Archivi del mese: aprile 2013

Ehi,è solo primavera.

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Per ogni SINTOMO un LIBRO! #3

    1. Sintomi:  Per chi si sente le mani della vita al collo stringere troppo forte,per chi non vede via d’uscita.
    2. Principio attivo: Il giorno 11 novembre del 1997 Veronika,24 anni,slovena,capisce di non voler più vivere e assume una forte dose di sonniferi. Salva per caso,si risveglia tra le mure dell’ospedale psichiatrico di Villete,con il cuore stanco e sofferente per il veleno che lei gli ha somministrato. In pochi giorni a Villete Veronika scopre un universo di cui non sospettava l’esistenza. Conosce Mari,Zedka,Eduard, persone che la gente “normale” considera folli,e soprattutto incontra il dottor Igor,che attrverso una serie di colluqui cerca di eliminare dall’organismo di Veronika l’amargura,l’amarezza che la intossica togliendolo il desiderio di vivere. [trama presa dalla copertina]
    3. Doc V. dice: Veronika si è persa,si è persa in se stessa. Non sa nemmeno lei cosa sta cercando,non sa nemmeno se lo vuole trovare davvero. O se lo vuole solo uccidere. E cammina,cammina in questa vita che non si aspettava di vivere di nuovo,circondata da personaggi bizzarri-folli, direbbe qualcuno-ma con qualcosa da insegnare. Coelho con questo libro abbandona (almeno in parte) il misticismo che impreganava gli altri suoi romanzi e si concentra su sensazioni,su dolori,più umani. Ricostruisce una discesa negli inferi di se stessi,per poi riemergervi e -nonostante il titolo-riscoprire la vita.
    4. Farmaco equivalente: Audioslave – Like a Stone
    5. Consigli di somministrazione: Da leggere in solitudine,con una bel tè o tisana calda
    6. Ricetta:   “In un mondo in cui si tenta disperatamente di sopravvivere, come si possono giudicare le persone che decidono di morire?”                                                                                                                                                                           “Nella vita possiamo commettere tanti errori. Tranne uno : quello che ci distrugge.”
Veronika decide di morire-Coelho

Veronika decide di morire-Coelho

V.

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My generation

La mia generazione è quella che non deve chiedere. Mai. Non deve chiedere perchè tutto le è dato,le è  dovuto. Non abbiamo mai lottato,mai desiderato l’ideale,ma solo il materiale. Non conosce il sacrificio,se non quello altrui,non conosce se stessa,ma sa come deve apparire agli occhi degli altri. La mia generazione ha gli strumenti,ma non la testa per usarli;ha sogni,ma sono troppo piccoli;ha la libertà,ma la usa per mostrare il proprio bel faccino al mondo di Internet.

La mia generazione è quella degli smartphone,dei social network,dello sharing compulsivo,delle fashion blogger,delle app,ma è anche quella che,in troppi casi, ignora la lingua più cool del momento:l’inglese.

La mia generazione ha un insensato e smodato odio per il congiuntivo.

La mia generazione corre veloce,senza sapere dove andare. Si guarda intorno,rimirando il proprio riflesso nelle vetrine,cercandolo nello sguardo degli altri. Corre con il naso all’insù. Non vede gli ostacoli,non vede il futuro,non vede la strada.

La mia gerazione è una generazione ottusamente felice. Ride. Ride. Ride. Non conosce destra o sinistra,conosce la moda del momento. Mostra la fragile sicurezza di chi è cresciuto al riparo dalla realtà,è spavalda ed impudente. La mia generazione ha testato la propria forza solo ai videogiochi.

Non sa porsi domande difficili.

È la generazione dell’uguaglianza. Stessi vestiti,stesso taglio di capelli,stessa musica,stessi pensieri.

La mia generazione non viene ascoltata. Non ha nulla da dire.

Ma, ehi “I’m not trying to cause a b-big s-s-sensation (Talkin’ ‘bout my generation)
I’m just talkin’ ‘bout my g-g-generation (Talkin’ ‘bout my generation)”

V.

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Se non mostri le tette una vera donna non sei!

Noi siamo per definizione-non si sa bene di chi-il sesso debole. Per quanto ritenga che le donne non abbiamo nulla da invidiare agli uomini (no caro Freud nemmeno il pene,visto che con una vagina di peni ne puoi avere quanti ne vuoi),alcune volte,volenti o nolenti,ci tiriamo la cosiddetta ‘zappa sui piedi’.

  • I parcheggi rosa. Non so se esistono anche da voi,ma qui,in alcuni parcheggi di centri commerciali, ci sono posti riservati alle donne. Non alle mamme,alle donne incinte o alle nonne. Ad ogni essere di genere femminile. A parte il fatto che tali posti vengono occupati impunemente anche da chi di davanzale ha solo quello di casa,ma così si viene a palesare la nostra incapacità alla guida! Siamo classificate come diversamente abili…a parcheggiare!
  • Il make up. Adoro il trucco,mi è difficile non usarlo,ma ritengo che ci siano dei limiti. Questi limiti vengono sorpassati spesso e volentieri in determinati ambienti quali  ad esempio la palestra. Donne perfettamente truccate corrono spavalde sul tapis roulant,sbircando con nonchalance nel mega specchio davanti a loro. Ma più i miunuti passano,più le ghiandole sudoripare compiono il loro dovere distruggendo lentamente,ma inesorabilmente l’opera d’arte costruita sul viso delle suddette donzelle. L’ombretto -generalmente di colori scuri,in modo da stare leggeri – inizia a raggrumarsi sulle palbebre creando caratteristici disegni a zolle,mentre il fondotinta inizia una migrazione dal viso a qualunque oggetto nelle vicinanze. Così la palestra si riempie di Joker,ma nessuno osa inviare il bat segnale.
  • Le riviste femminili. Avevo già trattato l’argomento qui,ma mi è capitato tra le mani l’ultimo numero di Cosmopolitan e le cose non sono migliorate. Sostanzialmente queste riviste sono l’equivalente dei Cioè e Pop’s della nostra gioventù,solo che il target d’età va dai 20 ai 40. A 13 anni puoi anche essere incuriosita dalle domande sul sesso (“Si è masturbato pensando a me,sono incinta?”),ma ad un certo punto alcune questioni dovrebbero già essere state chiarite. Ma a quanto pare c’è sempre qualcosa di nuovo da sapere. Ad esempio vi siete mai chieste se la forma del suo pene è compatibile con quella dalla vostra vagina? Son problemi. In questo interessantissimo articolo veniva paragonato il membro maschile a tre opere architettoniche in base alla forma:torre Eiffel,colosseo e il 30 St Mary Axe.Soffermiamoci sull’opera del nostro bel paese. In base a questa descrizione dovrebbe essere corto e tozzo,una sorta di barilotto o nano da giardino. Se doveste incontrare un soggetto simile non vi preoccupate Cosmopolitan conosce tutte le tecniche giuste per dargli piacere. Eh si,perchè nonostante sia un giornale da donne,la maggior parte degli articoli tratta del compiacere il proprio partner,trascurando le esigenze del pubblico a cui la riviste è rivolta. A noi restano solo test sulla cellulite (e conseguenti costosissimi prodotti da comprare) e consigli da parte di (presunte) lettrici sull’autoerotismo (non si sa mai che gli uomini facciano troppa fatica). Casomai foste curiose c’è chi fa sesso con il proprio cuscino,chi si spruzza acqua bollente nelle parti intime e chi usa il massaggiatore per il viso come vibratore. Per aiutare queste nostre sorelle in difficoltà mandate un sms del valore di 2 euro al 66636363688748.
  • Le pubblicità. In particolare due tipologie: gli assorbenti e le creme intime. Quest’ultima categoria ci mostra come delle mentecatte che vanno in giro a dire alle amiche:”Ehi ciao! Oggi mi prude la fregna!” (Questa elegante affermazione è una citazione di A. a proposito di questi spot). Suglia assorbenti è già stato detto tanto:nascondere agli uomini ingenui il nostro vero io sotto influenza ormonale è la classica pubblicità ingannevole!
  • Le femministe. E intendo quelle moderne,quelle che mostrano il seno per ottenere qualcosa. Ammetto che per un drink una scollatura generosa può anche funzionare,ma per diritti,libertà e rivoluzioni ritengono siano piuttosto inutili. Generalmente la protesta viene rivolta ad esponenti del governo,puntualmente uomini. Ora dico:un uomo che si vede davanti-a gratis- un bel paio di tette tenderà ad ascoltare quello che stai dicendo o penserà ad altro?

V.

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Per ogni SINTOMO un LIBRO! #2

  1. Sintomi:  per chi soffre di allergia al passato e costipazione dei pensieri che riguardano il suddetto. Per chi è ancorato a terra da una forza più potente della gravità:la malinconia.
  2. Principio attivo: Oskar Schell, ragazzino di 9 anni che sceglie abiti bianchi e amante delle invenzioni, ci conduce nelle strade di New York alla ricerca di qualcosa da aprire con una chiave: è la chiave trovata per caso nel magazzino del papà, la cui tragica scomparsa negli attentati dell’11 settembre lo ha segnato profondamente. La narrazione è intervallata dalle lettere della nonna e del nonno, che ricordano l’infanzia a Dresda, l’arrivo della guerra e l’inizio della loro vita insieme a New York. La ricerca di Oskar è accompagnata anche dalle immagini che egli cattura con la sua macchina fotografica, le quali ci consentono di vedere il mondo attraverso i suoi occhi. [trama presa qui]
  3. Doc V. dice: Se questo libro fosse un gioco sarebbe un puzzle. Tanti piccoli pezzi per ricostruire una vita,ma alla fine ne mancherà inevitabilmente uno.Con una scrittura semplice,ma mai banale Foer ci mostra il dolore di una bambino,che diviene dolore di un paese,di una generazione.È un libro che parla per immagini (non solo costruite con le parole),è un libro vivo nonostante la storia sia così vicina alla morte. Reale-troppo reale-non si può far altro che camminare per le strade di NY con Oskar alla ricerca di risposte e di sè.
  4. Farmaco equivalente: The Fray – How to save a life
  5. Consigli di somministrazione: Da leggere con il vostro animale domestico a fianco e se non ne avete uno,un bel peluche!
  6. Ricetta:   “Linda: Perché hai tanta difficoltà a parlare con me?
    Oskar: Se non l’hai notato, per metà del tempo dormi, e per l’altra metà ti dimentichi della prima metà. La legge ti definirebbe in absentia, una madre assente.
    Linda: Questa era cattiva.
    Oskar: Quale parte?
    Linda: Tutta.
    Oskar: Papà diceva: “La verità ti può liberare.”
    Linda: Be’… papà non è qui. Siamo solo noi due ormai.
    Oskar: Uno e un quarto per essere matematicamente precisi.
    Linda: Non uscire dalla stanza, Oskar! Non uscire da questa stanza!
    Oskar: E se morissi domani?
    Linda: Oskar, tu non morirari domani!
    Oskar: Anche papà pensava che non sarebbe morto domani.”

V.

Molto forte incredibilmente vicino

Molto forte incredibilmente vicino

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I’m so happy because today I’ve found Myself [mentre affogavo nell’ acidità acidissima]

  • Ehi ciao me. Ciao. Come stai? No perchè qui non ti si vede da tempo. Sparisco. Eh. Mi piace sparire. Ma poi ci si ritrova sempre! Sai com’è è un po’ impossibile perdersi di vista,mia cara. Ci stai dando delle ciccione? Ovviamente. No ma siamo simpatiche. Lo so,che ci posso fare?Ci si nasce così!
  • E quindi rieccomi qui a postare deliri su deliri per la vostra gggioia. Non vi tedierò con il litigio apocalittico pre-esame con la mamma,che tanto non si aggiunge nulla di nuovo. Io sono cattiva e non faccio nulla,lei è la vittima dei mali dell’umanità. Che ci volete fare?
  • Ma veniamo alla novità sensazionale di questo ultimo mese: sono diventata vegetariana. Non penso che l’uomo non debba nutrirsi o non sia fatto per nutrirsi di animali. Affatto. È una questione di rispetto,di compassione ed empatia. Vengono maltrattati,fatti vivere in condizioni pietose e uccisi in modi ancora più atroci. Illuminante a tal proposito il libro che sto leggendo (lo vedete a fianco,a destra),di cui magari vi parlerò,solo per sottolineare l’assurdità di certi nostri comportamenti. Inutile elencare la sfilza di battutacce da parte di…chiunque!
  • Ma se c’è proprio una razza di animale che non sopporto,oltre i cammelli (ma non per questo li mangio),sono gli umani (e no,non mangio nemmeno i miei simili). Se poi li mettiamo davanti a Facebook,potenziamo la loro stupidità come si potenziano i Pokemon con le carte acqua,fuoco,ecc. (non domandate il perchè sia in grado di fare tale paragone). Io mi chiedo,per esempio, quale immenso amore per se stessi e per il rompimento di coglionioni altrui,ti spinga a cambiare la tua immagine profilo almeno tre volte al giorno. In questo modo,a qualunqe ora, io posso deliziarmi con le sue espressio da: ‘guarda come sono figa mentre mangio un biscotto’, ‘se mi metti mi piace te la do (ma anche no)’ e infine la mia preferita ‘ho voglia di estate quindi ti piazzo una mia bella foto dovo sono praticamente nuda’ (“No ma cosa dici,mica sono nuda!” Ah giusto,dimenticavo:hai un culo al posto della faccia.)  Poi ci sono le zitelle inacidite,che sono qualcosa di paragonabile allo sfracassamento di coglioni che una puntata di Uomini e Donne può indurre. Loro vedono nei possessori del cromosoma Y l’origine di ogni male. Ok che Eva,affamata, colse la mela solo perchè Adamo si era scordato di fare la spesa l’unica volta che toccava a lui,ma poveri uomini! Hanno anche loro una certa utilità,come quegli oggetti che compri anche se non sai bene che fartene,ma pensi che un giorno ne avrai bisogno. Quindi,le zitelle (per scelta,va da sè),sfogano tutta astinenza da endorfine  in stati astutamente generalizzanti in cui tutti sanno di chi sta parlando,tranne il diretto interessato. E guai miei cari maschioni a far loro qualche commento carino,potrebbero fuoriuscire dallo schermo e mangiarvi.
  • Ho la prova che gli uomini pensano solo al sesso. Fratello: “Tata,perchè non ti scarichi un bel po…cioè horror!Horror!” // Io:”Potremmo guardare il telefilm di Games of thrones” A.”Ti piacerebbe,fanno un sacco di sesso!” Ora ho capito perchè si è preso tutti i libri!
  • Tizio della palestra che pretende di essere un personal trainer,ma che del personal trainer hai solo le scarpe da ginnastica piantala di alzare a palla la tua orribile musica rap tutte le volte che entro nella saletta,quando vedi benissimo che ho gli auricolari!
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Per ogni SINTOMO un LIBRO! #1

[Ed eccoci qui con questo primo post di questa nuova rubrica,ispirata un po’ alla pagina sui consigli letterari che creai (in alto a destra),ma che nessuno o quasi prese in considerazione per la poca visibilità (Spero);ed un po’ ispirata sia alla carriera che forse un giorno intraprenderò,sia alla mia tendenza a curare ogni sorta di cruccio con un buon libro. E comunque ho chiesto consiglio a voi in proposito e avete accolto molto positivamente questa mia idea. Questo è un modo carino per dirvi due cose: 1) L’avete voluto voi 2)L’avete voluto voi! Siccome è tutto in fase sperimentale si accettano consigli/critiche.]

amore,prozac e altre cucriosità

Amore,prozac e altre curiosità- Etxebarria

  1. Sintomi: Acidità latente e non verso il genere maschile,dolori e conseguente pessimismo cosmico da ciclo,bisogno di credere di potercela fare,necessità di qulcosa di più forte del ciccolato.
  2. Principio attivo: Cristina, Rosa e Ana: tre sorelle,tre donne molto diverse, tre modidi nascondere il vuoto della vita. Cristina,la barista svitata di un locale alla moda,lo riconosce e lo affoga nell’alcol,nelle droghe e negli amori di una notte. Rosa,la manager razionale,lo rifiuta e lo riempie di impegni di lavoro,riunioni affrontate con piglio deciso e apparente sicurezza. Ana,la casalinga responsabile,lo lucida con la cera dei lavori domestici:pulire,cucinare,restaurare,accudire il figlio e un marito che non ama. Nessuna di loro è felice. Così,quando un evento inatteso spazza via la linda perfezione e il paravento di benessere dietro cui si nasconde Ana,le tre sorelle si scoprono simili nelle loro nevrosi,con un passato doloroso in comune e l’abbandono paterno che ha lasciato il segno. [trama presa dalla copertina]
  3. Doc V. dice: Tre donne,tre stereotipi,un unico lacerante dolore. Ci si tuffa nella vita,nel passato e negli amori delle tre sorelle: è come spiare dal buco della serratura. Si ride e si piange insieme a loro,grazie ad un vivido cinismo ed una disarmante realtà. Cruda,ma purtroppo reale. Una sorta di panoramica a 360° di quello che una donna nella vita potrebbe affrontare. Ma dalle vite imperfette e allo sbando delle tre sorelle una cosa emerge: la forza. Prerogativa da sempre maschile,si rivela essere la spinta trainante non solo delle tre donne protagoniste,ma anche dote,spesso dimenticata,di tutte le donne.
  4. Farmaco equivalente: se questo libro fosse una canzone sarebbe Rebel Girl-Bikini Kill
  5. Consigli di somministrazione: nel letto,in uno di quei pigiami larghi con gli orsetti,struccate e con i capelli raccolti!
  6. Ricetta: “La forza non si misura secondo lo spessore dei muscoli o in base ai chili che una persona riesce a sollevare. La forza è,soprattutto,resistere,non spezzarsi.”

V.

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Desideri.

E se i desideri cambiano? Se i sogni mutano?

Nel cassetto, che ormai è diventato un armadio, ci sono tante cose lasciate li a marcire.

È primavera,forse è il caso di pulire.

E lasciar vuoto quel cassetto.

 

V.

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