Articoli con tag: letteratura

Tutto quello che viene dopo il punto.

Ciò che amo di Murakami è l’importanza che dà all’introspezione. Il baratro esistenziale in cui si trovano i suoi personaggi ha sempre un caraterrere ambiguo: può uccidere o salvare, portando, in questo caso, ad una consapevolezza superiore. L’introspezione è la chiave. Attraverso una destrutturazione di sè, un riarrangiamento del proprio tessuto emotivo e vitale il protagonista risorge da quelli ceneri che lui stesso aveva creato. È un viaggio solitario e statico, tutto ciò che accade, accade dentro di lui. Il pericolo è quello di perdersi nei meandri della propria mente, di essere schiacciati da un Super-Io soffocante e punitivo. Dall’esterno nessun aiuto può giungere, se non per quei personaggi – zavorra che tentano di tenere a galla il protagonista, mentre questo immerge la testa in acque pericolese. Io sono un personaggio di Murakami. Per lungo tempo mi è stata fatta una colpa di ciò, sia da me stessa che da altri. Non è facile interagire con qualcuno che vive dentro se stesso, non riesci a ‘toccarlo’ e questo spaventa, credo. Ora – ora che si è divenati grandi, che si deve diventare grandi – mi sembra la cosa migliore che potessi essere. Non necessariamente perchè la sia oggettivamente, ma perchè è ciò che sono. Partire da ciò che si è, da ciò che si riconosce senza ombra di dubbio di essere è un buon inizio, in un tempo dove tutto muta troppo velocemente, le situazioni sfuggono di mano e ti ritrovi a vivere una vita così diversa da quella che ti aspettavi che non sei più preparta a…vivere. Alla fine ti lasci trasportare, ingnori le parti che ti hanno sempre costituita perchè il tempo per adattarsi è poco, devi essere leggera e modellarti rapidamente. Almeno in superficie. I pezzi che ti lasci dietro hanno polarità negativa e tu positiva: l’attrazione è inevitabile, dovrai farci i conti.
Ho litigato spesso con me stessa ultimamente a causa di queste strade intraprese quasi senza accorgermene,quasi senza scegliere,ma alla fine ci siamo dette: ehi pur sempre strade sono, non vicoli ciechi. Hanno nomi diversi e direzioni inattese, ma da qualche parte vanno.
Metto un punto.
Punto, barriera, stop. E davanti solo immensi spazi bianchi, senza linee da seguire.
“I know I was born and I know that I’ll die
The in between is mine
I am mine”

V.

 

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Giorno 18. Il primo libro che hai letto

Esattemente non me lo ricordo,ma credo di aver iniziato con iPiccoli Brividi. Macabra sin da piccola!

V.

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L’intellettualità della velina: ovvero quando anche Flavia Vento pubblica un libro ci si augura che il 21/12/12 arrivi presto.

A volte ci sono cose che mi indignano. Pensi che l’umanità prima o poi toccherà il fondo, ma a quanto pare non c’è mai limite alla stupidità. Di cosa sto parlando? Del nuovo, nuovissimo e davvero originale libro di Flavia Vento, “Parole al vento” per l’appunto. Grazie alla scarsa vita sociale che ho in questo periodo, mercoledì ho avuto la grande fortuna di venire a conoscenza di questo importante evento, grazie al progrmma le iene. Vi metto il link del servizio così potrete realmente rendervi conto dello spessore del progetto e della persona in questione.

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/298720/lucci-letteratura-contemporanea.html

Davvero uno spasso. Da notare l’uso dei verbi sempre correttissimo della poetessa…licenze poetiche(?) La cosa che indubbiamente preferisco è la location della presentazione…un convegno di idraulici. Insomma un classico della pornografia: la bella e svampita ragazza, i muscoloso e rude idraulico che passa in un batter d’occhio dall’aggiustare i tubi che perdono al trombarsi la gentil donzella. Certo in questo caso il livello intellettuale è sicuramente più elevato, si tratta pur sempre di un convegno e della presentazione di un libro! Infatti, come potete vedere dal video, il pubblico è partecipe e attento. Sicuramente la scollatura aiuta, ma il merito è indubbiamente delle sensibilità del libro. Mah.

Esterrefatta da cotanta profondità ho fatto un paio di ricerche su internet, non conoscendo affatto il motivo della notorietà delle dolce Flavia. Nella sua cariera davvero varia, tra le altre cose, ha partecipato a ben 3 reality. Insomma la ragazze di esperienza ne ha e anche di duri anni di lavoro sulle spalle. Girando un po’ sul web ho scoperto che la notizia ha suscitato notevole scalpore, dividendo il popolo italiano, sempre attento a questo genere di questioni, in due fazioni:pro e contro. A tal proposito vi invito a visitare la pagina facebook di Flavia (anche se penso sia un fake.O almeno lo spero per lei.)

https://www.facebook.com/pages/Poesie-di-Flavia-Vento/290740647646505

Mi sono sentita un po’ in colpa a partire subito prevenuta nei confronti di questa povera ragazza, che in fondo di colpe non ne ha se non quella di essere perfettamente in linea con clima culturale moderno, quindi ho cercato su internet le sue poesie (se volete toccarle con mano il libro costa solo 10 euro). Sono stata fortunata e non solo ho trovato il testo delle suddette opere, ma anche un video in cui Flavia dava atto delle sue straordinarie abilità interpretative. Eccolo.

Ve ne metto due così, per essere in un certo senso più democratica, per darvi una visione più ampia della faccenda. Ognuno è libero di esprimersi come vuole, di scrivero come e cosa più gli piace. Ma una conto è farlo sui fogli di una moleskine, un conto è veder stampati,pubblicati e venduti quei fogli. Se una persona qualunque fosse andata da un editore qualunque con quella roba, bè….di certo non esisterbbe un “Parole al vento”, ma più probabilmente un “Parole nel cassonetto”. E’ un insulto non solo alla letteratura (che tanto, visto i tempi che corrono, è abituata), ma a tutti quei poeti, scrittori che hanno dovuto sudarselo quel pezzo di carta stampato, ma specialmente è un insulto verso tutti quelli che ancora non sono riusciti nemmeno a farla leggere ad un editore la propria opera d’arte.

Chiudo con la copertina del libro  Image. Magari qualcuno di voi mi spiegherà perchè su di un libro di poesie deve esserci Flavia, con questa splendida espressione. Poi ci credo che le persone partono prevenute! L’autrice più che di poesia sembra intendersene maggiormente di idraulici!

V.

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