Uguali a se stessi.

Gli occhi non invecchiano. Non sentono il tempo come la pelle,come le ossa,come i pensieri. Rimangono incastrati nelle orbite-uguali a se stessi-mentre tutto attorno ad essi cresce,si corrompe,si danneggia. E se gli occhi rimangono,rimane anche qualcos’altro di noi.

Mi vedrò sempre come la ragazzina sdraiata sul letto con la musica nelle orecchie-che la musica salva sempre,la musica riesce a parlare con te,di te,per te- intenta a riempire quaderni di parole,di domande,di desideri. È sempre stato l’unico modo. Ringrazio la mia proverbiale grafomania tutte le volte che ho bisogno di ritrovare quella me,di sapere cosa pensava,di sapere come se l’è cavata. Alle volte vorrei dirle di non preoccuparsi, altre vorrei chiederle come ha fatto,come ha fatto ed essere così forte,così piena di speranza nel futuro,in quello che sarebbe potuto essere.

Sfoglio pagine scritte 10 anni fa. Era il tempo delle minigonne di jeans,degli scalda muscoli e delle Fornarina;il tempo in cui la scritta ‘Nirvana’ era ovunque,in cui il per si scriveva con la x. Agosto 2003:”Ieri sera ho pensato che un individuo,al mondo,può contare esclusivamente su se stesso…siamo soli,ognuno con se stesso… X quante xsone uno possa conoscere,x quanta fama possa avere,x quanti numeri possa avere sulla rubrica del cellulare…uno è solo…Non esisterà mai 1 xsona,in amore o in amicizia,che ti stia sempre e comunque vicina…una persona che ti accetta come sei e ti ama per quello che 6 e che diventerai”. Ora me ne sto tra le gente senza sentirmi a disagio,con un cocktail tra le mani,sorrisi facili e vestiti giusti,ma quel pensiero non se n’è mai andato,ci ho costruito attorno tutta la mia vita.

Adesso mi piace camminare tra la gente,mi piace farmi guardare,senza nascondermi in certi abiti,in certe maschere; i miei occhi non annegano più nel nero del kajal,le notti non sono più così solitarie,le miei giornate così persa nel nulla di me stessa. Continuo a vivere nella mia testa,a costruire mondi immaginari come quando,da piccola,mi raccontavo delle favole per addormentarmi. Rubo ancora le scarpe a mia madre,assaggio i dolci con il dito,accarezzo i cani senza chiedere il permesso,vado dal papà a domandargli qualcosa che non so,che lui sa sempre tutto. 

Adesso mi piace camminare tra la gente,mi piace farmi guardare,senza nascondermi in certi abiti,in certe maschere; i miei occhi non annegano più nel nero del kajal,le notti non sono più così solitarie,le miei giornate così perse nel nulla di me stessa. Continuo a vivere nella mia testa,a costruire mondi immaginari come quando,da piccola,mi raccontavo delle favole per addormentarmi. Rubo ancora le scarpe a mia madre,assaggio i dolci con il dito,accarezzo i cani senza chiedere il permesso,vado dal papà a domandargli qualcosa che non so,che lui sa sempre tutto. Gli amici non sono più gli stessi,ma le domande rimangono uguali. Senza risposta.

Scrivevo come se stessi parlando con qualcuno: sapevo che prima o poi sarei andata a cercarmi. Mi racconta di cose che io,a volte, a malapena ricordo, mi rassicura che un giorno le cose saranno diverse,che io sarò diversa. Le vorrei dire di non preoccuparsi,di non affannarsi tanto: rimarremo uguali a noi stesse,impareremo solo a convivere con quello che siamo. No,non ti preoccupare. La vita sarà ancora incasinata come allora,forse di più;riderai ancora alla parola ‘pingue’,piangerai guardando i cartoni Disney e sarai spaventata a morte quando vorrai fare entrare qualcuno nella tua vita.

 No,non ti preoccupare. È solo vita questa. Che vuoi che capiti?

V.

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18 pensieri su “Uguali a se stessi.

  1. Io quando rileggo cose scritte dal me stesso passato vorrei costruire una macchina del tempo per tornare indietro e prendermi a calci sui denti.
    Ognuno è fatto a modo suo, insomma.

    • Ora sono curiosa di sapere cosa scrivevi di così tremendo.
      E comunque la me 14enne se ne meritava anche lei di calci!

  2. proprio qualche giorno fa ho scritto una “lettera” per la me stessa del futuro😀

  3. Cara mia, se rileggo qualcosa che ho scritto nel passato mi spavento. Avevo qualcosa di degenerato dentro. Ok, non è che sia migliorato.. solo che sono diventato più moderato quanto le espongo.
    Vorrei dire al mio io di tanti anni fa, “guarda, le parole che scriverai, i pensieri che farai, ti porteranno lontano… non ti faranno sbagliare”, ma non è vero. Capisco che ho fatto l’errore unicamente perché l’ho fatto, perché ne mastico le conseguenze e sputo rabbia e disgusto. Vorrei battermi sulla spalla dicendomi “no, non preoccuparti”, invece dovrei battermi sulla spalla e dirmi “preoccupati, ti servirà”. Ma non capirebbe il mio io di anni fa.

    • Per quanto riguarda gli errori fatti,a volte,vorrei poter cambiare le cose. Se potessi veramente consigliare la me del passato,non so se le impedirei di fare certe cose.
      Comunque le persone degenerate dentro sono le più interessanti.🙂

      • Lo stesso. Anche io vorrei parlare al me del passato, ma sono sicuro che non riuscirei a consigliarlo decentemente eheheheh.

        Le persone degenerate dentro interessanti? Buon gusto cara V. Buon gusto😀

  4. La V. del lontano 2003 era acuta, spero solo che riguardo al “Non esisterà mai 1 xsona,in amore o in amicizia,che ti stia sempre e comunque vicina…una persona che ti accetta come sei e ti ama per quello che 6 e che diventerai” si sia dovuta ricredere!

  5. Una lettera a caso

    Che vuoi che capiti? Che vuoi che capiti a una con così tanto cuore? Di vivere intensamente, e di sapersi ‘rileggere’, come solo pochi sanno fare…

    • Rileggersi é sempre un buon modo per ritrovarsi. Che capitano un sacco di cose,e un pochino ci si dimentica.

  6. leparoledinessuno

    …Mi sembri tanto persa !

  7. Lo so che lo sai che mi ci ritrovo in tutto, tranne nel fatto che non avevo le Fornarina (ma questo mi fa pensare che tu abbia qualche anno in più di me).

    Penso che lei e tu lo sappiate, che i momenti così passano, che la nostalgia e il bisogno di qualcuno che vi rassicuri ci saranno sempre, soprattutto nei momenti un po’ così. Però, l’importante è di non lasciarsi andare, di non mollare la presa di quella mano che forse è diventata più grande, più magra, più cicciotta, più qualsiasi altra cosa. Ché forse una ha lo smalto nero e l’altra quello rosso, il kajal non c’è più, ma forse l’eyeliner sì. Non lasciare la tua mano, V. Riuscirai a trovare la strada.🙂

    • Non so,penso di avere solo due o tre anni in più di te. Non sono ancora così vecchia!🙂

      No,non si molla di certo!🙂

      • Non so, ti ho associata a mia sorella, che ha cinque anni in più – per qualche motivo a me ignoto (è che lei aveva le Fornarina).😛
        Non molliamo in due, lo sai!🙂

  8. ci si evolve, forse alcune cose passeranno e ce ne saranno di nuove e molte cose resteranno sempre le stesse.però la sostanza non cambia,
    del resto un si dice per caso: “chi nasce tondo non può morire quadrato”?

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