Scusi,può dirmi chi sono?

Ci sono persone che sanno chi sono sin da subito,sin dalla nascita. Lo sanno e non hanno nemmeno il bisogno di porsi tale questione. Ce ne sono altre, come me, che passano la vita a raccogliere frammenti di se stessi cercando di farne un’unità,plasmarla. Porre dei limiti potrebbe sembrare riduttivo,ma ciascuno di noi è un tassello di questa società in cui,volenti o nolenti,facciamo parte e nella quale in un modo o nell’altro bisogna integrarsi. Intagliare la nostra persona ci permette di inserirci ed incastrarci in una posizione a noi congegniale.

Se fossi un pezzo di un puzzle sarei uno di quelli che sembra incastrarsi perfettamente in uno spazio,ma che in realtà – per un questione di pochi millimetri – non entra. E tu non capisci dove cazzo vada e probabilemente sarà proprio il tassello che cadrà,finirà sotto il divano e nessuno troverà mai più. E il puzzle rimarrà incompleto.

Mi sono sempre domandata chi fossi io,come potessi difinirmi. “Names are fucking weird,like your parents just choose a sound that identifies who you are as a human being for the rest of your life”,io sono V. perchè i miei genitori hanno deciso così,ma se fossi stata Anna o Giulia o Aurora sarebbe stato diverso?Sarei diversa?Sarei un’unità o una moltitudine di V. che discutono e gridano e quasi mai sono d’accordo su qualcosa?

È il lavoro che definisce una persona?Molti si identificano attraverso di esso,ma davvero l’individuo viene caretterizzato in primis – se non solo – dalla tecnica,magari da un gesto ripetuto dieci mila volte in otto ore?

Come si fa a capire chi si è se non si sa nemmeno chi si vuole essere?

E voi? Se vi chiedessi chi siete cosa mi rispondereste?

V.

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43 pensieri su “Scusi,può dirmi chi sono?

  1. Bella domanda… chi sono. Sembrerebbe quasi troppo banale citare Pirandello dicendo che, per ogni occasione sociale, mettiamo su una maschera diversa e perciò siamo qualcuno di diverso (almeno agli occhi degli altri). Perciò bisognerebbe dire che chi sono è, come dici te, solo un accumulo di esperienze e situazioni. Fossero avvenute in un momento diverso o in altro ordine, sarei completamente diverso da quanto sono ora. Anche perché un fattore avrebbe maggiore peso rispetto ad altri “ingredienti” della personalità. Ma il discorso è realmente lungo.
    Forse, per una analisi più approfondita, sarebbe da farci un post🙂

    • Pirandello mi aveva fatta impazzire!Quata verità nei suoi libri!
      Hai perfettamente ragione comunque,il discorso è complesso è più ampio di come l’ho messo io. La mia idea era quella di sviluppare l’argomento in più post!😀

  2. Risponderei – banalmente – che sono un gran casino.

  3. Ti risponderei che nessuno può dirti chi è perchè l’autoanalisi è impossibile e poi perchè ognuno è uno, nessuno e centomila, quindi per sapere chi sei, o almeno per farti un’idea chiedi in giro come la gente ti vede, non avrai la certezza di sapere chi veramente sei ma almeno saprai come appari.

  4. Io sono Topper. E non è una risposta banale.

    • No,affatto.
      Beato te che riesci a definirti. Io non potrei dire sono V.,perchè è vero ma non è vero allo stesso tempo

  5. Ti chiederei se hai una domanda di riserva.

  6. Io sono il clown dall’incredibile faccia!
    Posso sparire senza lasciar traccia!
    Sono la paura quando gridi “Chi sei?”
    Sono il vento fra i capelli tuoi!
    Io sono l’ombra che di notte va!
    Semino il panico in città!

  7. Cheppalle. Non è che ci tenga così tanto a conoscermi. Non penso andrei molto d’accordo con me stesso.

  8. Io sono il caos.
    Sempre sostenuto.

    Il fatto del lavoro, mah, boh, cioè, identifica una parte di te, ma forse il punto è quello.
    Magari V. è talmente tante cose, e potrebbe esserne tante altre, che forse non c’è bisogno di chiederselo!

    Peròòò, posso dirti chi è V. secondo Nana: una ragazza gentile, molto profonda, che ha un po’ paura d’uscire allo scoperto ma che in realtà dentro ha un vortice di roba che ingloberebbe tutto e tutti, solo che si tiene tutto dentro per paura di ferire qui e lì; a volte misà che sa essere fin troppo schietta, anche rischiando di far male alla gente, ma soprattutto di far male a sé stessa. Riesce a guardare nelle persone, e se vuole, potrebbe curarle con un sol libro!

    Ah, dimenticavo! Ha due occhi bellissimi, e due tette enormi!
    Solo che non so se queste ultime due possano caratterizzare una persona.

    • Almeno sai chi sei.

      Sono tante cose si,come tutti,ma vorrei essere un qualcosa sopra tutto.

      Troppo gentile,mia cara! Hai dimenticato acida,però!E asociale!

      Hai le tette più grosse tu e comunque se chiedessi ad un uomo se questo basta per caratterizzare una persona ti risponderebbe “si!” mentre si sta gettando sul tuo decoltè.

  9. Io sono nonchiedoxnonsapere così che io possa essere ciò che tu vuoi.
    E’ pur vero che “cogito ergo sum” ma non esagerare.

  10. Penso che tutti sappiamo esattamente chi siamo. La domanda (almeno per me) è perché abbiamo paura di dirlo a noi stessi?
    Per me, comunque, se fossi un’Anna o una Lucia, sarei un’altra persona.
    E tu sei stupenda – che è un inizio😀

    • Così mi fai arrossire!🙂

      Ammettere le cose con se stessi è sempre la parte più dura,in ogni circostanza.

  11. firesidechats21

    Sono Dylan! ;D

  12. potrei rispondere in maniere diverse, la mia risposta preferita a questa domanda è Uno nessuno e centomila (ho anche un anneddoto su questo, per questo è la mia preferita).
    Per ii resto del post:
    Se ti svegliassi a un’ora diversa in un posto diverso, ti sveglieresti come una persona diversa? Cit. Fight Club
    Una realtà non ci fu data e non c’è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile. cit. Pirandello
    Visto che solitamente non è bene parlar per frasi fatte devo dire che anch’io mi sono posto questa domanda parecchie volte, sai che cosa dico? che forse noi alla fine sappiamo anche chi siamo, ma vedendo che non ci adattiamo e che tanti sono diversi, diventiamo insicuri e ci chiediamo se stiamo facendo bene o no.
    Per il lavoro, si e no, perchè (e a ridai con le citazioni) se pur il lavoro nobilita l’uomo e fornisce delle esperienze che possono andare ad accrescere la tua persona, restano a mio avviso due piani separati; puoi essere un commissario di polizia ligio al dovere ma essere il peggior farabutto nella vita di tutti i giorni del resto…
    ci sarebbero tanti esempi da fare e cose da considerare su questo argomento.
    Ti do un conisglio, per capire chi sei e cosa conta davvero per te, prenditi un attimo di riflessione, magari in campagna o tra la natura, aiuta (o per lo meno a me aiuta ahah).

    • Le citazioni mi piacciono!:) Per quanto riguarda quella di fight club io risponderei si!
      Hai ragione su tutto,ma io vorrei sapere come mai- come fanno – certe persone a dire (per esempio) io sono un ingegnere,io una mamma,ecc e a definirsi così.

      • sai, è più facile darsi un appellativo, un etichetta, per darci l’illusione di essere un qualcosa (con tutto il “background che gli sta dietro) che scrutare dentro di se e cercare di capirlo accettando il fatto che magari non ci possa essere un sostantivo unico adatto allo scopo di descriverci.
        Poi questo è un problema anche Italiano, tante sigle (Tecnico, Professore, Avvocato, Dottore [oramai si diventa dottori per tutto, altro che salute o economia], supervisore) che alla fine lasciano il tempo che trovano.

  13. Io sono io.
    Sono le situazioni e le esperienze che plasmano quello che sono e posso essere.
    Il lavoro.. è solo una delle tante situazioni possibili.
    Anziché medico potrei essere avvocato; meccanico; alchimista del mondo di krynn. Ma resto io. e sono diversa sa te. Altro non so!

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