Giorno 11. Un libro che prima amavi e ora odi

Non ce ne sono. Perchè un libro o lo ami o lo odi e siccome nella sua perfezione (o imperfezione) resta immutato, lo restano anche i miei sentimenti. Quindi cambierò la domanda in: un libro che odi? In realtà non odio il libro, ma l’autore. Mi sta immensamente sulle palle. Caro Bukowski orge, necrofilia,tette e altro non impressionano proprio nessuno!

V.

Categorie: 30 giorni di libri 30 giorni di me | Tag: , , , , , , , , , , , , , , | 12 commenti

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12 pensieri su “Giorno 11. Un libro che prima amavi e ora odi

  1. Aaaaaaaah, povero Bukowski.

    • Dalle mie parti diremmo che è un grandissimo sborone!😉

      • Non solo dalle tue parti, immagino. Fatto sta che per me è tutto ciò che ho sempre cercato in una persona e che non so se mai la troverò in qualcun altro, a parte me stessa ahah

      • Io baso il mio giudizio sui (pochi) sui libri che ho letto,della sua biografia sinceramente non so nulla!
        Il punto è che secondo me è uno che parla,parla,ma di fatto non conclude mai nulla. E purtroppo di uomini così ne è pieno il mondo!

      • L’unica cosa che gli è sempre interessata è stato scrivere, fine. Del mondo e soprattutto delle persone se ne è sbattuto altamente il 99% delle volte.
        Lui non è che amava parlare, lui amava scrivere. Non gli interessava concludere qualcosa, non gli interessava nemmeno dare risposte essenziali alla vita. Lui, a differenza della maggior parte delle persone, diceva quello che pensava, agiva per come pensava, sempre per se stesso perchè, si sa, le persone lo annoiavano e non dava importanza a nessuno. Ma sperava sempre di trovare quel qualcuno di abbastanza interessante con cui stare in compagnia. Lui scriveva le cose come erano, senza tanti giri di parole. Se ti voleva mandare a fanculo, lo faceva e basta. Dei giudizi delle persone? Se ne è sempre sbattuto le palle.

        Di suoi libri ne ho letti parecchi e mi ci son ritrovata in ogni cosa che dicesse. A volte penso che se mi avrebbe conosciuta, avremo avuto molto di cui parlare o semplicemente molto da condividere semplicemente stando in silenzio davanti ad una delle tante birre della giornata. Ma purtroppo non ho fatto in tempo lol

      • Vista da questa prospettiva mi piace già di più come persona,ma non come scrittore.
        (Ho letto il tuo post,posso capire questo genere di amore per uno scrittore!)

      • Eh beh, qui si tratta di gusti e ad ognuno il proprio!
        (Grazie per esserci passata e aver letto, è qualcosa di spettacolare trovare qualcuno che riesca a rappresentare tutto ciò che si è sempre pensato)

      • Già purtroppo la maggior parte di queste persone o è morta o non la conoscerai mai!😦

      • Appunto, bella sfiga ._.

  2. Stavolta non ci sono dubbi: Eragon. L’ho iniziato da piccolo e crescendo l’ho rivalutato in modo palesemente negativo. Detto questo, vado a collassare a letto.

  3. “orge, necrofilia, tette e altro non impressionano nessuno” e aggiungerei che chi ne scrive non è necessariamente un genio.
    Che sollievo vedere che non sono l’unica a odiare? non amare? non capire? Charles Bukowski, un vero sollievo.

    Questo gioco dei trenta titoli me lo studio un po’ e lo faccio anche io.

    • E’ molto divertente e ti spinge a riflettere su te stessa. Ho dovuto sospendere un attimo,ma lunedì ricomincio!

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