Archivi del mese: maggio 2012

Nessun titolo perchè se una è apatica mica le importa tanto del titolo!

Odio la domenica.E’ uno di quei giorni che ti istiga alla depressione. Forse sono solo io, il mio umore pessimo.Sento il cuore gonfio, come se stesse per scoppiare. Bisogno di piangere,ma troppa stanchezza addosso per farlo.

Mi hanno detto che sono cambiata, che sono apatica. Non ho nemmeno provato a cercare nella mia testa le parole giuste e la forza per controbattere. Ho annuito. Senza provare,pensare,cercare,aspettarmi niente. Se sulla mia strada incontrassi un ippopotamo blu vestito da pagliaccio, aggirerei l’ostacolo senza probabilmente notarlo. Sono estranea a me e agli altri. Mi ero accorta già da un poì di questa apatia che mi aveva avvolta,conquistata. Qualunque cosa faccia, dica, in qualunque posto io sia, con chiunque io sia provo la stessa inebriante sensazione: il vuoto.

Non so più dove andare. Avete presente la scena di Alice nel paese delle meraviglie in cui lei,sicura,percorre il sentiero ed ad un certo punto incontra un cane-spazzino che sta cancellando la strada e lei non sa più dove andare? Ecco. Io mi sento esattamente così. Mi sono persa,ho perso me stessa, chiunque io fossi, e non riesco a ritrovarmi.

Sabato sono andata al diciottesimo di mia cugina. Mi sono sentita vecchia. Intendiamoci,io ne ho 23 di anni,ma mi sembra passato un secolo dalla mia maturià anagrafica. E’ un passato così lontano,così vivo. Nonostante  tutti i casini di sorta mi sentivo viva,credevo davvero di poter fare qualcosa di importante in questo mondo. Davo il massimo. Quando sono morta? Quando?

Vi ricordate quando eravate giovani?Perchè qualunque età abbiate sicuramente siete stati più giovani. Come eravate? Vi mancate? A me manca la V. di qualche anno fa,magari era ancora sola,ma aveva se stessa. Invecchiare significa anche capire che non farai la differenza. Invecchiare significa avere 23 anni e avere lo stesso entusiasmo nel vincere alla lotteria che nel buttarsi giù da un ponte.

Qualche ingranaggio si è rotto. E mi sa che qualcuno sta pensando di buttarmi via, anche io mi butterei via. In realtà lo sto già facendo.

V.

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Se vuoi conquistare una donna,falla mangiare senza ingrassare!

Sempre più calata nella parte della blond Parodi,ho pensato di proporre un menù apposta per gli uomini che temeno quei magici strumenti chimati fornelli. Il piatto che vi propongo è davvero facile da fare,ma molto gustoso e specialmente leggero,qualità che qualunque donna apprezza. Potrete così stupirla senza mandare la casa a fuoco!

INGREDIENTI:

  • Pollo a pezzi (non petto,ma il pollo intero)
  • 4 zucchine di media grandezza
  • salvia,alloro,origano
  • 1 uovo
  • pane grattuggiato
  • olio
  • fragole

Per iniziare dovete mettere in concia (con l’olio e le spezie) il pollo la sera prima di cucinarlo.

Accendere il forno a 200 gradi, ventilato. Impanare il pollo cercando di creare un’impanatura spessa. Lasciare in forno per 1 ora e 30.

Nel frattempo tagliate le zucchine e mettetele in una padella antiaderente con un filo d’olio. Quando sentirete sfrigolare l’olio,aggiungete mezzo bicchiere d’acqua tiempida. Dopo circa 10 minuti di cottura aggiungete l’origano e continuate a cuocere a fuoco basso. Assaggiate per capire il grado di cottura.

 

 

Per dessert,se non volete cimentarvi in una torta,vi consiglio la frutta. Visto che è stagione (e io le adoro!) le fragole mi sembrano perfette. Potete condirle con zucchero o accompagnarle con un po’ di gelato. In alternativa potete aggiungere qualche foglia di menta tagliuzzata…buonissime!

Buon divertimento!

V.

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Endorfine,muscoli e grasse risate

Tornare in palestra dopo qualche settimana di vacanza all’insegna dell’ozio ti fa sentire in colpa tanto quanto essere andata a mangiare “un boccone” da tua nonna. Qualche giorno fa io e C., armate di scarpe da ginnastica che non vedevano la luce da giorni,decidiamo di riprendere il nostro allenamento. Durante il viaggio in macchina immaginavamo il nostro rientro trionfale.Fighissime nella nostra tenuta sportiva,occhiali firmati in testa,passo sicuro e a rallentatore come nei film ci avviciniamo all’ingresso. Scorriamo la tessere magnetica e improvvisamente una stridente sirena inizia a suonare sormotata da una voce metallica che annuncia:”Attenzione!Allarme ciccione!Allarme ciccione!” E ridevamo allegramente a questa scena tragicomica. Si,si ridi ridi.

Arrivate,meno fighe del previsto,entriamo e salutiamo le signorine all’ingresso sempre iper truccate e magrissime.In contemporanea strisciamo la nostra tessera magnetica…nessuna luce verde compare.Stirscia di nuvo.Di nuovo.Di nuovo.Ti prego.Niente, lo sportello non si apre a nessuna delle due. Si dice che quando qualcuno è in punto di morte, tutta la  vita gli passi davanti agli occhi. In quel momento nella mia mente si susseguivano immagini di cibi meravigliosi e squisiti che non avrei dovuto mangiare. Si stava creando una piccola coda dietro di noi. “Rinuncerò alla pizza per sempre!Bè,almeno per due mesi poi vediamo”.Mentre pronuncivo questo fioretto mentale la ragazza all’ngresso si accorge del nostro poroblemino e ci dice di non preoccuparci: avevamo solo bisogno di una nuova tessera perchè la palestra era bla bla bla. Potevo continuare a mangiare la pizza. Bene.

Iniziamo dal tapis roulant che amiamo immensamente. Facciamo dai 30 ai 40 minuti in modo da poter chiaccherare beatamente,con tutta la gente attorno che ascolta i fatti nostri. Il personal trainer si avvicina (per chiderci di fare mezz’ora di adominali.Mica l’ha ancora capito che non ne abbiamo la minima intenzione!) e siccome C. tiene un volume di voce piuttosto altro, capita spesso che faccia delle bellissime figure. L’ultime è stata girdare: ” Io sono stata la sua nave scuola”,mentre il poveretto,timidamente,le si avvicinava.

Dopo la mia scalata sul tapis roulant passo a fare un po’ di pesi sola soletta. Noto che gli strumenti che di solito utilizzo sono stati spostati. Sono questi dettagli che ti fanno capire quanto la tua assenza sia stata prolungata. Li hanno avvicinati pericolosamente alla zona “maschi”. Questa zona è popolata esclusivamente da individui di sesso maschile,che passano ore e ore a rafforzare i muscoli con tremendi aggeggi che io non saprei neanche come utilizzare. Insomma è la parte dei fighi. Un po’ intimidita inizio i miei esercizi ed ecco che subito i machos di turno che iniziano a mettersi in mostra.

Sono tremendamente sudata,i capelli raccolti,probabilmente puzzo anche un po’,ma sto qui non la pianta di fissarmi. Allora maledico il momento in cui ho deciso,innocentemente,di mettermi quella maglia troppo scollata. Ragazzi!Sono solo delle tette!Mah! Il tizio tamarrissimo inizia a mettersi in mostra tirandosi su e giu dalla sbarra con la sola forza delle braccia. Mh. Bella tartaruga,sicuramente con un sacchetto in testa la valorizzeresti di più!Amo essere così acida. Specialmente quando sto sforzando i mie tricipiti e bicipiti. A fianco a me si siede un altro ragazzo che mi sorride. Ricambio,con lo sgurdo che dice:”Non ti sognare di attaccare bottone o alzo il braccio così scappi”. Non sono una di quelle che se la tira,davvero. Penso solo che ci siano momenti più o meno adatti per conoscere gente. Al di là del fatto che non mi interessa fare certe conoscenze,la palestra non mi sembra proprio il luogo più consono visto l’olezzo che circonda tutti quanti. E la mia faccia paonazza.

Raggiungo la mia amica e con uno sguardo d’intesa,ci dirigiamo verso lo spogliatoio. Ovunque ci sono poster con scritto.” Are you ready to get wet?” . E noi ridiamo per il doppio senso come due dodicenni che ceracano le parolacce sul vocabolario. E’  probabile che la maggior parte della Kcal che consumiamo se ne vadano più con le risate che con gli esercizi!

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Ringraziamenti di mezzanotte

E’ nei momenti in cui si perde qualcosa che si deve ringraziare per ciò che si ha. Le persone entrano nella tua vita aprendo la porta della mente quasi senza permesso,lasciano qualche impronta lieve,giusto per far sentire la loro presenza come reale.  Altre trovano in te un rifugio e restano. Altre ti spezzano.
Grazie per avermi fatta salire su quel palco permettendomi attraverso un’altra,di capire chi ero. Grazie per aver ascoltato ciò che avevo da dire,anche le cose più oscure.Grazie per essere stato li al mio fianco anche se avresti voluto essere più sopra di me che a fianco.Grazie per essertene andato,anche se ha fatto male.Grazie per quegli anni in cui siamo state amiche,anche se abbiamo rovinato tutto.Grazie per avermi fatto sentire viva in momenti in cui ho annaspato.Grazie per il sapore di mare.Grazie per avermi lasciato fare ciò che volevo nella vita.Grazie di essere stati genitori,anche se a vostro modo.Grazie di quella musica che mi ha salvato.Grazie di essere stata la sola a capire,anche se in realtà non capivi.Grazie per non aver giudicato.Grazie a tutti quelli che mi guardavano storto per il mio abbigliamento,la forza che mi avete dato è più grande del vostro sdegno.Grazie a chi,ogni tanto,chiede come va.Grazie per i pomeriggi passati per negozi,a ridere come ragazzine.Grazie per non porre mai domande la cui risposta farebbe troppo male.Grazie per le ore passate al telefono,temendo che la mamma si accorgesse delle bollette.Grazie per avermi fatta sentire parte di qualcosa.Grazie per avermi fatta sentire sola,perchè con me ormai vivo bene.Grazie per avermi fatta sentire in colpa,perchè me lo merito.Il tuo pensiero è ancora difficile da affrontare.Grazie per avermi fatto guidare le macchine in gto.Grazie per essere mio complice.Grazie per le lacrime.Grazie per avermi trasformata in una stronza e anche un po’ puttana.Grazie per avermi salvato,perchè lo sai che in fondo è così,anche se è difficile entrare nella mia testa.Grazie per le litigate.Grazie per non avermi mai fatto un complimento,riempiendomi di insicurezze.Questo era ironico. Grazie a me per aver trovato sempre un modo,anche se a volte assurdo,per andare avanti.Grazie per non esistere,Dio.Grazie per la speranza che a volte uccide.Grazie per il gelato.Grazie i consigli inascolati,perchè si sa che tanto avevo ragione io.Grazie per l’unicorno peluche.Grazie per l’aiuto che ci dai da anni.Grazie per le tue parole vuote di significato,sei l’ennesima persona deludente e superficiale.Grazie per quella corsa in macchina per tornare a casa.Grazie a te,amico forse immaginario,delle canzoni che mi ha fatto ascoltare.Magiche.Grazie.

V.

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Non si sceglie la famiglia in cui si nasce. Ma se ne può sempre trovare un’altra.

Il concetto di famiglia per me è sempre stato piuttosto labile. Ho sentito attorno a me quel calore famigliare che ti fa sentire protetto,innocente e amato, l’ultima volta, molti molti anni fa. I miei nonni paterni erano ancora vivi e mio fratello era ancora una piccola palla di ciccia, puntualmente torturato dalla sottoscritta. Probabilmente era natale. Ma si sa, i ricordi tendono ad essere addolciti e smussati dalla clemenza del tempo,che a volte dà l’ illusione di avere vissuto momenti più felici di quanto in realtà fossero.

I miei nonni materni sono separati. E sono separati perchè mio nonno (oltre ad essere un grandissimo stronzo per svariati motivi che non starò qui ad elencare) è gay. E non vi dico questo per impressionarvi come in una scadente soap opera,è vero. E questo ha indubbiamente lasciato segni profondi in mia nonna,mia zia e ovviamente mia madre. Come lei anche io sono figlia di genitori separati. Ci sono cose ben peggiori nella vita, ma chi si trova nella mia stessa situazione sa che non è facile. Ero in seconda superiore quando il tradimento di mio padre venne fuori. Ero in terza superiore quando quel sabato di fine aprile, entrata in casa li trovai seduti in soggiorno a parlare con una calma troppo innaturale. Ricordo il brivido lungo la schiena e la mia testa che mi diceva:”tu non soffrirai,non te lo puoi permettere”. Penso di essere cresciuta tutta in un colpo in quel caldo pomeriggio. Ho preso mio fratello,che all’epoca aveva circa 9 anni, e siamo andati a mangiare un pezzo di pizza nel parchetto sotto casa. Mi guardava con sguardo interrogativo e allo stesso tempo preoccupato. Non ricordo cosa gli dissi ,che spiegazione diedi,ma ricordo che mi conficcavo le unghie nella gamba per evitare le lacrime mentre parlavo. In quel periodo mi sembrava di trasportare un enorme macigno,un peso che mi schiacciava,senza nessuno che mi aiutasse a trasportarlo.

Poi ci si addatta. Ci si adatta a spostarsi con sacchetti pieni di roba da una casa all’altra in giorni prestabiliti, ci si abitua a sentire i propri genitori darsi reciprocamente la colpa per qualunque cosa. Ci si abitua ad evitare la donna di tuo padre e fingere di ascoltare gli improperi di tua madre su di loro. Ci si abitua a mantene i segreti dell’uno e dell’altro. Ci si abitua a cercare di proteggere il più possibile tuo fratello,purtroppo con scarsi risultati. Di quei giorni rimane il vuoto,le lacrime di un bambino,le urla e l’odio dei miei. Rimane quella vacanza a Parigi senza alcun senso,l’ultima volta che siamo stati una famiglia,rimane la notte in cui mio padre fu cacciato e i suoi colpi sulla porta di casa. Rimane il terrore di dover affrontare tutto quello,rimangono le lacrime di mio padre e la sue parole “volevo solo una famiglia”.

I parenti che si schierano dall’una o dall’altra parte,anche se è facile immaginare chi si schierò dalla parte di chi. Al di là dei divorzi,la mia famiglia,tutta quanta,non è mai stata particolarmente unita. E’ come se pesasse la presenza altrui,per motivi che non mi sono del tutto chiari. Al di là delle formalità come auguri di compleanno e festività varie il nostro rapporto non va. Specialmente dalla parte di famiglia di mio padre c’è sempre stata una grande e inspiegabile freddezza.

Questo post,queste riflessioni nascono dallo splendido ambiente famigliare in cui ho avuto l’occasione di stare, ancora una volta, in questi giorni. Quando sto con i parenti del mio moroso non mi sento “la ragazza di”,ma parte integrante di quell’enorme e affettuosa famiglia. Ti fa sentire parte di qualcosa,al sicuro,una sorta di rifugio sempre pronto ad accoglierti. Non sei più la parte “forte” della famiglia,quella che deve raccogliere i cocci e rimetterli insieme,perchè ci sarà sempre qualcuno disposto ad aiutarti. Tutti i nonni,zii vari e gli stessi genitori di A. sono tante famiglie alla mulino bianco. Sino a poco tempo fa per me era difficile credere di poter amare e stare per sempre con una persona,perchè l’amore era eterno solo nelle favole. La realtà dell’amore erano solo litigate e tradimenti. Mi rendo conto di non essermi mai nè fidata nè lasciata davvero andare con nessuno dei ragazzi che ho avuto. Era più il desiderio di essere amata da qualcuno che quello di costruire qualcosa con questo qualcuno.

Il titolo del post è un po’ crudele. A volte la rabbia verso i miei torna feroce e pungente,magari anche solo per un istante. Non voglio scappare dalla mia famiglia,anche se disastrosa, perchè è pur sempre mia. Ciò che amo però dell’ “altra” mia famiglia è la speranza che mi dà di poter costruire in futuro qualcosa di duraturo e magari, nel presente, di poter sistemare e rattoppare un po’ ciò che già ho.

V.

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Sex is in the air

Oggi avevo voglia di scrivere, ma non trovavo l’argomento giusto. Analizzando un po’ la mia vita in questi giorni in cerca di qualche spunto mi è subito saltato all’occhio come ultimamente “Love is the air” , anche se più che love è sex. Ormai fa caldo e l’ormone inizia a galoppare: l’ eccitazione/disperazione di espletare le proprie funzioni riproduttive manda la gente un po’ fuori di testa.  Ammetto di essere stata colta anche io in passato dalla sindrome della zoccola acuta, patologia che si manifesta prettamente in periodo estivo, ma ora avendo “la pappa pronta” trovo estremamente divertente osservare con occhi “esterni” il rifiorire degli ormoni. Sarà che ho passato la giornata a leggere libri su Dalì (dovendo andare nel week end a Roma a vedere una mostra a lui dedicata) e quindi mi sento particolarmente “eccitata” all’idea di parlare di questo argomeno davvero così poco comune! 🙂

Adoro vedere i miei coetanei cercare una meta opportuna per le loro vacanze. Ho sempre considerato il viaggiare prima di tutto come un modo per scoprire il mondo in cui viviamo e magari imparare qualcosa. E questo lo pensavo anche da single. Il più dei miei amici/amiche non hanno una relazione e quindi il loro significato di viaggiare risiede più che altro nell’incontro con il numero più elevato di lingue. In poche parole: “Va dove ti porta la patata”. Ovviamente il discorso è reciproco, anche se noi donne tendiamo a mascherare questa tendenza al “turismo sessuale” (concedetemi il termine!) con l’etichetta “vacanza per sole donne”. Si come no.

La meta preferita di noi ggggiovani è indubbiamente Ibiza, metafora e simbolo di ciò di cui sto parlando. E’ una meta abbastanza dispendiosa specialmente per quanto riguarda l’aereo, ma qualcuno penserà:”Chissà quante cose belle ci sono da vedere!”. Queste fantomatiche bellezze sono in realtà fantasmagoriche discoteche in cui l’ingresso costa dai 50 euro in su. Che poi (pensando ad alcuni individui in particolare) mi chiedo perchè debbano spendere così tanto per andare a prendere un due di picche in un altro stato.

Ma parlando di vacanze si guarda troppo in avanti. Prima bisogna andare in palestra! Ovviamente tutti presi dell’ansia della prova costume (bè si anche io!) si gettano, appesantiti dal letargo invernale, su strumenti di tortura quali tapis roulant,pesi e panche per addominali. La palestra in realtà è un capo d’allenamento in tutti i sensi. Uomini che mettono in mostra bicipiti perfetti e donne che non sudano mai, dico mai e mettono in mostra il loro fisico già perfetto per misurare l’effetto sul popolo. Ovviamente parlo di una ristretta elite, quell’elite che alla prova costume ci arriverà preparata davvero. Poi ci sono persone, come la sottoscritta, che in palestra sudano (e anche tanto) e che si impegano all’ultimo minuto giusto per dire “bè io ci ho provato, sarà per la prossima estate!”.

Guardo fuori dalla finestra e vedo piumini (anche voi li chimate così?Sono quei robi bianchi) volteggiare nell’aria. Polline. Voi sapete cos’è il polline? Ecco: se guardate fuori dalla finestra non vedrete altro che i fiori fare sesso in una sorta di perversa modalità wireless!

Colta da tempesta ormonale ho pensato a persone,reali o immaginarie,con le quali in un universo parallelo andrei a letto.

  •  Mr. Darcy (orgoglio e pregiudizio). A mio avviso l’uomo perfetto!
  • Alessando Baricco. Se a letto è bravo almeno la metà di come scrive, bè non uscirei più dalla camera da letto.
  • Dylan Dog. E’ sexy e anche se ha una ragazza diversa in ogni fumetto, le ama tutte quante.
  • Baudelaire.
  • Dalì. Vorrei esssere stata la sua Gala.
  • Kurt Cobain. Ok forse scendiamo un po’ nell’adolescenziale,ma…sarebbe troppo complicato spiegare perchè lui.
  • Angelina Jolie. Mi spiace,ma è troppo bella!
  • Steven Tyler (cantante aerosmith)

E voi? Dove vi ha portato ultimamente il vostro ormone pazzo?

V.

 

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Donne zerbino di tutto il mondo,unitevi!

Adoro essere donna, ma a volte non sopporto le donne. Alcune di noi tendono a scordarsi paroline come “parità dei sessi” , non solo in ambito lavorativo, nel quale indubbiamente anche le più combattive di noi si trovano spesso davanti ad ostacoli insormontabili (vedi contratti di lavoro che limitano il diritto ad essere madri),ma anche nel rapporto di coppia. Insomma, guradandomi intorno, ho notato che la donna zerbino è ormai sepre più di moda.

Ho parecchie amiche che si fanno trattare davvero come se fossero pezze da piedi. Una di loro, che per onore della privacy chiameremo Minnie, si frequenta con M. da circa 4 anni. In questo lasso di tempo avranno litigato e si saranno lasciati almeno un milione di volte. Lei fa tutto quello che vuole lui, gli fa regali costosissimi e gli permette di andare in posti un cui cadere in tentazione è piuttosto facile. M. di tutta risposta le ha gentilmente dato della puttana un paio di volte e l’ha “costretta” ad andare contro la sua famiglia per farlo felice. Ora io posso capire che amore significhi anche sacrificio,ma di certo non significa annullamento. La cosa più divertente di tutta questa faccenda è che non si può neanche parlare di amore dato che Minnie è andata con un altro. E nonostante io le ripeta di lasciarlo da quando si sono “messi insieme” lei continua imperterrita questa relazione che le porta solo stress ed infelicità.

Altro esempio è dato da un’amica di mia madre. Tale G. sta con il suo compagno da diversi anni. Non sono sposati nè hanno figli. Oltre ad averle fatto un paio di corna la fa lavorare nel suo panificio (a più di 30 km da dove abita),non considerando che lei un lavoro ce l’ha!E anche piuttosto impegnativo,l’infermiera.

Che cosa sta alla basa di questo comportamento da zerbino cronico? Secondo me la paura di rimanere sole. Purtroppo questo timore è abbastanza diffuso nella popolazione femminile. Per parecchio tempo questa paura ha guidato le mie azioni,portandomi nelle braccia di persone non adatte a me. In ogni caso, sarà per il mio carattere piuttosto orgoglioso,non ho mai dato modo a nessuno di questi ragazzi di trattarmi male. Per carità tutti siamo stati respinti e/o feriti,ma reiterare masochisticamente in questo è profondamente sbagliato. Si può sempre voltare pagina. E si,capiterà che passerete dei periodi da sole,ma prima o poi qualcuno arriverà.

L’amore per se stessi è fondamentale. Care donne viviamo in un mondo che obbiettivamente non ci agevola. Gli uomini non si rendono conto di cosa significhi: non sanno cosa vuol dire essere giudicate prima di tutto dal proprio aspetto fisico,dalla taglia del reggiseno. Non devono lottare per poter fare carriera e contemporanemante tirare su dei figli. Non sanno cosa significhi girare per strada di notte,sperando che non succeda nulla. L’uomo che scegliamo di mettere al nostro fianco dovrebbe essere nostro complice, non il nostro pappone.

V.

 

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La settimana più inutile della mia vita. Ovvero: come imparare nulla senza fare nulla.

Oggi mi sono svegliata. Tardi. Stanca. Qualcuno mi ha ricordato che è venerdì. Come fa ad essere già venerdì? Pensavo fosse al massimo mercoledì. Sto perdendo tempo,sto perdendo la mia vita gettandola in un vuoto in cui io stessa mi sono gettata. Ma questo già lo sapevo. Niente di nuovo. Come sempre. Cos’ho imparato in questa settimana che, lieve,mi è scivolata dalle dita?

  • Ciò che si rompe difficilmente si aggiusta. Non mi importa dell tue finte scuse. Mi hai fatta star male,mi hai ferito quando io mi fidavo di te. E questo non te lo permetto,non lo permetto a nessuno, tantomeno ad una stronza che finge di non sapere cosa mi sta succedendo utimamente e parla invece del suo fantastico ciclo che le viene due volte al mese. Sei frivola ed egoista. Ma è colpa mia che invece di ascolare la mia testa ho ascoltato la mia solitudine.
  • Ci insegnano a non giudicare le persone senza prima conoscerle. Stronzate. Siamo animali,l’istinto è tutto. E’ questione di sopravvivenza,quindi fidatevi di voi stessi.
  • Milan Kundera ha scritto: “Il  tempo umano non ruota in cerchio ma avanza veloce in linea retta. È per questo che l’uomo non può essere felice, perché la felicità è desiderio di ripetizione.” Ed è tremendamente vero. Un tempo,per un breve periodo,sono stata davvero felice. Tutto era perfetto,tutto era come doveva essere. Quel tempo non tornerà più,forse un giorno potrò ancora considerarmi felice,ma sicuramente sarà una felicità diversa dettata da circostanze e situazioni differenti.
  • Se siete felici abbiate paura: presto non lo sarete più.
  • “A condannare un uomo alla solitudine non sono i suoi nemici ma i suoi amici.” Sempre Kundera. Si lo so mi fisso. Non capisco perchè la gente si diverta così tanto a farmi rimanere male.
  • Ho davvero voglia di mollare tutto e andarmene lontano.
  • Volevo ringraziare tutti quelli che commentano o solamente leggono ciò che scrivo. Non sapete quanto questo mi aiuti a rimanere a galla. Vorrei davvero ricambiare in qualche modo.
  • Vorrei tornare indietro a quando tutto era più facile. Ma è davvero mai stato facile?
  • Guardo i miei polsi,le mie gambe. Ci sono segni dei momenti più buii,segni che non potrò mai cancellare. Dei momenti felici non rimane che un ricordo, lontano. Irraggiungibile. Nessun eco di quello che è stato.
  • Una mia ex compagna di scuola si sposa. Notizia ovviamente postata su facebook. Devo togliermi dal quel coso. L’ho invidiata. L’ho invidiata perchè ho bisogno di costruire una famiglia come quella che non ho mai avuto. Una famiglia che si ama.
  • Ho bisogno di qualcosa di mio
  • Voglio un bambino. Un bambino che crescerò con il timore che diventi come me,ma darò la vita affinchè non accada.
  • L’altro giorno in libreria stavo leggendo la trama di un libro e mi sono messa a piangere. La cosa assurda è che non c’era scritto nulla di triste. Ormai non riesco neache a guardare il tg senza piangere. C’è qualcosa di intrinsecamente sbagliato in me.
  • Amore mio…a volte mi salvi,a volte mi uccidi. Ma ci sei. Sempre.

Sono le 3. Sono solo le 3 e mi chiedo come arriverò sino a sera. Una telefonata non può deprimermi così. Me ne starò a letto,fingendo di stare male. (Fingendo?). Oggi non è decisamente giornata. Non è dicisamente settimana,mese,anno. Non è decismanete Vita.

Voi cos’avete imparato,fatto,amato in questa settimana?

V.

 

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Se volete capire le donne guardatevi i cartoni disney!

Tutte le ragazze bene o male sono cresciute con i film disney. Ecco…se gli uomini si chiedono perchè siamo così assurde (perchè lo siamo!)…bè guardateli e capirete! Sin da piccole c’è stato proposto un modello d’uomo che è a dir poco surreale. Tralasciando l’abbigliamento (pensate di vedere uno che entra in un locale con un completino azzurro traslucido…due risate ve le fareste o no!?) e il mezzo di locomozione (anche se il cavallo ha il suo fascino), dove lo trovate uno che, oltre ad essere bello e ricco, vi dedica canzoni dolcissime a ogni vostro respiro e che vi difende da ogni male possibile?!

Forse sto un po’ estremizzando…o forse no!

Prendiamo ad esempio l’aspetto venale dell’amore. Ogni masculo disneyano è un principe (ad esclusione di Aladin,ma comunque a mantenere la famiglia ci pensa Jasmine che guarda caso è la figlia del sultano!). Principe=ricco. Alcune donne,spesso e volentierei decisamente avvenenti,si legano a uomini che esteticamente potrebbero competere con un babbuino. Ecco a voi alcuni esempi:

   

Insomma lui non è certo alla sua altezza! (AH AH AH!) Sono la prima a dire che l’aspetto non è tutto e vi assicuro che se vedeste alcuni dei miei ex non considerereste questa una frase di circostanza. Ma in alcuni casi è davvero improbabile/impensabile che una donna possa davvero stare con certi uomini. E voi mi direte “Eh l’amore è cieco!”. Sarà pur cieco, ma allora perchè non ti sei andata a cercare un comune cesso di porcellana invece che un cesso d’oro?!  [ora che ci penso anche il re leone era un principe! o_O]

Veniamo ora alle romanticone, alla cui categoria io appartengo. Come dicevo siamo abituate a canzoni smielate, giri su tappeti volanti, uccisioni di streghe,balli a corte. E’ dura competere con tutto ciò. Poveri uomini! E quindi noi principesse, romantiche incallite ci aspettiamo gesti plateali e dichiarazioni strappalacrime ad ogni occasione. Inutile dire come le nostre aspettative vengano quasi sempre deluse o perlomeno ridimensionate!

A tutte piacciono i bei ragazzi,inutile negarlo. Alcune di noi però si fermano a questo punto. Insomma i classici “belli ma stupidi” non passano mai di moda. E se avete notato questa categoria di uomini è davvero amata dalla Disney. I principi,quelli “classici” spiaccicano si e no due parole nell’intero film. Per non dire del loro grande ruolo nello svolgersi della storia. Il principe di Cenerentola si fa un paio di giri in carrozza alla ricerca di un piedino, il principe di Biancaneve lascia fare il lavoro ai nanetti,arriva e si prende il bacio (ti piace vincere facile eh?!);il principe della sirenetta è un po’ un rimbambito che non riconosce nemmeno la ragazza che gli piace. Gli unici due che si danno un po’ da fare sono Aladin e il principe della bella addormentata. Ma si sa gli uomini da soli non sanno combinare molto ed ecco quindi correre in loro soccorso rispettivamente il genio e le fatine. A me ricordano un sacco i tronisti…non so perchè!

Insomma uomini chiedete alla vostra ragazza/moglie il suo cartone disney preferito e saprete quale razza di rompi scatole vi siete portati a casa! Ah e non vi preoccupate che prima o poi un post lo faccio pure su di voi! 😉

V.

*Già che ci siamo…il vostro cartone preferito?

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