Archivi del mese: settembre 2014

Sabbia.

È un suono che mi è mancato, quello delle onde infrante in lontanza. Non te ne accorgi sino a quando,in un silenzio surreale come questo fittizio Settembre, il rumore dell’acqua non ti prende di sorpresa,quasi di soppiatto ed inizia a lavare via tutto.
Annegano i pensieri, vuoto nella mia testa. Sulla pelle scivola la stanchezza, trasportata lontano dalle correnti. Acqua nel mio cuore, anche nelle mie vene,acqua nei miei occhi.
Sono fatta d’acqua. Ho la forma di ciò che mi contiene, senza mai mutare nella sostanza.

Vivo trattenendo il respiro solo fuori dal mare.

Sono granelli,leggeri,come quelli che si infilano tra la dita dei piedi dopo una passeggiata sulla spiaggia. Sono granelli,quelli che si depositano lentamente nel mio cuore non appena le mani del dovere mi strappano dal mare. Li immagino scendere,uno ad uno,dall’atrio al vetricolo. Piccoli pesi che diventano macigni.
Ne riesco quasi ad immaginare l’irregolarita’ della forma, ne conosco perfettamente i nomi.
Vorrei poter passare le dita tra le fibre del mio tessuto cardiaco, tra i tendini e le valvole, sfregando via la sabbia che li si deposita.

V.

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