Non tutte le catene sono d’acciaio

Oggi ho frugato nella vita di mia nonna. Ne ho conosciuto solo una piccolissima parte,non ho fatto mai domande. E mi chiedo perchè. Ho trovato delle fotografie,vecchissime. Alcune risalgono al 1943. Mio nonno ha combatuttuto nella seconda guerra mondiale. Mia nonna ha combattuto anch’ella la sua guerra,fatta di tempo e speranze,di rare notizie e lacrime. Lei aspettava. Arrivavano lettere, arrivavano foto. Ho visto il volto di mio nonno,giovanissimo,irriconoscibile,con quegli occhi che sono di mio padre,che sono i miei. Ho letto le loro parole, ho visto poche persone amarsi come i miei nonni,resistere alla vita insieme. Sempre insieme.

C’erano volti di donne che non ho mai visto,cercavo in quei lineamenti i miei. Volevo la mia storia. E in quel nero delle foto perdevano gli anni e nel bianco riacquistavano vita. Sorrisi. C’erano sorrisi ovunque,anche tra le case distrutte nello sfondo. Si guardavano anche quando non si vedevano. È una cosa che mi ha sempre colpita. Legati da fili invisibili.

Tutti siamo legati a qualcosa o a qualcuno. Anche se non ci appartiene più.

Il più delle volte è una persona,ruotiamo attorno ad essa senza nemmeno accorgercene. Attratti,inesorabilmente,quasi schiavi,quasi nulla senza quella forza d’attrazione che ci tiene in piedi. Se il nostro centro gravitazionale dovesse andarsene,continueremmo a sentire il suo richiamo per tempi infiniti.

Vorremmo riaverlo,ci sentiremmo persi. A volte,dopo la morte di mio nonno,sentivo mia nonna parlare mentre lavava i piatti. Raccontava delle cose a mio nonno,parlava di noi nipoti,rideva. Si,rideva.Con lui.

Queste nostre catene,se spezzate,ci portano ad inseguire l’altro capo,annientandoci. Ci sono persone che ne inseguono altre da una vita,agognado quello sguardo,quello sguardo d’amore,che una volta avevano visto. Sapete cosa state rincorrendo in realtà? Voi stessi.

Se la catena è debole,si spezza.

Chi corre dietro a qualcuno o qualcosa che non c’è più,rincorre se stesso,il se stesso che stava con quella persona o in quella situazione. Rivolete voi quei particolari voi stessi. Anche io volevo qualcuno,ma in realtà volevo solo quella me stessa. E così si confondono legami con catene,catene con cappi.

Le mie catene sono tante,fili sottili che mi tengono in piedi. A volte si spezzano,l’importante è che rimangano quelle essenziali.

E voi,che catene vi tengono in piedi e quali vi hanno fatto cadere?

V.

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17 pensieri su “Non tutte le catene sono d’acciaio

  1. La risposta è (in entrambi i casi): l’abitudine.

  2. Sto ancora cercando le mie. O é forse la ricerca la mia catena?

  3. solounoscoglio

    Hai proprio ragione, le nostre vite sono legate da tanti fili. Alcuni si spezzano e vanno ripresi, altri invece bisogna tenerli così, interrotti.
    Il fil rouge della mia famiglia, precisamente delle donne della mia famiglia é la perseveranza e quell idea di forza fatta di amore incondizionato che ci fa sopravvivere ad ogni tempesta ed avversità della vita.

  4. Lascerò che questo post mi giri nella testa per tutto il fine settimana. Non so se poi darò una risposta, ma so che da semi del genere nasce sempre qualcosa. Grazie.

  5. Secondo me, più che noi stessi, rincorriamo un ideale di noi stessi…e spesso un ideale di chi ci sta intorno…nel mio caso, rincorro spesso un ideale Principe Azzurro, illudendomi alla grande:)
    Bellissimo post!

    B.

    • Ogni tanto i principi azzurri saltano fuori. È che non si vestono di azzurro e quindi non li riconosciamo!😉

      • solounoscoglio

        Noooo, il principe azzurro no! ‘tacci sua e di chi l ha inventato? Avere idea di quante vite di giovani donne ha rovinato questo ometto vanitoso?

      • Ahahaha!Questo è vero!

  6. Non mi piace perdere tempo a pensare alle catene “negative”, soprattutto perché, coi miei tempi, tendo a liberarmene.
    Quelle buone, purtroppo, sono poche in confronto, ma sono quelle che mi ancorano a me stessa impedendomi di perdermi: su tutte la scrittura!

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