Dove l’Oriente incontra l’Occidente.

Ci dimentichiamo troppo spesso che la fuori c’è tutto un mondo,in cui uguale e diverso non hanno alcun significato. Esiste soltanto l’altro,in tutta la sua unicità. È stato un viaggio strano,uno di quelli che ti apre gli occhi,che ti fa apprezzare non solo ciò che hai,ma anche ciò che sei. Non so bene spiegarvi il perchè,anzi non so bene spiegarvi punto,ma in questo viaggio mi sono piaciuta. Mi è piaciuto lo sguardo che poso sul mondo,il mio modo di pensare e il modo il cui sono cresciuta. Ho la capacità di apprezzare,con tutte le loro differenze e stranezze,culture diverse. E ne sono estremamente grata.

Dubai si è sviluppata negli ultimi 10 anni,divenendo a mio parere uno dei paesi musulmani più occidentalizzati. Dal deserto è nata una città incredibile,che sembra costruita seguendo i capricci e l’immaginazione di un bambino. Le strade si snodano tra grattacieli dalle forme  e luci futuristiche,tutto nasce per stupire,sorprendere e soprattutto sottolineare la potenza (economica) di questo paese. Tutto è abbagliante,un miraggio nel deserto che diviene tangibile. Non c’è nulla che tu non possa fare:vuoi sciare? Basta che tu vada al Mall of Emirates e li troverai una pista,con tanto di impianto di risalita,di 22.500 mq. Una acquario dentro un mall?Una cascata?Vuoi pattinare sul ghiaccio dopo una seduta di shopping intensivo? Non vi preoccupate che c’è tutto!

Lo shopping sembra essere l’attività principale del posto. Ci sono dei mall giganteschi (i negozi variano da H&M a Chanel),in cui vedi gente assatanata (non emiratini) che gira con trolley riempiti di acquisti (costosi). I locali,gli emiratini,sono schifosamente ricchi. Generalmente ricoprono posizioni lavorative di rilievo (non troverete mai un arabo che fa il cameriere) oppure non lavorano affatto. Lo status sociale ed economico è tutto. È una città-stato in cui l’ internazionalità e la commistione di culture ti lasciano a bocca aperta (è il lato che più ho apprezzato),ma a fianco di questa notevole apertura,vi è una grande disparità sociale. Il motore di questa città (oltre al petrolio,ovviamente) è l’enorme quantità di forza lavoro che viene “importata” dai paese vicini (Pakistan,India,Malesia,ecc) e che va a svolgere lavori “umili”. Abbiamo fatto due chiacchiere con un taxista pakistano che lavorava a Dubai da 8 anni ed era tornato a casa sua (dove aveva una moglie) solo una volta. Avrà avuto neanche trent’anni,raccontava dal suo paese,della sua terra e del suo lavoro di contadino. Essenzialmente quella che si trova a Dubai è una dittatura illuminata,in cui il capitalismo puro regna e la schiavitù è ben mascherata (scordatevi orari lavorativi decenti o sicurezza nei cantieri o di non lavorare perchè ci sono 55°C). Gli emiratini generalmente non trattano con grande rispetto chi non reputano loro pari,ma possono essere davvero generosi con chi ritengono degno delle loro attenzioni.

Ci sono mondi,vite,che noi non riusciamo nemmeno ad immaginare chiusi nella nostra piccola e problematica quotidianità. Non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati,di quanta libertà abbiamo.

La città,sebbene quasi priva di posti culturali da vistare data la sua giovane età,offre però innumerevoli attività. Lungi da me voler creare una guida per eventuali futuri visitatori,ma sicuramente vi consiglio caldamente tutte le cose che vi sto per raccontare!

1. Noi alloggiavamo…in mezzo al mare! O meglio qui,struttura del tutto artificiale costruita portando sabbia dal largo. In fondo alla palma vi è questo hotel megagalattico,l’ Atlantis, con annesso acqua park in cui siamo andati l’ultimo giorno. Qui c’è uno scivolo molto particolare,che ti conduce in un tunnel trasparente,immerso in una vasca con squali e pesci esotici,dandoti la sensazioni di nuotare con essi.

2.I suq nella parte vecchia sono sicuramente la cosa più caratteristica. In realtà anche questo è un lungo di shopping, (a buon mercato)! In questa zona si trova una sorta di associazione culturale che organizza incontro con abitanti del posto,in modo da mettere a confronto e scoprire la cultura araba. Abbiamo partecipato ad uno di questi “pranzi culturali”,ma ve ne parlerò in un altro post in cui scriverò un po’ della condizione della donna in questa società così diversa dalla nostra. SUQ

3. Il giorno del mio compleanno siamo stati al mare al mattino e al pomeriggio abbiamo fatto shopping al Dubai Mall,altro enorme centro commerciale. Alla sera abbiamo cenato in un ristorante francese (sempre al Mall),godendoci lo spettacolo delle  fontane. Siamo saliti sul Burj Khalifa,alto 830 m. Mentre sali in ascensore ti si tappano le orecchie! La vista è spettacolare. Non poteva mancare la torta ovviamente! Siamo andati al cheescake factory (dove lavora Penny di BBT😀 ). Qui sono stata astutamente ingannata da A.,che è riuscito a tramare con la cameriera senza che me ne accorgessi. Così oltre alla torta ho avuto anche la candelina e la canzone! (Io super imbarazzata)

torta di compleanno

4. Abbiamo fatto anche un po’ di vita notturna. I locali sono favolosi,sebbene i cocktail siano piuttosto cari. In particolare vi consiglio il Buddha Bar.

5. Questo post sta diventando chilometrico,quindi terminerò con l’esperienza che più mi è piaciuta:il deserto. È un posto magico,le dune sono ipnotiche,i colori caldi ti illuminano lo sguardo. Con la jeep abbiamo fatto un po’ di rally sulle dune (meglio delle montagne russe!),per poi dirigerci in un’oasi dove abbiamo fumato il narghilè,fatto le foto con gli abiti tipici,mi sono fatta un tatuaggio all’ hennè e siamo andati sul cammello! Quando si siedono praticamente si inginocchiano per cui ti sembra di essere sbalzato in avanti e ti vedi già spiaccicato a terra,ma basta tenersi ben saldi.

V.

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24 pensieri su “Dove l’Oriente incontra l’Occidente.

  1. Mai stata a Dubai, ma vorrei davvero visitare un posto così prima o poi. Il deserto poi è un’esperienza che voglio assolutamente fare.
    Nonostante la costante voglia di vedere posti nuovi però, devo ammettere che il carattere controverso di questo paese mi fa riflettere: come dici tu, ci sono quelli ricchi da far schifo che vivono praticamente grazie ad altri che fondamentalmente sono schiavizzati, solo che la cosa viene mascherata perché si tratta di uno schiavismo “moderno”…

    • In realtà nel loro paese morirebbero di fame,almeno così possono mantenere la famiglia. Ciò che manca,oltre i più basilari diritti di ciascun lavoratore,è il rispetto per questa classe.
      Un viaggio così (sebbene Dubai sia davvero tanto occidentalizzata),ti apre indubbiamente gli occhi.

      • Hai ragione, morirebbero di fame, infatti credo che sia anche per questo che, per quanto la situazione possa essere tragica, alla fine continuano a lavorare nonostante le condizioni cui sono costretti a sottostare…

  2. Madonna che posti..
    Penso che andrò a curiosare tutte le foto con un po’ più tempo.
    Ma quell’henné sulla mano?!?!? *____*
    Stupendo.

    Comunque il post sul pranzo culturale lo aspetto con ansia u_u

    Ps: mi hai fatto morire con la Cheesecake Factory X°D
    Ps2: ma quante tette hai? Bonazza *-*

    • Lasciamo perdere,va. Hanno avuto una crescita notevole e non so perchè!!

      • Senti eh.
        Dopo la storiella del rimanere incinta non me fa prende colpi.

      • Nono quella spiegazione è sicuramente da non considerare! Non so,sarà successo come in una settimana da Dio,colpa del mio ragazzo!

      • Ahahahaha! Chiamalo scemo!

  3. Troppo caldo. Lo escludo a priori. Poi lo shopping non mi interessa :s

  4. Che spettacolo…

  5. Wao!! E pensare che qui da me fa freddo è tutto grigio e piove!😦
    Comunque davvero bellissime le foto!

  6. Ecco. Più vedo e più ti invidio. Uffa!😦

  7. Deve essere stata davvero una splendida esperienza insomma…ed io che nel frattempo ero qui, a Roma, a sorbirmi corsi e controcorsi di formazione!!! Che invidia…ha ragione la roscia tutta pepe che mi precede. Ad ogni modo ribadisco la bellezza delle foto…e non so…la descrizione di Dubai non mi stupisce più di tanto dal momento che cose di questo genere si vedono ormai ovunque…buona domenica!!!

  8. Invidia profondissima

  9. Viaggiare è sempre una gran cosa, anche quando non si va dall’altra parte del mondo ma dietro l’angolo. Non sono mai stato a Dubai ma ho trovato molto di quello che scrivi in Tunisia e in Mar Rosso, soprattutto per la tendenza a “occidentalizzarsi”. E non è proprio il massimo…
    Tra un mese io invece vado in Giappone!

  10. Pingback: L’abito non fa la donna. Ovvero:non importa ciò che indossi,sotto ci sarà sempre pelle. | meunexpected

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