Articoli con tag: 30 giorni di libri

Per ogni SINTOMO un LIBRO! #7

  • Sintomi:  Per chi è convinto di appartenere ad un’ altra epoca 
  • Principio attivo:Ricchissimo, potente, invidiato, Jay Gatsby è il re senza corona di West Egg. Nella sua villa sfarzosa lungo l’Hudson, a Long Island, è lo sfuggente anfitrione di una corte fastosa e stravagante, che nutre di lussuosi ricevimenti. Ambizioso e determinato, ha saputo conquistarsi con mezzi leciti e illeciti prestigio, denaro e rispettabilità. Ma non è felice: dal mistero del suo passato emerge a tratti il ricordo di un grande amore giovanile. Gatsby insegue disperatamente il sogno di ritrovare Daisy, di far rivivere il legame con la donna che lo ha respinto, povero e senza prospettive, per sposare il rampollo di una delle più grandi famiglie americane. Dovrà mettere in gioco tutto il peso del suo fascino e del suo potere, ma servirà solo a dare vita a una dolce follia destinata a finire in tragedia. [Trama presa qui]
  • Doc V. dice: Il grande sogno americano e la solitudine di un uomo. Due cose che paiono così lontane,ma che in realtà divengono l’una la conseguenza dell’altra. Personaggio interessante e affascinante,Gatsby riesce a poco a poco a conquistarvi: è vostro amico,uno come voi intento a rincorrere sogni e farsi male -molto male- nel tentativo di raggiungerli. In mezzo a feste leggendarie,all’alcool,ai vestiti sfavillanti del primo dopoguerra che per un po’ vi inebrieranno e vi stordiranno,scoprirete – anzi ritroverete – il rumore dei sogni infranti che tutti,bene o male,conosciamo.
  • Farmaco equivalente: Midnight in Paris (film)
  • Consigli di somministrazione: Usare con cautela se avete il cuore infranto
  • Ricetta: -“Quando ti viene voglia di criticare qualcuno, ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu.”

-“È sempre triste guardare con occhi nuovi le cose su cui hai già speso le tue capacità di adattamento.”

-“Sono rimasto ubriaco per almeno una settimana, e allora pensai che mi avrebbe reso sobrio il fatto di sedermi in una biblioteca.”

2013-10-12 15.13.14

V.

 

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/libri/frase-128849?f=a:16942>

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Per ogni SINTOMO un LIBRO! #6

  • Sintomi:  Per chi tende a soffrire delle “sindrome di stoccolma” per i personaggi dei libri
  • Principio attivo: Jasper Gwyn è uno scrittore di successo nazionale ed internazionale. Decide all’età di 43 anni di smettere di scrivere. Si troverà a dover escogitare un modo per poter continuare a vivere di scrittura tenendo sempre fede alla promessa fatta di smettere coi libri. Decide così di diventare un copista, cioè farà ritratti di persone attraverso le parole, senza dipingere. [Trama tratta da qui]
  • Doc V. dice: Segni messi in fila l’uno dietro l’altro,ecco cosa sono le parole. Eppure la loro potenza è immensa,tanto che tutto è fatto di parole,i nostri gesti,i nostri pensieri,le nostre vite. Nulla meglio delle parole ci può dipingere. Immaginatevi un racconto non che parla di voi,ma che è voi. Questo è Mr. Gwyn.
  • Farmaco equivalente: Lonely day – System of a down
  • Consigli di somministrazione: Tenere sempre a portata di mano dei foglietti su cui annotare tutte le parole che sono voi
  • Ricetta: -“Con una matita, allora, ogni tanto scriveva parole, poi strappava il foglietto e lo attaccava con una puntina al pavimento di legno, scegliendo ogni volta un posto diverso, come uno che disponesse trappole per topi.”

-“Era incredibile come quell’uomo avesse capito tutto senza praticamente fare una sola domanda. Forse leggere migliaia di libri non è poi così inutile, pensò.”

Mr. Gwyn

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Per ogni SINTOMO un LIBRO! #5

  • Sintomi:  Per chi  sente voci (divine) ed ha una patologica tendenza a credere in qualcosa di superiore e occulto.
  • Principio attivo: Appena uscito dopo tre anni di carcere,Shadow fa conoscenza con un enigmatico Mister Wednesday che gli offre di lavorare per lui. Rimasto senza risorse nè famiglia, Shadow finisce per accettare. Ma ci metterà ancora qualche tempo per capire chi sia davvero il suo boss: Odino,la somma divinità del pantheon nordico,arrivato in America con una nave di vichinghi e che ora tira a campare come può. Come lo slavo Chernobog,ridotto a vivere della pensione maturata negli anni di lavoro al mattatoio di Chicago,come l’africano Anansi,come la celtica Ester e la mediterranea Bilquis che batte i marciapidi di Hollywood, come tutte le divinità maggiori o minori,domenticate in un mondo che venera dèi più belli e nuovi. È per muovere battaglia contro di loro che Wednesday ha arruolato Shadow, e per arruolare i compagni di lotta i due si metto on the road attraversando in lungo e in largo l’America più profonda. Fino al giorno della battaglia finale,uno scontro di proporzioni epiche per conquistare l’anima stessa dell’America… [Trama presa dal retro copertina]
  • Doc V. dice: La mia repulsione per il genere fantasy è ormai piuttosto nota. Gaiman,con la sua scrittura elegante,ricca di dettagli e metafore erudite mi fa puntualmente ricredere. Trasforma parole in disegni e romanzi in storie,densi di magia e mistero. Mondi simili al nostro vengono delineati dalla sua fantasia,ma più ricchi e sorprendenti. La lettura scorre veloce come l’auto di Shadow sulle strada di questa strana e cupa America, un’America nascosta,priva d’identità e alla ricerca di se stessa. Questo libro è una geniale rivisitazione di non solo di numerosi culti antichi,ma della storia di una nazione da sempre ammirata e da sempre superiore,che in realtà non è altro che la commistione di culture e genti antiche. E forse,la sua forza,risiede proprio in questo.
  • Farmaco equivalente: Highway to hell – AC/DC
  • Consigli di somministrazione: Da leggere in viaggio, osservando chi si siede accanto a te,alla ricerca di fattezze divine.
  • Ricetta: “Gli dei muoiono. E quando muoiono veramente sono incompianti e dimenticati. Le idee sono più difficili da uccidere delle perosone, ma possono comunque essere uccise, alla fine”.

“Questa è la sola nazione al mondo”,disse Wednesday nel silenzio “che si preoccupa di quello che è.”    “Cosa?”    “Il resto di loro sa quello che sono. Nessuno sente il bisogno di andare alla ricerca del cuore della Norvegia. O dell’anima del Mozambico. Sanno quello che sono.”

American Gods - Neil Gaiman

American Gods – Neil Gaiman

V.

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Per ogni SINTOMO un LIBRO! #4

  • Sintomi:  Per chi ha una patologica passione per le storie d’ amore e le malettie mentali.
  • Principio attivo: Tratta dell’ossessiva storia d’amore tra Stella Raphael, moglie di Max Raphael, vicedirettore di un manicomio criminale nei pressi di Londra, ed Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. La vicenda è narrata in flashback in prima persona da Peter Cleave, amico dei Raphael nonché psichiatra di Edgar, che riporta nel suo racconto dei fatti, facendo l’analisi attenta della psiche dei due innamorati, di come questa vada via via distruggendo sé stessa e ciò che le sta intorno. [Trama presa qui]
  • Doc V. dice: Una relazione non è forse una sorta di dipendenza,quasi di ossessione per qualcuno? Dov’è il limite tra amore e follia? McGrath indaga il lato più oscuro dell’amore,mediante una scrittura densa,ma mai pesante e conoscienze medico-psichiatriche notevoli. Inizialmente,attraverso il racconto di Stella,trapela la passione,trapelano sentimenti forti ed impossibili da contrastare: la storia con Edgar sembra l’idilio,la possibilità per la donna di lasciare la propria vita soffocante ed apatica. Piano piano tutto crollerà,la vita di Stella verrà sgretolata dal suo stesso bisogno di quell’amore perverso. E come si sgretola la sua vita anche le barriere mentali che ella si è creata cadranno,rivelando al lettore una verità sorprendente quanto atroce.
  • Farmaco equivalente: Resurrection – HIM
  • Consigli di somministrazione: Con una tazza di caffè nero bollente e un fetta di torta pere e ciccolato.

         “Per fare arte, bisogna voltare le spalle alla vita.”

Follia - Mcgrath

Follia – Mcgrath

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Per ogni SINTOMO un LIBRO! #3

    1. Sintomi:  Per chi si sente le mani della vita al collo stringere troppo forte,per chi non vede via d’uscita.
    2. Principio attivo: Il giorno 11 novembre del 1997 Veronika,24 anni,slovena,capisce di non voler più vivere e assume una forte dose di sonniferi. Salva per caso,si risveglia tra le mure dell’ospedale psichiatrico di Villete,con il cuore stanco e sofferente per il veleno che lei gli ha somministrato. In pochi giorni a Villete Veronika scopre un universo di cui non sospettava l’esistenza. Conosce Mari,Zedka,Eduard, persone che la gente “normale” considera folli,e soprattutto incontra il dottor Igor,che attrverso una serie di colluqui cerca di eliminare dall’organismo di Veronika l’amargura,l’amarezza che la intossica togliendolo il desiderio di vivere. [trama presa dalla copertina]
    3. Doc V. dice: Veronika si è persa,si è persa in se stessa. Non sa nemmeno lei cosa sta cercando,non sa nemmeno se lo vuole trovare davvero. O se lo vuole solo uccidere. E cammina,cammina in questa vita che non si aspettava di vivere di nuovo,circondata da personaggi bizzarri-folli, direbbe qualcuno-ma con qualcosa da insegnare. Coelho con questo libro abbandona (almeno in parte) il misticismo che impreganava gli altri suoi romanzi e si concentra su sensazioni,su dolori,più umani. Ricostruisce una discesa negli inferi di se stessi,per poi riemergervi e -nonostante il titolo-riscoprire la vita.
    4. Farmaco equivalente: Audioslave – Like a Stone
    5. Consigli di somministrazione: Da leggere in solitudine,con una bel tè o tisana calda
    6. Ricetta:   “In un mondo in cui si tenta disperatamente di sopravvivere, come si possono giudicare le persone che decidono di morire?”                                                                                                                                                                           “Nella vita possiamo commettere tanti errori. Tranne uno : quello che ci distrugge.”
Veronika decide di morire-Coelho

Veronika decide di morire-Coelho

V.

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Per ogni SINTOMO un LIBRO! #2

  1. Sintomi:  per chi soffre di allergia al passato e costipazione dei pensieri che riguardano il suddetto. Per chi è ancorato a terra da una forza più potente della gravità:la malinconia.
  2. Principio attivo: Oskar Schell, ragazzino di 9 anni che sceglie abiti bianchi e amante delle invenzioni, ci conduce nelle strade di New York alla ricerca di qualcosa da aprire con una chiave: è la chiave trovata per caso nel magazzino del papà, la cui tragica scomparsa negli attentati dell’11 settembre lo ha segnato profondamente. La narrazione è intervallata dalle lettere della nonna e del nonno, che ricordano l’infanzia a Dresda, l’arrivo della guerra e l’inizio della loro vita insieme a New York. La ricerca di Oskar è accompagnata anche dalle immagini che egli cattura con la sua macchina fotografica, le quali ci consentono di vedere il mondo attraverso i suoi occhi. [trama presa qui]
  3. Doc V. dice: Se questo libro fosse un gioco sarebbe un puzzle. Tanti piccoli pezzi per ricostruire una vita,ma alla fine ne mancherà inevitabilmente uno.Con una scrittura semplice,ma mai banale Foer ci mostra il dolore di una bambino,che diviene dolore di un paese,di una generazione.È un libro che parla per immagini (non solo costruite con le parole),è un libro vivo nonostante la storia sia così vicina alla morte. Reale-troppo reale-non si può far altro che camminare per le strade di NY con Oskar alla ricerca di risposte e di sè.
  4. Farmaco equivalente: The Fray – How to save a life
  5. Consigli di somministrazione: Da leggere con il vostro animale domestico a fianco e se non ne avete uno,un bel peluche!
  6. Ricetta:   “Linda: Perché hai tanta difficoltà a parlare con me?
    Oskar: Se non l’hai notato, per metà del tempo dormi, e per l’altra metà ti dimentichi della prima metà. La legge ti definirebbe in absentia, una madre assente.
    Linda: Questa era cattiva.
    Oskar: Quale parte?
    Linda: Tutta.
    Oskar: Papà diceva: “La verità ti può liberare.”
    Linda: Be’… papà non è qui. Siamo solo noi due ormai.
    Oskar: Uno e un quarto per essere matematicamente precisi.
    Linda: Non uscire dalla stanza, Oskar! Non uscire da questa stanza!
    Oskar: E se morissi domani?
    Linda: Oskar, tu non morirari domani!
    Oskar: Anche papà pensava che non sarebbe morto domani.”

V.

Molto forte incredibilmente vicino

Molto forte incredibilmente vicino

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Per ogni SINTOMO un LIBRO! #1

[Ed eccoci qui con questo primo post di questa nuova rubrica,ispirata un po’ alla pagina sui consigli letterari che creai (in alto a destra),ma che nessuno o quasi prese in considerazione per la poca visibilità (Spero);ed un po’ ispirata sia alla carriera che forse un giorno intraprenderò,sia alla mia tendenza a curare ogni sorta di cruccio con un buon libro. E comunque ho chiesto consiglio a voi in proposito e avete accolto molto positivamente questa mia idea. Questo è un modo carino per dirvi due cose: 1) L’avete voluto voi 2)L’avete voluto voi! Siccome è tutto in fase sperimentale si accettano consigli/critiche.]

amore,prozac e altre cucriosità

Amore,prozac e altre curiosità- Etxebarria

  1. Sintomi: Acidità latente e non verso il genere maschile,dolori e conseguente pessimismo cosmico da ciclo,bisogno di credere di potercela fare,necessità di qulcosa di più forte del ciccolato.
  2. Principio attivo: Cristina, Rosa e Ana: tre sorelle,tre donne molto diverse, tre modidi nascondere il vuoto della vita. Cristina,la barista svitata di un locale alla moda,lo riconosce e lo affoga nell’alcol,nelle droghe e negli amori di una notte. Rosa,la manager razionale,lo rifiuta e lo riempie di impegni di lavoro,riunioni affrontate con piglio deciso e apparente sicurezza. Ana,la casalinga responsabile,lo lucida con la cera dei lavori domestici:pulire,cucinare,restaurare,accudire il figlio e un marito che non ama. Nessuna di loro è felice. Così,quando un evento inatteso spazza via la linda perfezione e il paravento di benessere dietro cui si nasconde Ana,le tre sorelle si scoprono simili nelle loro nevrosi,con un passato doloroso in comune e l’abbandono paterno che ha lasciato il segno. [trama presa dalla copertina]
  3. Doc V. dice: Tre donne,tre stereotipi,un unico lacerante dolore. Ci si tuffa nella vita,nel passato e negli amori delle tre sorelle: è come spiare dal buco della serratura. Si ride e si piange insieme a loro,grazie ad un vivido cinismo ed una disarmante realtà. Cruda,ma purtroppo reale. Una sorta di panoramica a 360° di quello che una donna nella vita potrebbe affrontare. Ma dalle vite imperfette e allo sbando delle tre sorelle una cosa emerge: la forza. Prerogativa da sempre maschile,si rivela essere la spinta trainante non solo delle tre donne protagoniste,ma anche dote,spesso dimenticata,di tutte le donne.
  4. Farmaco equivalente: se questo libro fosse una canzone sarebbe Rebel Girl-Bikini Kill
  5. Consigli di somministrazione: nel letto,in uno di quei pigiami larghi con gli orsetti,struccate e con i capelli raccolti!
  6. Ricetta: “La forza non si misura secondo lo spessore dei muscoli o in base ai chili che una persona riesce a sollevare. La forza è,soprattutto,resistere,non spezzarsi.”

V.

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10 semplici regole per scegliere un libro

  • Corri più lontano che puoi dalle librerie affollate.
  • Trova un posto sicuro e accogliente in cui passare le ore senza che il commesso/proprietario della libreria pensi che tu sia un barbone senza fissa dimora.
  • Diffida dalle classifiche, sono piene di sfumature che vanno dal grigio al rosso. (Nonchè dell’ultimo libro di V. Massimo Manfredi che,a quanto pare, non è ancora finito a vivere sotto un ponte)
  • Ascolta il tuo cuore,ma ancora di più il portafoglio. [La cultura dovrebbe essere alla portata di tutti]
  • Giudica il libro dalla copertina.
  • Tieni pronto l’accendino in tasca nel caso in cui il tuo cammino incrociasse parole marchiate dal segno indelebile di Moccia, Vespa o altra gente poco raccomandabile. [Come dice sempre la mamma: non accettare libri dagli sconosciuti. All’intelligenza!]
  • Non accettare consigli letterari da chi,alla domanda “Hai letto il tal libro?” ti risponde “No,ma ho visto il film”. [Anzi,se puoi, denuncialo per stupidità reiterata]
  • Rimani fedele agli autori che ti hanno conquistato in passato. Se mai ti deluderanno,almeno lo faranno con stile.
  • Imapara il mantra di ogni buon lettore per essere guidato nella scelta. “Oh senso critico mio,che risiedi in ogni fibra del mio corpo,sia fatta la tua volontà,così alla cassa come nelle diatribe sul libro migliore. Dacci oggi la nostra lettura quotidiana, non ci indurre (troppo) in tentazione, ma liberaci daE.L. James”
  • Se hai preso troppi libri nonostante lo spazio in casa non sia più sufficiente:non rinunciare a ciò che ti dà piacere, trova un’altra sistemazione…per fidanzato/marito!

V.

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Serendipity

Ci sono cose che non ti aspetti. Ci sono cose che non ti aspetti e compaiono lì,davanti a te,davanti al tuo volto sorpreso. Ma se ci pensi bene,tutto alla fine si incastra perfettamente,ogni battito d’ali di farfalla crea il suo effetto.

Qualche giorno fa guidavo distrattamente per le strade della città,senza una meta precisa e con il buon umore abbandonato in un vicolo stretto e buio,ad aspettare la sua dipartita. E quindi,così d’impulso,decido di andare a salvare qualche libro. Si,sono una salvatrice di libri.È un mestiere duro,pieno di sacrifici e decisamente poco remunerativo. Anzi direi dispendioso. Mi infilo in un mercatino dell’usato che avevo notato in quella zona,entro e vengo travolta dall’odore stantio del tempo,di quello vecchio,che non vuole più nessuno. Mi guardo intorno e noto con grande gioia le tre gigantesche librerie piene di polvere e parole. Mi metto a guardare i libri uno ad uno. Mi capitano tra le mani alcuni classici,tra cui I fluer du mal (che però ho abbandonato perchè prenderne una quarta copia sarebbe stato eccessivo), tani libri fantasy e altrettanti di V. Massimo Manfredi. Scosto qualche libro sconosciuto,ridacchio alla vista di “Fallo felice. Da donna a donna: tecniche esplicite per farlo impazzire sul pavimento, sul tavolo di cucina, o più semplicemente a letto” (il poveretto si è addormentato prima che la moglie finisse di leggere il titolo!) e,ormai presa da rincretinimento adoloscenziale, leggo “Scopone:tutte le tecniche” pensando alle casalinghe arrapate che si eccitano per 50 sfumature di grigio e poi abbandonano questi libri didattici. Dopo qualche minuto mi accorgo che parla del gioco di carte. Odio le carte.  La pelle delle mie mani stava diventando secca,immersa in quella polvere,in quelle parole che qualcuno non vuole più. E poi lo vedo. Lo vedo e non ci credo.

È almeno un mese e mezzo che ogni volta che entro in libreria tengo in mano un preciso libro,ne leggo la trama che so a memoria e penso “No,farebbe troppo male”. Perchè ci sono libri che mi spaventano,che vanno a toccare corde che non devono vibrare. E lo lasciavo li,con la sua sgargiante copertina ad osservarmi mentre sfioravo altre pagine. E poi me lo trovo davanti senza averlo nemmeno cercato, “Venuto al mondo”, a 5 euro anzichè 14. So già con chi andrò a letto quella sera.

Serendipity.

E ripenso a quella volta che ero in bicicletta e una macchina mi ha colpita così forte da farmi volare per terra e la mia testa è arrivata a qualche millimetro dal selciato,sfiorandolo appena. E penso che sarei potuta essere uno di quei fratelli o sorelle che mi hanno preceduta,ma non sono mai nati. E penso a quel momento perfetto,in cui i nostri gesti e le nostre parole si sono legati perfettamente.

La tua mano colpisce il mio bicchiere.

La birra cade per terra,annerendo il selciato.

I tuoi occhi un po’ imbarazzati si tuffano nei miei,la tua bocca si apre in quel sorriso che non sapevo avrei imparato a conoscere così bene.

“Come posso farmi perdonare?”

E le parole escono dalla mia bocca come se non mi appartenessero. “Esci con me”.

V.

Ps. Raccontatemi un po’ di vostra serendipità!

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No,non è un caso di demenza senile precoce, è solo ipoglicemia.

La Bella Addormentata nel Bosco sta diventando il mio idolo. Nonostante l’abbia denigrata come le altre principesse-amebe,in realtà è la più astuta. Passi vent’anni a sentirti dire che devi stare lontana dai fusi e tu che fai al primo fuso che incontri? Dai! È tutta una tattica per starsene a dormire mentre gli altri,principe o fatine che siano,fanno di tutto per lei. Chiamatela scema! È bionda,è ovvio che sia furba.

Ok ora lascio perdere i cartoni,sono solo un po’ stanca. E preoccupata. Il 2012 è un anno di merda,sappiatelo. Non è che questo post avrà un vero e proprio senso eh (ve ne siete già accorti da come ho iniziato vero?),è che ho voglia di scrivere,anche perchè è qualche giorno che non lo faccio (no,non l’avete scampata nemmeno sta volta,mi spiace),ma non ho voglia di dilungarmi in spiegazioni su cosa,come e perchè sia successo. Riassumendo:

  • È un casino. Ma cosa vuoi che sia uno in più o uno in meno?
  • Andare al pronto soccorso in mini abito e tacchi fa il suo porco effetto. Durante i tirocini abbandonerò il camice a favore di questa comoda tenuta,forse i dottori inizieranno ad insegnarmi qualcosa,invece di ingorarmi come tutti quelli del mio anno perchè “non sappiamo nulla” e grazie al cazzo!
  • Ho fame
  • Si,oggi sono volgare
  • Una delle mie più care amiche si auto scrive lettere minatorie. I casi sono due:o pensa che io sia imbecille o deve attirare la mia attenzione per qualche motivo. Sinceramente non so quale delle due sia meglio.
  • Vorrei scrivervi un post profondo,ma sono stanca e sinceramente non ho nulla di profondo da dire se non:vaffanculo.
  • Io e mia madre abbiamo deciso di metterci a dieta insieme,seguendo un libro molto famoso. “V. leggilo e fammi il riassunto”. Iniziamo bene.
  • Ho fame.
  • Per me che amo cucinare è una tortura non poter dare libero sfogo alla mia follia cretiva. E quindi cos’ho fatto il primo giorno di dieta?Ho fatto un budino alla cannella!Tanto posso ingozzarmi di proteine e quindi va bene. Se viene buono vi metto la ricetta. Per chi di voi può mangiare quello che gli pare…inondatelo preventivamente di ciccolato!
  • Per tutte le ragazze senza tette:a volte,e sottolineo a volte,siete fortunate. Almeno le camice non vi stanno in modo assurdo
  • Ho scoperto che i genitori del mio moroso hanno nel loro giardino del bamboo. Ora nulla mi ostacolerà dall’avere un panda.
  • Ho visto Dragon Trainer (si,il sabato sera mi stavo guardando un cartone in tv).Gli occhi mi sono solo diventati lucidi,sto migliorando. Voglio anche un drago.
  • Ho fame
  • Posso percorre ogni strada della mia città ad occhi chiusi. Conosco incroci, stop, semafori, adori, fiori, vetrine, ponti, buche, angoli. È nauseante.
  • A volte penso che mi piacerebbe incontrarvi tutti. Invitarvi a cena(non vi preoccupate,non vi faccio morire di fame!) e parlare con voi. È impossibile che tutte le persone interessanti siano su wp e non in giro per la mia città o a bussare alla mia porta.
  • Qualche giorno fa mi è sfiorato il pensiero di chiudere il blog. Perchè? Non lo so bene,forse alcuni discorsi su blog che seguo,un po’ di depressione e un po’ di scarsa autostima. Ma adoro scrivere e stranamente c’è anche gente che mi legge e poi mi ha fatto un bel regalo sto blog. Quindi eccomi qui,per la vostra gioia
  • Non so se l’ho già detto:ho fame
  • Frasi tipiche del mio moroso: “Dopo ci giochiamo il tuo culetto alla lotteria” “Penso di averti rotto le mutande. Toglitele che ci guardo”. Un giorno farò un post sulle sue perle che nemmeno lui capisce come riesca a partorie. No che poi è lo stesso individuo che,non solo non risponde,ma addirittura cancella il seguente sms:”Quando torni facciamo tanto sesso!” perchè era in macchina con i suoi e si vergognava.
  • Necessito di un libro. Di uno bello,di quelli che consolano. Quello che ho non mi piace. Voglio un libro che mi coccoli,che mi faccia credere che il mondo è bello e che tutto finisce bene perchè le persone sono più profonde di un bicchier d’acqua.
  • Dovevo fare l’attirce. La mia capacità di imitare la normalità è sorprendente,specialmente di fronte a persone odiose.
  • Sul mio fighissimo cellulare nuovo ho scaricato un’ app che mi segnala i giorni di fertilità in base alle date del ciclo. L’ho sempre fatto da sola questo calcolo,ma è una cosa carina. Peccato che secondo l’applicazione io abbia sbagliato qualche calcolo e diciamo che c’è una piccolissima possibilità che io sia incita. Eh va bè. Si scoprirà solo vivendo.

Ora tocca a voi:o vi mettete a dieta o mi scrivete qualcosa di stupido per farmi sentire meno scema!

V.

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