Archivi del mese: settembre 2012

Non tutte le catene sono d’acciaio

Oggi ho frugato nella vita di mia nonna. Ne ho conosciuto solo una piccolissima parte,non ho fatto mai domande. E mi chiedo perchè. Ho trovato delle fotografie,vecchissime. Alcune risalgono al 1943. Mio nonno ha combatuttuto nella seconda guerra mondiale. Mia nonna ha combattuto anch’ella la sua guerra,fatta di tempo e speranze,di rare notizie e lacrime. Lei aspettava. Arrivavano lettere, arrivavano foto. Ho visto il volto di mio nonno,giovanissimo,irriconoscibile,con quegli occhi che sono di mio padre,che sono i miei. Ho letto le loro parole, ho visto poche persone amarsi come i miei nonni,resistere alla vita insieme. Sempre insieme.

C’erano volti di donne che non ho mai visto,cercavo in quei lineamenti i miei. Volevo la mia storia. E in quel nero delle foto perdevano gli anni e nel bianco riacquistavano vita. Sorrisi. C’erano sorrisi ovunque,anche tra le case distrutte nello sfondo. Si guardavano anche quando non si vedevano. È una cosa che mi ha sempre colpita. Legati da fili invisibili.

Tutti siamo legati a qualcosa o a qualcuno. Anche se non ci appartiene più.

Il più delle volte è una persona,ruotiamo attorno ad essa senza nemmeno accorgercene. Attratti,inesorabilmente,quasi schiavi,quasi nulla senza quella forza d’attrazione che ci tiene in piedi. Se il nostro centro gravitazionale dovesse andarsene,continueremmo a sentire il suo richiamo per tempi infiniti.

Vorremmo riaverlo,ci sentiremmo persi. A volte,dopo la morte di mio nonno,sentivo mia nonna parlare mentre lavava i piatti. Raccontava delle cose a mio nonno,parlava di noi nipoti,rideva. Si,rideva.Con lui.

Queste nostre catene,se spezzate,ci portano ad inseguire l’altro capo,annientandoci. Ci sono persone che ne inseguono altre da una vita,agognado quello sguardo,quello sguardo d’amore,che una volta avevano visto. Sapete cosa state rincorrendo in realtà? Voi stessi.

Se la catena è debole,si spezza.

Chi corre dietro a qualcuno o qualcosa che non c’è più,rincorre se stesso,il se stesso che stava con quella persona o in quella situazione. Rivolete voi quei particolari voi stessi. Anche io volevo qualcuno,ma in realtà volevo solo quella me stessa. E così si confondono legami con catene,catene con cappi.

Le mie catene sono tante,fili sottili che mi tengono in piedi. A volte si spezzano,l’importante è che rimangano quelle essenziali.

E voi,che catene vi tengono in piedi e quali vi hanno fatto cadere?

V.

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No one’s gonna catch you when you fall

Oggi è una di quelle giornate in cui ti chiedi se davvero le cose inizieranno a cambiare prima o poi. Piove. E questo dice tutto. Ogni goccia rappresenta una lacrima che ho trattenuto,ingoiato riluttante. Lasciano uno strano sapore le lacrime non piante,un sapore di vuoto.

Dopo una cariera scolastica sempre impeccabile,si,sono indietro con gli esami. E si,è indubbiamente colpa mia. Ma sto cercando di rimettermi in carreggiata,senza nessun aiuto. Anzi,con te che mi ostacoli. Che mi offendi,offendi la mia intelligenza (quando tu sei sempre stata una studentessa e una lavoratrice mediocre) e mi affondi,mi tiri sempre più giù. La cosa veramente straordinaria è che io sta mattina ero contenta, ero finalmente contenta,nonostante tutto,dopo non so quanto. Ero contenta di me stessa.

Ma anche per te non sono mai stata abbastanza. Perchè io dovrei fare tutto: essere una studentessa modello,lavorare,pulire casa,andare in palestra (palestra che lei nonostante gli anni passati a dirmi che sono grassa non vuole pagarmi perchè secondo lei 150 euro per 15 mesi sono troppi e avrei dovuto farne 6 a 100),farle le commissioni,non uscire la sera così può uscire lei. Tutto questo litigio è nato appunto dalla questione palestra. Dice che sono sempre dietro a chiedere soldi. Vi assicuro che gli unici soldi che le chiedo sono per lo sport e per le tasse univesitarie. Vestiti,qualsiasi tipo di prodotto per corpo/capelli me li compro da sola,oggetti costosi come possono essere un pc o un telefono o anche un viaggio cerco di farmeli regalare per compleanni e festività varie. Favori non li chiedo,perchè tanto lei favori non ne fa. Lei ti dice di fare cose,ti rompe l’anima sino a quando non cedi. Quando le fai o non le fai bene (allora perchè cazzo non te le fai tu?) oppure non le puoi più fare perchè magari ostacolano i suoi programmi.

Lavora otto ore al giorno. Abbiamo mio nonna che ci aiuta,la donna delle pulizie una volta a settimana,lei va alla spa,ai corsi di latini,a pilates. Questa estate è andata una settimana in Sardegna,una in montagna e due in Grecia. E non è contenta,perchè è stressata perchè “ha troppe cose da fare!”. Ed è colpa mia che non faccio nulla. Lei alla mia età,santa donna,era sposata,lavorava in estate e studiava. Già. Peccato che abbia due divorzi alla spalle (senza considerare che non si sa tenere un uomo neanche ora), un lavoro che odia e una laurea prticamente inutilizzata.

E quindi ho passato il pomeriggio con un mal di pancia atroce,l’aria che faticava ad entrare nei polmini e i miei occhi che leggevano venti volte la stessa frase senza capire nulla. E quindi,tra una fitta allo stomaco e l’altra,pensavo. Pensavo che potrei lasciare l’università,trovarmi un lavoro da commessa e a tempo debito fare la mamma. Oppure potrei andare in tribunale e far si che i soldi che mio padre le dà per il mio mantenimento li riceva direttamente io.In questo modo potrei andarmene da qui,respirare ancora.

Respiro solo quando lei non c’è. Il resto del tempo, apnea. E a volte non so nemmeno più se spero di respirare ancora o mai più.

E lo so che è brutto,ma dentro di me sta crescendo un odio incredibile. Che mi intossica. Ce l’ho con lei per i rimproveri costanti e inutili,per essere sempre il capro espiatorio. Ce l’ho con lei per non aver mai fatto la madre,ma sempre l’antagonista. Sempre in competizione. Lei che vuole avere vent’anni e non mi lascia vivere i miei. Lei che viene a piangere da me,ma non ha mai visto i segni del mio malessere. Lei che mi rubava lo Xanax invece di chiedersi perchè me ne imbottivo.

Devo andarmene da qui. Si deve rinunciare ai sogni,a volte,per essere liberi.

V.

 

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No,non è un caso di demenza senile precoce, è solo ipoglicemia.

La Bella Addormentata nel Bosco sta diventando il mio idolo. Nonostante l’abbia denigrata come le altre principesse-amebe,in realtà è la più astuta. Passi vent’anni a sentirti dire che devi stare lontana dai fusi e tu che fai al primo fuso che incontri? Dai! È tutta una tattica per starsene a dormire mentre gli altri,principe o fatine che siano,fanno di tutto per lei. Chiamatela scema! È bionda,è ovvio che sia furba.

Ok ora lascio perdere i cartoni,sono solo un po’ stanca. E preoccupata. Il 2012 è un anno di merda,sappiatelo. Non è che questo post avrà un vero e proprio senso eh (ve ne siete già accorti da come ho iniziato vero?),è che ho voglia di scrivere,anche perchè è qualche giorno che non lo faccio (no,non l’avete scampata nemmeno sta volta,mi spiace),ma non ho voglia di dilungarmi in spiegazioni su cosa,come e perchè sia successo. Riassumendo:

  • È un casino. Ma cosa vuoi che sia uno in più o uno in meno?
  • Andare al pronto soccorso in mini abito e tacchi fa il suo porco effetto. Durante i tirocini abbandonerò il camice a favore di questa comoda tenuta,forse i dottori inizieranno ad insegnarmi qualcosa,invece di ingorarmi come tutti quelli del mio anno perchè “non sappiamo nulla” e grazie al cazzo!
  • Ho fame
  • Si,oggi sono volgare
  • Una delle mie più care amiche si auto scrive lettere minatorie. I casi sono due:o pensa che io sia imbecille o deve attirare la mia attenzione per qualche motivo. Sinceramente non so quale delle due sia meglio.
  • Vorrei scrivervi un post profondo,ma sono stanca e sinceramente non ho nulla di profondo da dire se non:vaffanculo.
  • Io e mia madre abbiamo deciso di metterci a dieta insieme,seguendo un libro molto famoso. “V. leggilo e fammi il riassunto”. Iniziamo bene.
  • Ho fame.
  • Per me che amo cucinare è una tortura non poter dare libero sfogo alla mia follia cretiva. E quindi cos’ho fatto il primo giorno di dieta?Ho fatto un budino alla cannella!Tanto posso ingozzarmi di proteine e quindi va bene. Se viene buono vi metto la ricetta. Per chi di voi può mangiare quello che gli pare…inondatelo preventivamente di ciccolato!
  • Per tutte le ragazze senza tette:a volte,e sottolineo a volte,siete fortunate. Almeno le camice non vi stanno in modo assurdo
  • Ho scoperto che i genitori del mio moroso hanno nel loro giardino del bamboo. Ora nulla mi ostacolerà dall’avere un panda.
  • Ho visto Dragon Trainer (si,il sabato sera mi stavo guardando un cartone in tv).Gli occhi mi sono solo diventati lucidi,sto migliorando. Voglio anche un drago.
  • Ho fame
  • Posso percorre ogni strada della mia città ad occhi chiusi. Conosco incroci, stop, semafori, adori, fiori, vetrine, ponti, buche, angoli. È nauseante.
  • A volte penso che mi piacerebbe incontrarvi tutti. Invitarvi a cena(non vi preoccupate,non vi faccio morire di fame!) e parlare con voi. È impossibile che tutte le persone interessanti siano su wp e non in giro per la mia città o a bussare alla mia porta.
  • Qualche giorno fa mi è sfiorato il pensiero di chiudere il blog. Perchè? Non lo so bene,forse alcuni discorsi su blog che seguo,un po’ di depressione e un po’ di scarsa autostima. Ma adoro scrivere e stranamente c’è anche gente che mi legge e poi mi ha fatto un bel regalo sto blog. Quindi eccomi qui,per la vostra gioia
  • Non so se l’ho già detto:ho fame
  • Frasi tipiche del mio moroso: “Dopo ci giochiamo il tuo culetto alla lotteria” “Penso di averti rotto le mutande. Toglitele che ci guardo”. Un giorno farò un post sulle sue perle che nemmeno lui capisce come riesca a partorie. No che poi è lo stesso individuo che,non solo non risponde,ma addirittura cancella il seguente sms:”Quando torni facciamo tanto sesso!” perchè era in macchina con i suoi e si vergognava.
  • Necessito di un libro. Di uno bello,di quelli che consolano. Quello che ho non mi piace. Voglio un libro che mi coccoli,che mi faccia credere che il mondo è bello e che tutto finisce bene perchè le persone sono più profonde di un bicchier d’acqua.
  • Dovevo fare l’attirce. La mia capacità di imitare la normalità è sorprendente,specialmente di fronte a persone odiose.
  • Sul mio fighissimo cellulare nuovo ho scaricato un’ app che mi segnala i giorni di fertilità in base alle date del ciclo. L’ho sempre fatto da sola questo calcolo,ma è una cosa carina. Peccato che secondo l’applicazione io abbia sbagliato qualche calcolo e diciamo che c’è una piccolissima possibilità che io sia incita. Eh va bè. Si scoprirà solo vivendo.

Ora tocca a voi:o vi mettete a dieta o mi scrivete qualcosa di stupido per farmi sentire meno scema!

V.

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E avrai negli occhi la stessa luce. O tenebra.

Se dovessi descrivermi negli anni del liceo direi: non abbastanza.

I primi due anni nascondevo il mio corpo in maglie gigantesche di gruppi che solo io conoscevo,gonne da gitana e mani guantate. I miei occhi affondavano in strati di matita nera. Ero l’alternativa della classe,ma non la sola della scuola. E cercavo di inserirmi in quel gruppo di persone che ai miei occhi sembravano così speciali,così simili a me. Ma io non ero abbastanza. Non ero abbastanza grande,perchè ero in prima,non ero abbastanza alternativa perchè non indossavo le cose giuste,ma quelle che piacevano a me. E poi c’eri tu,caro F.inchains. E ti credevo davvero diverso,così immerso nella sofferza. Ti leggevo e pensavamo le stesse cose. Ti volevo,volevo curare le tue ferite,abbracciarti. Ma io non ero abbastanza. E così mi hai usata per curare il tuo ego ferito,distruggendo il mio. Ho impiegato troppo a tempo a capire che eri esattamente come tutti gli altri,forse peggio. E ora,le rare volte in cui ti incontro,non vedo più i tuoi bei capelli lunghi,distrutti dalla calvizie incipiente,ma i tuoi occhi,che finalmente mi vedono davvero e scivolano sul mio corpo chidendosi,forse, se sono davvero io quella ragazzina che un giorno,raccimolando tutto il suo coraggio,ti scrisse quella sciocca lettera d’amore. Alla quale non ebbi nemmeno il buon gusto di rispondere.

Passarono i mesi e gli anni. Uscii dai miei corpetti in pizzo nero,fasciando il mio corpo in nuovi abiti. Strinsi amicizie più o meno valide con i compagni di calsse. Ma non ero abbastanza in ogni caso. Perchè non ero abbastanza simpatica,abbastanza bella,abbastanza puttana,abbastanza alternativa,abbastanza fighetta. Ero molto brava a scuola,ma non abbastanza da essere la prima della classe.

Ho sempre camminato su una strada solitaria,che scorre abbastanza vicino alle strade più trafficate,ma non abbastanza da poterle incrociare. Tremendamente vicina all’appartenere a qualcosa,ma non abbastanza vicina.

Citando Baricco: “Disse che bisognava stare attenti quando si è giovani perché la luce in cui si abita da giovani sarà la luce in cui si vivrà per sempre.[…] Disse che molti ad esempio sono malinconici,da givani,e allora succede che lo rimangono per sempre. O sono cresciuti nella penombra e la penombra li insegue poi per tutta la vita.”

Ciò che mi è rimasto,credo,immutato in me è il non essere classificabile,rinchiudibile nelle strette pareti che impone una categoria. Posso essere quasi come,simile a,ma i contorni rimangono labili e indefiniti. E ora questo non mi spaventa più,anzi, mi piace. Anche se porta ad una inevitabile solitudine.

E voi? Cosa vi è rimasto da tutta una vita? In che luce o penobra o buio vivete da sempre?

V.

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Cose che volete assolutamente sapere

E vi ho fregato. In realtà mi mancavano gli elenchi puntati e rompervi un po’ le scatole. Così eccomi qui!

  • Conversazioni che (forse) non sono mai avvenute:

-Mamma: “Come mai ti sei messa a stirare?”
-V.: “Sono le polo di A.,ne ha bisogno!    -Mamma: “Ah!Quindi ti metti a stirare per lui e non per me!”  -V.:”Ma mamma A. ….ce l’ha grosso!”

  • Ho dei pigiami molto sexy,davvero. Tra questi si annoverano: il pigiama di winni the pooh (regalato dalla mamma,non si sa mai che ispiri troppo sesso al moroso), quello di Alice nel paese delle meraviglie e quello di Trilly (regalato da una mia cara amica,come anticoncezionale probabilmente) . E voi direte:”Ma sono dolcissimi!!(per una bambina di 5 anni!)”. Ma in fondo chi se ne frega tanto mi vedono in pochi,giusto?No. No perchè se io vado ad aprire la porta con il mio pigiamino con l’orsetto grassoccio che mangia il miele,è scontato che nemmeno gli omini del gas osino entrare a leggere il contatore! Non sto scherzando,se ne sono andati!
  • Adoro wordpress perchè leggo persone. È come se davanti a me si stagliassero figure fatte di parole e parole fatte di sentimenti e sentimenti fatti di vita e vita fatta di.  Mi capita di incotrare persone che sono affogate nel caos di se stessi. E sebbene mi sia stato detto:”Chi scrive un blog è generalmente depresso,come te” (e su questo potrei anche essere d’accordo),ho trovato anche tanta forza. Si perchè non è semplice mettere nero su bianco la tua vita e rileggere i tuoi stessi sbagli.
  • Squilla il telefono di casa,rispondo. “Pronto” “Ecco la donna della mia vita!” Getto un’occhiata in cucina e ci vedo A. intento a rubare cibo dalla padella. Sono perplessa. “No guardi sono la figlia,mia madre non è in casa”. Una risata fragorosa scoppia dall’altro capo del telefono. “Che figura di merda!” Eh si tesoro,che figura di merda!
  • Ieri sera sono andata a vedere “The Brave”,il cartone con la ragazzina con i capelli rossi. Ammetto di avere la lacrima facile (se volete vedere una schizofrenica in carne ed ossa guardate insieme a me UP),ma piangere per un cartone del genere è troppo anche per me. Si,piangevo. Piangevo come la bambina di tre anni seduta poco più in là. Ed ero imbarazzatissima!(ero con A. e una coppia di nostri amici).Cercavo di asciugarmi le lacrime fingendo di grattarmi la faccia,sembra avessi le pulci. Saran gli ormoni che vi devo dire?Sapevo della sindrome pre-mestruale,ma quella post-mestruale,mi sembra un po’ troppo!
  • E quindi è partito il trip mentale di V. al nono mese di gravidanza,enorme e in preda all’ormone pazzo (ancora più del solito),che entra in gelateria e chiede un gelato biscotto e fragola. “Mi spiace signora ma abbiamo terminato il biscotto!”. Crisi. Fiumi di lacrime irrefrenabili e grida di vendetta verso la gelataia. Povero mio marito.
  • Ho un’amica di penna conosciuta proprio qui. L’altro giorno mi ha chiesto,per via di una cosa che le avevo scritto,se i miei genitori erano divorziati. Io le ho risposto,ma specialmente le ho raccontato. Per lungo tempo mi sono chiesta se l’essere così chiusa compromettesse in maniera irreparabile i miei rapporti. In realtà non sono chiusa,sono gli altri che fanno le domande sbagliate.

Cosa devo assolutamente sapere di voi?

V.

 

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L’immobile bellezza del tempo (Part. 2 )

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Sarò per te il coltello. Nella pancia.

Il mio buon umore viaggia  insieme alle nuvole. Veloce. E lontano. Le giornate passano silenziose e stanche,assopite dall’indecisione.

A quindici anni ti sembra che la tua vita faccia schifo e gli adulti intorno a te sfoderano la solita frase di circostanza:”Fossero questi i problemi della vita!Vorrei avere io la tua età!”. E tu,con la musica più alta che puoi nelle orecchie,pensi a come gli faresti volentieri indossare i tuoi panni. La cosa che fa incazzare è che avevano ragione.

Le cose si complicano,ti schiacciano e ti sotterrano. Se guardo ai miei 15-16 anni (e anche un po’ più in là),mi domando sempre come io sia riuscita,tutta da sola,a cavarmela. Genitori più attenti,anzi genitori che non chiudono gli occhi solo davanti a ciò che gli pare,avrebbero agito. Non vrebbero bevuto le sciocchezze che propinavo loro. Sin che si è (apparenetemente) perfetti è molto comodo,è molto facile,sostenerti. Perchè già ti auto-sostieni e loro non devono far altro che poggiare le loro belle manini su di te,fingendo di tenerti in piedi.

Mentre quando ti perdi nessuno ti aiuta a ritrovare la strada. Perchè è colpa tua,che sei incapace,che non hai mai fatto nulla nella vita. Già però quando prendevo trenta a tutti gli esami ero bravissima,anche se sino a cinque minuti prima mi urlavi dietro di mettere a posto,fare la spesa,lavare i piatti e salvare il mondo. Già perchè tu lavori otto ore e dopo te ne vai alla Spa,che povera!,tutti dipendono da te!In realtà nessuno ti chiede mai nulla perchè la risposta è puntualmente no. Non bastano i sensi di colpa,l’ansia,l’autostima ancor più ammaccata,l’insoddisfazione e la disperazione. No,anche chi ti ama ti affossa. Senza nessuna eccezione.

Ma sto divagando miei cari,scusate. Il punto non era questo. Il punto è che si cade,si cade spesso. A volte ci si sbuccia solo le ginocchia,altre volte ti devono mettere in coma farmacologico. Si fanno errori,si fanno scelte. Si eliminano vite possibile,si abbandonano sogni e persone. E alla fine? Ecco,cosa c’è alla fine?

Il punto è: preferireste tornare ai vostri 15-16 anni e sistemare tutti gli errori,prendere altre strade, e magari altre batoste, oppure preferireste aver già vissuto il vostro futuro ritrovandovi nel porto sicuro della vecchiaia?

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La vendetta è un piatto che va servito freddo. Ma io ho fame.

Facebook ha generato sicuramente in tutti i suoi utenti una spinta di masochismo senza precedenti. Chi almeneno una volta,anche per caso,non è andato a controllare l’ amore perso/desiderato/sconosciuto di turno,sperando di scoprire qualche verità assoluta? Rimanendo puntualmente delusi,sprofondando in uno stato di depressione che non avremmo mai potuto immaginire possibile.

Anche io lo faccio. Ma non con un ragazzo,bensì con quelle che un tempo erano mie amiche. E così vedo le loro belle facce sorridenti e perfettamente truccate,mentre si abbracciano piene di ammmore reciproco. Sparatevi. La carissima Anoressiaportamivia,che è stata mia grande amica per parecchio tempo,ora abbraccia in pose plastiche quelle stesse persone che adorava tanto criticare quando con aria innocente mi chiedeva di andarle a prendere il test di gravidanza perchè:”Sei la sola di cui mi posso fidare!”. E così,se prima Crudelia Demon (no seriamente è uguale) era una montata che si crede che sa chi,ora è la compagna perfetta per lo shopping. Per non parlare di Capelliunticci,insieme alla quale è riuscita a farmi piangere seduta in mezzo alla neve per una serata. Non penso che sappia l’opinione che Anoressiaportamivia ha delle sue cosce e dei suoi capelli. Iosonolaragazza perfetta,al contrario di Crudelia e Capelliunticci,era mia amica. Una che in realtà non si faceva mai sentire e che di certo non ha preso le mie parti,come nessuno del resto. Però quando doveva sapere come fare l’anguria alcolica l’ha chiamato il mio ragazzo. “Salutami tanto V.!” Ma cadi e fatti male.

E nonostante abbia passato uno splendido pomeriggio con una persona che so che mi vuole bene,tutta sta faccenda mi brucia ancora. La cosa che mi infastidisce maggiormente,non è tanto la speranza che avevo investito in questi rapporti nè tantomeno il fatto che abbiano diviso il mio gruppo di amici ai quali le avevo presentate,ma il fatto stesso che io sia infastidita. Irritata. Mentre nessuno si domanda:”Chissà come sta V.?”,perchè troppo impegnate a mettere le foto fighissime che si fanno ad ogni occasione,anche la più idiote o a postare stati depressi per amori immaginari. Anche se i migliori sono i finti post politicamente impegnati,ma questo è un altro discorso.

Mi piace la vendetta,ma in questo caso sono rimasta talmente delusa che,anche a distanza di mesi,non ho la forza di reagire.

Ma veniamo a voi!Usate Facebook come sommo strumento di piacere masochistico?Ma soprattutto:quale (e contro chi) vendetta vorreste attuare?

V.

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Quelle cose che sono molto forti e incredibilmente vicine

Ho letto che è stata la carta a tenere acceso l’incendio nelle torri gemelle. Tutti quei quaderni, le risme di fogli per fotocopie, le stampate delle e-mail, le foto dei figli, i libri, i dollari nei portafogli e i documenti negli archivi. Erano combustibile. Forse se vivessimo in una società senza carte il mio papà sarebbe ancora vivo. Ho cercato le cartine e i disegni fino a trovare il corpo che cadeva.
Era papà? Forse.
Chiunque fosse, era qualcuno.
Ho strappato le pagine dal libro, le ho rimesse al contrario, in modo che l’ultima fosse la prima e la prima fosse l’ultima. Le ho sfogliate velocemente e sembrava che l’uomo stesse alzandosi in cielo.
E se avessi avuto altre fotografie, sarebbe volato dentro una finestra e dentro la torre e il fumo sarebbe stato aspirato nel buco da cui l’aereo stava per uscire. Papà avrebbe lasciato i suoi messaggi a rovescio finché la segreteria sarebbe stata vuota e l’aereo sarebbe volato all’indietro fino a Bos
ton. Papà avrebbe preso l’ascensore per scendere in strada e schiacciato il bottone per l’ultimo piano. Avrebbe camminato all’indietro fino al metrò e il metrò sarebbe andato indietro nel tunnel fino alla nostra fermata.
Papà avrebbe superato il tornello all’indietro e poi fatto sfilare al contrario la sua tessera della metropolitana e sarebbe tornato a casa camminando all’indietro mentre leggeva il “New York Time” da destra a sinistra.
Avrebbe sputato il caffè nella tazza, si sarebbe sporcato i denti e si sarebbe messo i peli in faccia con il rasoio. Sarebbe tornato a letto, la sveglia avrebbe suonato al contrario, e lui avrebbe fatto i sogni al contrario. Poi si sarebbe alzato alla fine della sera prima del giorno più brutto.
Sarebbe indietreggiato in camera mia fischiettando al contrario ‘I am the warlus’.
Sarebbe stato nel letto con me.
Avremmo guardato le stelle sul soffitto, che avrebbero allontanato la loro luce dai nostri occhi.
Io avrei detto: “Niente” alla rovescia.
Lui avrebbe detto: “Sì, pulce” alla rovescia.
Io avrei detto: “Papà?” alla rovescia, che non è così diverso da papà detto normalmente.
Mi avrebbe raccontato la storia del sesto distretto, dalla voce nel barattolo fino all’inizio, da “Ti amo” a “Una volta, ma tanto tempo fa…” e saremmo stati salvi.

J.S. Foer, Molto forte, incredibilmente vicino.

Ho aspettato l’occasione giusta per parlare di questo libro e oggi mi sembra perfetto. È una di quella storie che ti rende più ricco,che ti fa venire voglia di offondare le unghie nelle vita e lottare. E quando arrivi all’ultima pagina capisci che il vuoto che ti divora dentro è stato,almeno un po’,colmato.

Cosa sentite molto forte e incredibilmente vicino?

V.

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Convivimi

Sento il tuo odore sul mio cuscino. Il mio cervello non riesce a capire cosa ci faccia in quel posto,in quel posto che sa solo di me. Trovo tue cose nel cesto della biancheria sporca, scarpe troppo grandi per essere mie,un disordine che non ho creato. Pezzettini di te,innocui all’apparenza, che si incastrano perfettamente in posti in cui non dovrebbero stare.

Mi sorprendo a piegare i tuoi calzini e annusare le tue magliette come se fosse la cosa più naturale del mondo. Aspetto. Aspetto che il citofono suoni,aspetto di sentire la tua voce e l’ascensore che sale.

E io di solito non aspetto,non aspetto nella mia casa perchè sono già li io,li con me. Ed è strano trovare qualcuno che gironzola per casa scalzo lasciando impronte sul pavimento,proprio là dove ci sono anche le mie.

Sposti i miei libri,infilandoci i tuoi. Trovo pagine internet su calcio,fantacalcio e chennesoiocalcio che intaccano la purezza del mio pc. Non trovo cose che sono sempre state dove le ho cercate. Le ritrovo in posti assurdi. C’è uno spazzolino che non mi appartiene,ne sono sicura,il mio è viola e fighissimo.

Ricevo baci inaspettati. Carezze che si infilano nel mio pigiama senza chidere il permesso.

Penso a cosa dovrò fare da mangiare già dalla mattina. Compro pomodori. Perchè?Io li odio!

Adoro addormentarmi con la tua mano appoggiata alla mia Vita.

V.

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