A 6223 km da casa

Ho scoperto cosa vuol dire aver nostalgia di casa. Proprio io che posseggo la più grande capacità di autocensura dei sentimenti. Invece è sgusciata via – infida –  da quel mio piccolo buco nero in cui tendo a buttare ciò che non deve essere mostrato o affrontato. Non si vive male qui, anzi. Non riesco solo a crearmi una quotidianità, una casa fatta non di pareti ma di abitudini, amicizie, luoghi famigliari. Non riesco perchè una piccola parte di me non vuole, è quella parte che ancora non accetta di essere qui e continua a fare a botte con la realtà. Poi c’è il resto di me: e quella è la parte più complicata da portarsi dietro. Complicata perchè ci sono cose che per me sono imprese titaniche, mentre per altri sono semplicissime. E io li invidio tantissimo. Presa coscienza di non poter essere come tali esemplari magnifici della razza umana – altresì detti estroversi – devo arrabattarmi con ciò che ho: la timidezza, la paura di fare figuracce e un inglese che mi muore in testa se vado troppo in panico (quindi spesso). Però si va avanti.

Si fanno PIANI. I miei piani sono sempre meticolosi e ben strutturati: non potete immaginare quanto mi ci aggrappi e quanto tenda a difenderli anche dal benchè minimo cambiamento. Poi c’è la Vita che quando vede un piano ben fatto – specialmente se mio – si diverte un mondo a prenderlo a sprangate. Me la immagino proprio vestita all’ Arancia Meccanica a frantumare tutti i piani ben congegnati che trova sul suo cammino. Che ci vuoi fare? Piangi, ti lamenti, ma in fondo vai avanti e fai quello che devi fare.

Questo è diventare adulti, credo. Perchè io in fondo mi sento ancora quella sedicenne impacciata e strana che non riusciva mai ad inserirsi. Ed ora che per la società sono ufficialmente, inesorabilmente, definitivamente, adulta mi porto  sulle spalle la me con la maglietta gigante dei Nirvana. Quella me pesa: quella me rimane nelle mie scelte di essere sempre ‘un po’ diversa’. Prendo posizioni e le mie posizioni sono sempre nette: mi rendo conto che non è facile farsi degli amici se si è così intransigenti. Però si è fedeli a se stessi e non ad un pubblico che si incanta con delle false verità su se stessi.

 

V.

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18 pensieri su “A 6223 km da casa

  1. Il destino dei timidi e non esserlo più, perchè proprio perchè lo sono la vita li mette sempre in condizioni di vincerla quella timidezza.

    per il resto… che dirti parli con una a cui dicono “si però sei una integralista….”

    • Non l’avevo mai vista così. Però se vado avanti così forse a 85 anni riuscirò a diventare estroversa!
      Give me five sorella integralista!

  2. Sono sempre contento di rileggerti ma questi tuoi ultimi post mi lasciano sempre un po’, boh, così.
    Hai presente il così, no?
    Un abbraccio.

  3. leparoledinessuno

    Ricordati che rimanere con i sedici anni dentro e più importante di tutto. Si, si diventa grandi, la Vita ci mette in gioco, qualche volta perdiamo ma stiamo cambiando forma… Ma l’essenza deve rimanere quella !

    Buona vita.

  4. leparoledinessuno

    Ooops !! con i sedici anni dentro è più VERBO ESSERE !

  5. Amicicia… tu sparisci, ricompari, sparisci.
    Ormai non so più dove sei.

  6. Mi diverte fare supposizioni su dove ti trovi, calcolando la distanza da casa. Di sicuro, però, non sei in Thailandia. La Thailandia sta tipo a 9000 km o qualcosa del genere.
    Però non buttare mai quella maglietta, anche quando scolorirà un po’ 🙂

  7. Di solito è quando sei a sei ila chilometri da casa che si cominciano a inquadrare le cose nella giusta prospettiva. Quando sei troppo vicina, tutti i quadri appaiono distorti.
    E quanto alla vita, al fare piani e all’inglese c’era un famoso signore (che oggi purtroppo ha una statua in Central Park) che cantava: “Life is what happens to you when you’re busy making other plans”.

    …e quindi nessuna paura, ginocchia morbide, muscoli rilassati, e occhio alle cunette. Vedrai che sarà divertente.

    • Sulla ‘giusta prospettiva’ non posso che darti ragione e ahimè anche sui piani!
      Quindi da oggi si vive e basta! 🙂

      • E si è entusiasti di farlo!
        (Lasciati invidiare. La cresta dell’onda è l’unico posto in cui vale la pena essere…) 🙂

  8. beautifulthingshappen

    Essere intransigenti sulle amicizie spesso non significa essere soli,o troppo timidi,significa solo essere giusti con se stessi.Non si può costruire un quotidiano con chiunque o dovunque.È una presa di coscienza.
    Mi piace questo articolo,anche io mi sento esattamente così anche se sono relativamente poco lontana da casa,diciamo che è un punto fisso sentirmi persa e fuori posto sempre.

    • Sono d’accordo con te su questa “presa di coscienza”. E continuerò ad essere fedele a me stessa in questo senso, sono sempre gli altri che tentano di farti sentire sbagliata perchè un po’ diversa!

      • beautifulthingshappen

        Esco da un periodo molto lungo dalla mia vita così, è stato doloroso ma ora sono felice.Mi sono spesso chiesta “ma dove ho firmato per dover sempre essere costretta a dimostrarmi come non sono?” Alle persone non interessa come sei,alle persone interessa che tu non perturbi il labile equilibrio delle loro convinzioni.

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