei stata così brava a cercare di non diventare come tua madre che hai perso la grazia con cui lei ti aveva insegnato a fare pipì. E le gambe ti tremano per lo sforzo -riesci perfino a vedere il tacco 12 che oscilla un po’-senti,dietro la porta scassata,lo sguardo incazzato delle altre donne in fila (c’è sempre la fila) con le gambe incrociate per non farsela addosso e non puoi certo biasimarle visto che un attimo prima eri una di loro. Che poi c’è puntualmente quella che,noncurante della leggendaria solidarità femminile,deve testare tutte le porte casomai le donne in fila fossero idiote e non si fossero accorte di un bagno non occupato. E tu,piegata in posizioni che non sapevi di poter riuscire ad assumere,senti i suoi passi pesanti avvicinarsi seguiti dalla scia di “occupato!” dei bagni accanto. E sai che sta per arrivare il tuo turno. La porta non reggerà mai alla forza bruta di quella donna,devi cercare di bloccarla con la mano:quale mano? Una è impegnata a reggere i pantaloni e l’altra la tua costosissima borsa,la scelta è impossibile. Tu volevi solo fare la pipì,non mettere in discussione tutta la tua vita. Mentre sei ancora li a pensare al da farsi,la porta viene scossa con violenza:istintivamente sbatti la mano con la borsa contro la porta gridando o ruggendo- non lo sai nemmeno tu-“Occupato!”. Nel fare questo gesto qualcosa finisce puntualmente sul paviemento lercio:il telefono,i pantaloni,il portafoglio o una delle qualsiasi mille cose che una donna porta sempre con se. Ed imprechi. Tua madre non sarebbe fiera di te,no proprio no:non hai fazzoletti (la carta igienica tanto non c’è mai). E tu preferiresti raccontarle di tutti gli uomini con cui sei andata piuttosto che confessarle una mancanza simile,preferiresti insegnarle ad usare uno smartphone piuttosto che farti vedere come molto elegantemente ti “scrolli” in mancanza di un’alternativa migliore. Ed esci da quel buco infernale con la faccia sudata e il trucco sbavato,mentre le altre-sempre in fila-ti lanciano sguardi disperati da “Non aprire l’acqua per lavarti le mani o lo faccio qui!”.

Ed ecco perchè nascono le pipì di gruppo.

Dietro la porta sgangherata ci sarà un volto amico,che impedirà a chiunque di avvicinarsi alla tua maledettissima porta;la tua amica sarà li per te,ad evitare che qualcuno ti veda con il sedere all’insù e le mutande con i maialini volanti alle caviglie. Protegge i tuoi segreti e la tua biancheria imbarazzante,come nella vita. E sarà sempre lei che ti sorreggerà nei momenti difficili nello stesso modo in cui tiene saldamente tra le mani non solo la sua borsa,ma anche la tua, cosa che un volo rayan air-per esempio- non approverebbe nemmeno pagando la sovrattassa. L’amica è colei che ti impedisce di fare delle grandi cazzatte e ti propone la soluzione,nello stesso modo in cui ti passa da sotto la porta il (suo) pacchetto di fazzoletti e tu puoi uscire da quel buco infernale un po’ meno sudata e sfatta. E passerai davanti alle altre donne senza timore,con spavalderia e sorriso beffardo. Salvo poi accorgerti di essere andata in giro con un pezzo di carta attaccato alle scarpe,senza che l’amica-la stronza-ti abbia detto nulla!

bagno

V.

Categorie: Think! | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 45 commenti

Piccioni,sexy blogger ed ex romantiche

  • Trovarsi in piazza Duomo a Milano alle tre del pomeriggio non è mai una buona idea. Perchè ci sono i piccioni e i turisti rivestiti di piccioni. E non si sa nemmeno quali rompano più le scatole,che i primi ti inseguono cercando o cibo o di guardarti sotto la gonna (ce n’era uno grassottello che ci stava a provà!),mentre i secondi vogliono una bella foto delle loro facce da cul-ehm-cultori dell’arte gotica con il Duomo alle spalle. In me che non di dica sono diventata la fotografa ufficiale. Nell’ordine ho immortalato:

-Coppietta del sud che sembrava non essersi mai mossa da casa e ne ha dette peste e corna sui  cinesi che non sanno fanno le foto (aspetta di vedere quella che ti ho fatto io,amico)

-Due ragazzi sudamericani che mi hanno pure chiesto se volevo fare una foto con loro. Va bè che non sono magra,ma non sono ancora arrivata al punto di essere scambiata per un monumento nazionale!

-Due ragazze stra fighe che cercavano qualcuno in grado di immortalare la loro bellezza ed hanno scelto me,povere. Io le gambe ve le ho tagliate,che erano troppo lunghe per i miei gusti!

-Coppia di tamarro più ragazza straniera con minigonna leopardata. La mia fantasia mia ha suggerito fosse una prostituta. Hanno scelto me per la foto perchè sembravo la meno losca. Mannaggiame!

-Ed infine l’ultima coppietta alla quale ho risposto malissimo, perchè non ne potevo più, e non  hanno osato dire nulla sulla foto oscena che gli ho fatto!

  • Che ci facevo li? Aspettavo Coso (che adora quando metto il link al suo blog),il quale essendo un gentiluomo che sa come trattare una donna mi ha fatta aspettare mezz’ora al freddo e al gelo. Si è fatto perdonare dicendomi che sono dimagrita e portandomi alla Feltrinelli. Giusto perchè sono una persona aggraziata ho fatto cadere una pila di libri delle Pimpa 5 minuti dopo che ero li: rovinando in questo modo le letture preferite di Coso. E poi che abbiamo fatto?Niente. Siamo stati circa 3 ore in piedi a sparare cazzate tra l’odio della gente che voleva solo scegliere un libro in pace e non sentir parlare di:milf tedesche,ragazze rosse,crisi del burro in Norvegia,la famosissima fiera dell’artigianato milanese,politica o psudo politica,incapacità maschile di capire quando una ragazza ci sta provando. Che io Coso ti ho pure chiesto di scappare in barca vela con me,ma tu mi hai risposto:”Ma in mezzo al mare non c’è internet!”
  • Gli uomini hanno sempre bisogno di un manuale d’istruizioni.Per tutto. E lo vogliono pure in una lingua he conoscono!
  • Guardavo questo video,che riguarda un po’ tutti noi blogger e social maniaci. Ci sono pure rimasta un po’ male all’inizio. Poi ho pensato a tutti i rapporti che ho costruito qui e certe mail/commenti che mi sono arrivati proprio oggi…quindi vaffa. Che ho pure lo psicologo non retribuito che fa domande difficili e mi dice di mangiare cioccolato (sei pazzo) e che viene facilmente corrotto con la medesima. Adorabile.
  • Oggi,non so se lo sapete,è venerdì. Io non guido sta sera. Fatevi un po’ voi  due conti!
  • Un tempo ero una persona romantica. Ora il mio romanticismo si è ridotto a frasi del tipo:”Amore se non fossi dotato non ci starei con te!” . Non che le amiche siano molto diverse:”Se si fosse messo con me non sarebbe mica ingrassato,con tutto il sesso che gli avrei fatto fare!” Mi rendo conto che ci state rovinando,cari uomini!

V.

 

E voi che farete sta sera?!

Categorie: Think! | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 29 commenti

“Falling In Love (Is Hard On The Knees)”

Ci sono amori che nascono proprio al centro del petto,non sai nemmeno come,proprio come un battito:autogenerato,autoalimentato e completamente fuori dal tuo controllo. Che tu ti puoi anche sedere comodo comodo sulla sedia a pensare:”Smetti di battere,smetti di battere,smetti di battere”,ma lui fa come gli pare. Così non puoi decidere di non amare più una persona,di punto in bianco. Perchè quel cavolo di amore malato si autoalimenta,ti si ficca sotto la pelle e assorbe tutto quello che c’è da assorbire. Anche di più. Molto di più.

Per fortuna ci sono gli infarti.

Amorosi,s’intende.

 

V.

Categorie: Think! | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 29 commenti

Sei pur sempre mia madre

Sento la porta di casa aprirsi,i tuoi tacchi calpestano sicuri il marmo di casa. Seguo il loro rumore per un po’ senza dire nulla,apetto nascosta sotto le coperte con il corpo che brucia per la febbre. Ed inizi a gridare. Non ho fatto nulla,oggi. I piatti sono ancora da lavare,il frigo è vuoto e la lavatrice aspetta di essere riempita. Urli da un capo all’altro della casa,ma le tue parole si confondono con quelle dette tanti anni fa. Eravamo nella mia stanza e tu tiravi fuori dall’armadio,gettandoli sul letto,i miei vestiti. E non capii subito cosa volessi fare:vedevo volare i jeans stracciati,le mie gonne lunghe e nere,la mia maglietta dei Nirvana due taglie più grandi. E ti guardavo,senza dire niente-perchè non trovavo nulla di sensato da dire-sino a quando non gettasti tutto in un sacchetto. E gridai io,quella volta. Che quelli erano la sola cosa che avevo per nascondermi,per essere me,per non essere come gli altri. Ma tu continuavi a gettarli via,dicendo che mi faceano ancora più grassa di quello che ero,che nessuno sano di mente si sarebbe sognato di andare in giro così. Avevo 15 anni e non sapevo come nascondermi,dove nascondermi. Ma tu eri sorda -la sei sempre stata-alle mie ragioni. Hai sempre voluto una figlia che in realtà non esiste.

E gli anni sono passati,i vestiti sono diventati più stretti e più alla moda.Proprio come volevi tu. Sono sempre maschere,non lo vedi?Cambia solo il colore. E ci sono volte in cui ho bisogno di sentirmi le ossa,di sapere che sono li:la clavicola,le coste-si riescono quasi a contare-e le ossa iliache,le mie preferite,quelle per le quali lotto da una vita contro il mio corpo. E sono li. Ci sono. Anche ora,sotto la pelle che scotta,sotto le mie dita incredibilmente gelate. “Perchè non ti metti questi pantoloni?” “Perchè sono quasi due taglie in più.” “Ti metti una cintura” “Ma mi starebbero larghi nelle gambe,sembrerei più grassa di quella che sono” “Di certo non hai le gambe più magre delle mie!” Ossa. Eccole.

E non sono abbastanza brava.

Abbastanza intelligente.

Abbastanza capace di fare qualsiasi cosa.

Non ho interessi.

Non faccio sport.

Faccio troppo sport.

Non faccio mai nulla.

Passo le giornate a guardare il soffitto.

Non esco mai.

Esco troppo.

Mi lavo troppo.

Non studio mai.

Studio sempre.

Mangio troppo.

Mangio troppo poco.

E che sei pur sempre mia madre. E io faccio i salti mortali per essere all’altezza. Per essere un’ adulta responsabile da quando ho 17 anni,a consolarti,a consolarmi,a consolare tutti. E ci provo ad essere una brava madre (di figli non miei),una brava figlia,sorella,studentessa,amica,fidanzata,nipote,vicina,cliente,casalinga,lavandaia,elettrice,cittadina…

Sei pur sempre mia madre,ma ho la febbre. Oggi sarò solo V.

Come sempre,

imperfetta.

Categorie: Think! | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 44 commenti

Blog su WordPress.com.