Archivi del mese: maggio 2013

Ci sono persone sole

Piove. L’aria si è impregnata d’acqua,spessa coltre che appare quasi solida,compatta. Ma se si osserva attentamente non c’è unità,ma singolarità nella pioggia: tante piccole gocce che cadono,poco distanti le une dalle altre,ma non abbastanza vicine da potersi toccare. Sole nella caduta. Sole quando toccano il suolo.

Ci sono persone sole che fanno la spesa:carrelli pieni nella speranza di condividere quel cibo. Ci sono persone sole alla fermata dell’autobus o che camminano per strada con passo rapido,illudendosi che la loro direzione li porterà da qualche parte. Sono anche in fila alle poste,nei parchi con i loro cani,a cena con gli amici le persone sole.

Ci sono persone sole che non sanno di esserlo. E ci sono anche quelle che ridono. Fragorosamente. Quelle che parlano facendo ampi gesti per il pubblico che li ascolta.

È lo sguardo che tradisce.

È la notte che ti smaschera davanti a te stesso.

Ci sono persone sole che sentono quel vuoto nel petto,risucchiarle. Ma ciò che temono più della voragine stessa è che gli altri la scoprano,scoprano quel ritaglio di nulla nel loro petto. E allora lo riempiono. Libri -Oh i libri!- storie, scarpe, bugie, viaggi, cani, gatti,illusioni,sorrisi,corse,concerti,fumetti,opinioni,borse,ideologie,specchi,rabbia,accuse,lotte insignificanti,religioni,guerre,musica,incubi,sogni. Tutto ben ripiegato,ordinato nel loro petto,nel loro vuoto.

Ci sono persone sole che incrociano lo sguardo di altre persone sole. Si osservano,si riconoscono,ma ognuna,alla fine, toccherà il suolo,

sola.

V.

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Per ogni SINTOMO un LIBRO! #5

  • Sintomi:  Per chi  sente voci (divine) ed ha una patologica tendenza a credere in qualcosa di superiore e occulto.
  • Principio attivo: Appena uscito dopo tre anni di carcere,Shadow fa conoscenza con un enigmatico Mister Wednesday che gli offre di lavorare per lui. Rimasto senza risorse nè famiglia, Shadow finisce per accettare. Ma ci metterà ancora qualche tempo per capire chi sia davvero il suo boss: Odino,la somma divinità del pantheon nordico,arrivato in America con una nave di vichinghi e che ora tira a campare come può. Come lo slavo Chernobog,ridotto a vivere della pensione maturata negli anni di lavoro al mattatoio di Chicago,come l’africano Anansi,come la celtica Ester e la mediterranea Bilquis che batte i marciapidi di Hollywood, come tutte le divinità maggiori o minori,domenticate in un mondo che venera dèi più belli e nuovi. È per muovere battaglia contro di loro che Wednesday ha arruolato Shadow, e per arruolare i compagni di lotta i due si metto on the road attraversando in lungo e in largo l’America più profonda. Fino al giorno della battaglia finale,uno scontro di proporzioni epiche per conquistare l’anima stessa dell’America… [Trama presa dal retro copertina]
  • Doc V. dice: La mia repulsione per il genere fantasy è ormai piuttosto nota. Gaiman,con la sua scrittura elegante,ricca di dettagli e metafore erudite mi fa puntualmente ricredere. Trasforma parole in disegni e romanzi in storie,densi di magia e mistero. Mondi simili al nostro vengono delineati dalla sua fantasia,ma più ricchi e sorprendenti. La lettura scorre veloce come l’auto di Shadow sulle strada di questa strana e cupa America, un’America nascosta,priva d’identità e alla ricerca di se stessa. Questo libro è una geniale rivisitazione di non solo di numerosi culti antichi,ma della storia di una nazione da sempre ammirata e da sempre superiore,che in realtà non è altro che la commistione di culture e genti antiche. E forse,la sua forza,risiede proprio in questo.
  • Farmaco equivalente: Highway to hell – AC/DC
  • Consigli di somministrazione: Da leggere in viaggio, osservando chi si siede accanto a te,alla ricerca di fattezze divine.
  • Ricetta: “Gli dei muoiono. E quando muoiono veramente sono incompianti e dimenticati. Le idee sono più difficili da uccidere delle perosone, ma possono comunque essere uccise, alla fine”.

“Questa è la sola nazione al mondo”,disse Wednesday nel silenzio “che si preoccupa di quello che è.”    “Cosa?”    “Il resto di loro sa quello che sono. Nessuno sente il bisogno di andare alla ricerca del cuore della Norvegia. O dell’anima del Mozambico. Sanno quello che sono.”

American Gods - Neil Gaiman

American Gods – Neil Gaiman

V.

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10 semplici regole di sopravvivenza ad una relazione.

  1. Uomo non lasciare mai i tuoi calzini impregnati del tuo virile odore (ovvero di capretto selvatico allergico all’acqua) in giro; in cambio la Donna si preoccuperà di non mostrarti mai,nemmeno accidentalmente,com’è fatto un assorbente usato.
  2. Ricorda, Uomo, di sostituire alla F.I.F.A. una G nel posto opportuno; Donna ricorda che tu di palloni  ne hai due,usali.
  3. Donna non aspettarti mai che lui comprenda l’importanza dei colori abbinati:abbina ciò che c’è da abbinare e basta,sai che farai un buon lavoro e specialmente lo farai come piace esclusivamente a te. Uomo certe cose – come la cravatta parlante,maglie di calciatori appese ai muri sui quali non si intonano,eccessiva quantità di calorie nella dispensa- semplicemnte scordatele.
  4. Amica Donna se lui vuole uscire con gli amici,lascialo uscire. Ma ricordati di mandargli un sms che farebbero arrossire una attore porno,salvo poi farti trovare addormentata con tanto di russamento selvaggio. Uomo non picchiare mai una donna,se proprio vuoi ferirla dille che è ingrassata.
  5. Uomo ricordati che se non ci fosse lo shopping romperemmo molto di più i coglioni e parlare dei nostri sentimenti diventerebbe la nostra unica ragione di vita. Donna se qualcosa nel suo guardaroba ti distruba,buttalo. Lui non penserà mai che sia stata tu,ma incolperà la lavatrice.
  6. Uomo se chiedi alla tua donna cos’ha e lei risponde “niente”,mettiti in ginocchio e chiedi perdono piangendo. Donna se lui alla medesima domanda ti risponde nel medesimo modo,non preoccuparti :è vero,probabilemente sta solo pensando allo schieramento del fantacalcio.
  7. Uomo sei vuoi dare un taglio al litigio in corso perchè sta per iniziare la partita,dalle semplicemente ragione. Donna se vuoi mettere fine ad un litigio,spogliati.
  8. Uomo non dare mai per scontata la tua Donna:se riesce a buttare un paio di scarpe pagate una fortuna solo perchè non s’intonano più al suo incarnato,può benissimo gettare via te che ti ha avuto pure gratis. Donna imparerai che la parola “coccole” per lui,nella maggir parte dei casi, è in relatà una richiesta di sesso.
  9. Donna difficilmente lui laverà e i piatti e il pavimento,rassegnati. Uomo almeno non lasciare le tue impronte sul pavimento bagnato e ricordati di non portarle l’ultimo bicchiere proprio quando lei ha appena fatto partire la lavastoviglie!
  10. Donna il fatto chi sia un patito di videogame non è necessariamente un male,saprà schiacciare i pulsanti giusti. Uomo ti conviene darti da fare se vuoi continuare a giocare ai videogiochi!

V.

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Per ogni SINTOMO un LIBRO! #4

  • Sintomi:  Per chi ha una patologica passione per le storie d’ amore e le malettie mentali.
  • Principio attivo: Tratta dell’ossessiva storia d’amore tra Stella Raphael, moglie di Max Raphael, vicedirettore di un manicomio criminale nei pressi di Londra, ed Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. La vicenda è narrata in flashback in prima persona da Peter Cleave, amico dei Raphael nonché psichiatra di Edgar, che riporta nel suo racconto dei fatti, facendo l’analisi attenta della psiche dei due innamorati, di come questa vada via via distruggendo sé stessa e ciò che le sta intorno. [Trama presa qui]
  • Doc V. dice: Una relazione non è forse una sorta di dipendenza,quasi di ossessione per qualcuno? Dov’è il limite tra amore e follia? McGrath indaga il lato più oscuro dell’amore,mediante una scrittura densa,ma mai pesante e conoscienze medico-psichiatriche notevoli. Inizialmente,attraverso il racconto di Stella,trapela la passione,trapelano sentimenti forti ed impossibili da contrastare: la storia con Edgar sembra l’idilio,la possibilità per la donna di lasciare la propria vita soffocante ed apatica. Piano piano tutto crollerà,la vita di Stella verrà sgretolata dal suo stesso bisogno di quell’amore perverso. E come si sgretola la sua vita anche le barriere mentali che ella si è creata cadranno,rivelando al lettore una verità sorprendente quanto atroce.
  • Farmaco equivalente: Resurrection – HIM
  • Consigli di somministrazione: Con una tazza di caffè nero bollente e un fetta di torta pere e ciccolato.

         “Per fare arte, bisogna voltare le spalle alla vita.”

Follia - Mcgrath

Follia – Mcgrath

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Soffocare.

A volte i miei polmoni si dimenticano di lavorare. Restano li,immobili,intrappolati in quella gabbia di ossa e muscoli. È in giorni così che ho bisogno di prendere un foglio,di prendere delle parole e usarle per scandire ciascun atto respiratorio.

Passo 1. Ricordati di respirare

Passo2. Ricordati di respirare

Passo 3. Ricordati di respirare

Passo 4. Alzati e vai in palestra

Passo 5. Troppe volte nella mia vita ho desiderato di essere morta

Passo 6. “Un giorno questo dolore ti sarà utile”. È una cazzata. Corrode. Corode parti di te che non tornano più e ne scopre altre,tremende. Corrode la serenità,i sorrisi. Corrode la libertà di andare a mangiare del sushi senza scatenare un putiferio.

Passo 7. Mi viene da vomitare

Passo 8. Mi sento a casa in luogh strani. In ospedale. In palestra.

Passo 9. Voglio avere l’età che ho. Rivoglio i miei 16 anni.

Passo 10. Vorrei essere uno sciovolo. Così tutto mi scivolerebbe addosso.

Quando lei sta troppo in casa io finisco inevitabilmente per stare male. Ci provo ad arginare i danni,gli errori della mia persona,ma a quanto pare sono troppi. Incontenibili. Non basta fare tutto. Spesa,stendere,veterinario,medico,revisione della macchina,no…non devi uscire troppo,non devi andare a mangiare il sushi,non devi andare ai concerti,non devi andare via perchè prima si deve organizzare lei poi puoi fare tutti i progetti che vuoi.Che però non puoi fare perchè a casa c’è una cosa chiamata cane e un’altra fratello minorenne. È avvilente. Io mi sento costantemente in colpa e mi sforzo di fare di più,ma a volte il di più diventa troppo.

Passo 11. Cos’è un complimento?

Passo 12. Ormai so che il momento in cui tutto è iniziato a precipitare è stato tre anni fa. Altrimenti non mi racconteresti di mariti e moglie infedili e di matrimoni durati solo nove mesi.

Passo 13. Il mio dolore non è mai stato importante. “Tutti soffrono”,”Tutti hanno avuto un’adoloscenza problematica”,mi diceva. Ma allora perchè la tua sofferenza deve essere sempre maggiore e specialmente più importante della mia? Perchè per me dev’essere colpa e per te scusa?

Oggi avrei voluto stare sotto le coperte e piangere. Piangere. Piangere.

La soluzione sarebbe vivere con mio padre. Ma come faccio?Dovrei dividere la casa con quella troia russa. Non respirei comunque. Se mi volesse-mio padre intendo-magari sarebbe meglio che qui.

Non posso nemmeno farmi la doccia senza che lei mi faccia notare che ne faccio troppe. Ho smesso di cucinare per non sentirla più,ma non posso smettere di lavarmi. Come non posso smettere di leggere o di uscire con gli amici per permettere a lei di uscire,non posso smettere di avere una relazione seria o di fare progetti con A. per non vedere le sue espressioni perplesse e non sentire le sue frasi acide.

Sta arrivando un temporale. E stranamente mi piace.

V.

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Carta velina.

Geriatria.

Alle 8.30 del mattino c’è silenzio, solo qualche mugolio non proprio sommesso della signora del letto 21 pervade il reparto. Continua così,ininterrottamente,da giorni e ormai quei lamenti sono divenuti parte della routine: prendi le pressioni,la saturazione,[lamenti]la frequenza,giro con il professere,[lamenti],rispondi o non rispondi alle domande,[lamenti],tenti una diagnosi,fai test midi,[lamenti]cerchi qualcuno che ti spieghi le centinai di cose che non sai.

Parte dei pazienti è in ospedale per restarci e quando usciranno lo faranno in posizione orizzontale. Molti non capisco cosa succeda intorno a loro,ma capiscono che sono ormai alla fine. In realtà lo vogliono. Non è facile stare accanto a qualcuno che ti chiede di morire,che urla “Maria non riesco a morire!”,che ti prende la mano-sebbene non capisca chi tu sia-e la stringe puntandoti quegli occhi lattiginosi nei tuoi,pregandoti. E tu sai per cosa,ma non puoi. Puoi solo sorridere ed accarezzarli,come bambini,come cuccioli.

Hanno pelle come carta velina. A volte gli sfiori e l’impronta rimane su di loro,come un segno di vita su un corpo morto. Temi che si sgretoleranno tra le tue mani. Premi con forza la pompetta dello sfigmomanometro e più questo si stringe attorno a quel braccio di carta,più sei sicuro che sentirai da un momento all’altro il rumore della pelle che si lacera.

Tra badanti,fisiologiche,infermiere isteriche,cateteri e arti amputati c’è anche Amore,nel reparto di geriatria. C’è chi,alla domanda:”Che giorno è oggi?” ti risponde:”È il mio quarentesimo anno di matrimonio!”. C’è chi,con il peso degli anni addosso,si prende cura della moglie. Tutte le mattine si china,lentissimamente,su di lei per imboccarla,le sistema i cuscini,le accarezza i cappelli. Ogni gesto sembra durare un’eternità,sembra costare tutta l’energia di quel marito. La moglie non è neanche in grado di accorgersi chi è accanto a lei. Mi chiedo se un giorno ci sarà qualcuno accanto a me,ad amarmi in quel modo. Mi chiedo se i mei sogni-troppi e troppo grandi-non imploderanno e alla fine resterò sola in quel letto con accanto solo la badante russa che accuserò di volermi uccidere.

Oggi mi è successa una cosa strana. Stavo (cercando) di fare l’esame obiettivo ad una signora (tradotto: la stavo usando un po’ come cavia,tastandola in varie parti e cercando di auscultare qualche movimento peristaltico),nel mentre le appoggio una mano sulla spalla,lei si discosta. Temendo di averla infastidita,dato la sua nota diffidenza,mi scuso,ma lei mi prende la mano,me la bacia e mi dice grazie,grazie,grazie.

Forse qualche pezzo di me sta tornando a posto.

V.

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