Giorno 2. La tua citazione preferita.

Mi dipsiace, ma proprio non ci sono riuscita a sceglierne una. Così ve ne metto due di citazioni, nessuno mi sgriderà!

 “Signore, stasera mentre passeggiavo immerso nel deserto del mio amore, ho incontrato una bambina che piangeva. Le ho sollevato il capo per leggere i suoi occhi e il suo dolore mi ha sconvolto …”

(il piccolo principe)

“Ma cosa importa l’eternità della dannazione, a chi ha trovato in un istante l’infinito della passione?” C.Baudelaire

Ancora un’altra!🙂 Lo so che cos’ non vale,prometto di non farlo più!

“Il diavolo non esiste. È solo Dio quando è ubriaco” (C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo)

V.

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10 pensieri su “Giorno 2. La tua citazione preferita.

  1. Ma hai barato :C (lol)

    • Lo soooooo! Chiedo umilmente perdono!

      • Lollavo, quindi ovviamente è uno scherzo…Anche se la mia sarebbe stata (se l’avessi fatta):

        ” Three Rings for the Elven-kings under the sky,
        Seven for the Dwarf-lords in their halls of stone,
        Nine for Mortal Men doomed to die,
        One for the Dark Lord on his dark throne
        In the Land of Mordor where the Shadows lie.
        One Ring to rule them all, one Ring to find them,
        One Ring to bring them all and in the darkness bind them
        In the Land of Mordor where the Shadows lie.”

      • Il signore degli anelli,vero? Sei dolcissimamente nerd!

      • Aye, Milady. Anche se un’altra bella citazione (per quanto lunghissima) sia questa:

        “Posso congedarmi da te con un piccolo indovinello, lord Tyrion?” […] “Tre grandi uomini siedono in una stanza, un re, un prete e un ricco con il suo oro Tra l’oro c’è un mercenario, un ometto di umili origini e senza troppo cervello. Ognuno dei tre grandi uomini ordina al mercenario di uccidere gli altri due. – Uccidili – dice il re – Perché io sono il tuo signore. – Uccidili – dice il prete – perché io te l’ordino in nome degli dei – -Uccidili – dice il ricco – e tutto questo oro sarà tuo – Per cui, dimmi, mio lord: chi sarà a vivere e chi a morire?” […]

        «Il potere, mio signore, è una cosa quanto mai curiosa. Hai avuto l’opportunità di pensare a quel piccolo indovinello che ti ho posto quel giorno alla locanda?»

        «Mi è passato per la testa, una volta o due» ammise Tyrion. «Il re, il prete e il ricco… chi vive e chi muore? A chi di loro obbedirà il mercenario? È un indovinello che non ha risposta. O meglio, che di risposte ne ha troppe. Tutto dipende dall’uomo con la spada.»

        «Eppure, quell’uomo non è nessuno» commentò Varys. «Non possiede corona, né oro, né il favore degli dei. Possiede solo un pezzo di acciaio acuminato.»

        «Ma quel pezzo d’acciaio ha il potere di vita e di morte.»

        «Per l’appunto… Quindi, se sono i guerrieri, in realtà, a dominare il mondo, per quale motivo facciamo finta che siano i re a detenere il potere? Per quale motivo un uomo forte con una spada in pugno dovrebbe mai obbedire a un re bambino come Joffrey o a un grasso ubriacone come suo padre?»

        «Perché quel re bambino e quel grasso ubriacone possono chiamare altri uomini, con altre spade.»

        «E allora sono quegli altri uomini con le spade ad avere il potere. Ma lo hanno veramente? Da dove provengono le loro spade? Perché quegli uomini, alla fine, obbediscono?» Varys continuò a sorridere. «C’è chi dice che il sapere è potere. Altri dicono che il potere arriva dagli dei, altri ancora che deriva dalla legge. Eppure, quel giorno, sulla scalinata del Grande Tempio di Baelor, il nostro sacrale sommo septon, la nostra investita regina reggente e il tuo onnisapiente servitore qui presente si sono rivelati tanto impotenti quanto il più miserabile dei ciabattini e dei vinai in quella folla. Chi pensi che abbia veramente ucciso Eddard Stark, quindi? Joffrey, che ha dato l’ordine? Ser Ilyn Payne, che ha calato la spada?Oppure… qualcun altro?»

        «Facciamola finita, Varys.» Tyrion tornò a inclinare la testa di lato. «Hai intenzione di darmi una risposta al tuo maledetto enigma, o vuoi solo che il mio mal di testa peggiori?»

        «Vuoi la risposta? Eccola.» Varys non smise di sorridere. «Il potere risiede dove un uomo crede che risieda. Nulla di più, nulla di meno.»

        «Vuoi dire che il potere è un trucco da guitti?»

        «Voglio dire che è nient’altro che un’ombra sul muro» sussurrò Varys. «Ma le ombre possono uccidere. E, certe volte, un uomo molto piccolo può proiettare un’ombra molto grossa.»

      • Molto molto bella!

      • Eh, Martin(o)…Martin(o) è bravo.

  2. eklektike

    30 giorni di libri: anch’io ho fatto questo gioco, qualche tempo fa su facebook. E’ sempre divertente scegliere le risposte e vedere cosa scelgono gli altri!

    • Si!E penso che sia un buon modo anche per conoscere lati di noi che altrimenti rimarrebbero nascosti!

  3. Il piccolo principe!! Chapeau.

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