Non si sceglie la famiglia in cui si nasce. Ma se ne può sempre trovare un’altra.

Il concetto di famiglia per me è sempre stato piuttosto labile. Ho sentito attorno a me quel calore famigliare che ti fa sentire protetto,innocente e amato, l’ultima volta, molti molti anni fa. I miei nonni paterni erano ancora vivi e mio fratello era ancora una piccola palla di ciccia, puntualmente torturato dalla sottoscritta. Probabilmente era natale. Ma si sa, i ricordi tendono ad essere addolciti e smussati dalla clemenza del tempo,che a volte dà l’ illusione di avere vissuto momenti più felici di quanto in realtà fossero.

I miei nonni materni sono separati. E sono separati perchè mio nonno (oltre ad essere un grandissimo stronzo per svariati motivi che non starò qui ad elencare) è gay. E non vi dico questo per impressionarvi come in una scadente soap opera,è vero. E questo ha indubbiamente lasciato segni profondi in mia nonna,mia zia e ovviamente mia madre. Come lei anche io sono figlia di genitori separati. Ci sono cose ben peggiori nella vita, ma chi si trova nella mia stessa situazione sa che non è facile. Ero in seconda superiore quando il tradimento di mio padre venne fuori. Ero in terza superiore quando quel sabato di fine aprile, entrata in casa li trovai seduti in soggiorno a parlare con una calma troppo innaturale. Ricordo il brivido lungo la schiena e la mia testa che mi diceva:”tu non soffrirai,non te lo puoi permettere”. Penso di essere cresciuta tutta in un colpo in quel caldo pomeriggio. Ho preso mio fratello,che all’epoca aveva circa 9 anni, e siamo andati a mangiare un pezzo di pizza nel parchetto sotto casa. Mi guardava con sguardo interrogativo e allo stesso tempo preoccupato. Non ricordo cosa gli dissi ,che spiegazione diedi,ma ricordo che mi conficcavo le unghie nella gamba per evitare le lacrime mentre parlavo. In quel periodo mi sembrava di trasportare un enorme macigno,un peso che mi schiacciava,senza nessuno che mi aiutasse a trasportarlo.

Poi ci si addatta. Ci si adatta a spostarsi con sacchetti pieni di roba da una casa all’altra in giorni prestabiliti, ci si abitua a sentire i propri genitori darsi reciprocamente la colpa per qualunque cosa. Ci si abitua ad evitare la donna di tuo padre e fingere di ascoltare gli improperi di tua madre su di loro. Ci si abitua a mantene i segreti dell’uno e dell’altro. Ci si abitua a cercare di proteggere il più possibile tuo fratello,purtroppo con scarsi risultati. Di quei giorni rimane il vuoto,le lacrime di un bambino,le urla e l’odio dei miei. Rimane quella vacanza a Parigi senza alcun senso,l’ultima volta che siamo stati una famiglia,rimane la notte in cui mio padre fu cacciato e i suoi colpi sulla porta di casa. Rimane il terrore di dover affrontare tutto quello,rimangono le lacrime di mio padre e la sue parole “volevo solo una famiglia”.

I parenti che si schierano dall’una o dall’altra parte,anche se è facile immaginare chi si schierò dalla parte di chi. Al di là dei divorzi,la mia famiglia,tutta quanta,non è mai stata particolarmente unita. E’ come se pesasse la presenza altrui,per motivi che non mi sono del tutto chiari. Al di là delle formalità come auguri di compleanno e festività varie il nostro rapporto non va. Specialmente dalla parte di famiglia di mio padre c’è sempre stata una grande e inspiegabile freddezza.

Questo post,queste riflessioni nascono dallo splendido ambiente famigliare in cui ho avuto l’occasione di stare, ancora una volta, in questi giorni. Quando sto con i parenti del mio moroso non mi sento “la ragazza di”,ma parte integrante di quell’enorme e affettuosa famiglia. Ti fa sentire parte di qualcosa,al sicuro,una sorta di rifugio sempre pronto ad accoglierti. Non sei più la parte “forte” della famiglia,quella che deve raccogliere i cocci e rimetterli insieme,perchè ci sarà sempre qualcuno disposto ad aiutarti. Tutti i nonni,zii vari e gli stessi genitori di A. sono tante famiglie alla mulino bianco. Sino a poco tempo fa per me era difficile credere di poter amare e stare per sempre con una persona,perchè l’amore era eterno solo nelle favole. La realtà dell’amore erano solo litigate e tradimenti. Mi rendo conto di non essermi mai nè fidata nè lasciata davvero andare con nessuno dei ragazzi che ho avuto. Era più il desiderio di essere amata da qualcuno che quello di costruire qualcosa con questo qualcuno.

Il titolo del post è un po’ crudele. A volte la rabbia verso i miei torna feroce e pungente,magari anche solo per un istante. Non voglio scappare dalla mia famiglia,anche se disastrosa, perchè è pur sempre mia. Ciò che amo però dell’ “altra” mia famiglia è la speranza che mi dà di poter costruire in futuro qualcosa di duraturo e magari, nel presente, di poter sistemare e rattoppare un po’ ciò che già ho.

V.

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12 pensieri su “Non si sceglie la famiglia in cui si nasce. Ma se ne può sempre trovare un’altra.

  1. Non so se abitudine sia proprio la parola adatta; non sono proprio sicuro ci si abitui a ciò che hai raccontato. Forse sì. Io non avevo fratelli, ma conosco bene ciò che hai detto. Per fortuna la vita non è tutta nella nascita

  2. chinontrema

    Su quanti punti mi ritrovo tanto nel tuo post!! Per quella lettera trovata a 12 anni .. per quell’imporsi di esser grande e forte da subito.. per quel problema che poi ti resta, attaccato come un francobollo: l’incapacità di lasciarsi andare e affidarsi a qualcuno.
    Sul fronte “famiglie del mulino bianco” continuo a nutrire forti dubbi, ma sono felice nel vedere che, prima o poi, si perde un po’ di quella scorza dura e pessimista, e si sanno apprezzare anche queste realtà🙂

    • E’ dura lasciarsi andare,fidarsi. Ci vuole tempo. E anche io sono solo all’inizio di questo percorso.

  3. Pingback: Biadesivo. | meunexpected

  4. Nuvola Rossa

    I miei genitori si amavano molto. Eravamo una bella famigliola. Poi una volta scomparso papà è crollato tutto e allora ho capito chi reggeva le redini di quella serenità. Non ho il moroso però anche io ho avuto modo di stare a contatto con famiglie amiche che erano completamente opposte alla mia e devo dire che a volte vedere questi esempi del “mulino che vorrei” mi ha fatto pensare “ma allora esistono per davvero!” e mi ha incoraggiata. Io non so che forma avrà la mia famiglia e non penso di sposarmi domani mattina ma so che se lo farò farò di tutto affinchè la mia futura famiglia rimanga unita, intonsa, intatta, che poi probabilmente è il pronostico che fanno un po tutte le coppie sane di mente, ma conoscendomi so che mi impegnerò. Anche io tendo a non fidarmi e a non lasciarmi andare facilmente ma probabilmente è per tutto quello che in passato abbiamo visto. Però ce la si può fare. Me lo sento🙂

    • Mi dispiace molto per tuo padre,sinceramente.
      Penso che persone come noi,le cui famiglie per vari motivi non sono più unite,riescano davvero a capire il significato di famiglia. Con tanto impegno e amore ce la si può fare!🙂

  5. La mia esperienza familiare é un pó diversa ma sempre no schifo, Quando mio padre arrivava lei speriva e quando mia mandre spariva lui arrivava… Cazzo manco se si davano appuntamento si evitavano cosi bene!
    Poi nel mezzo c’erano nonni, zii e cugini arroccati li a puntare il dito e dire cosa era giusto cosa errato e che tanto io nn valevo un cazzo….
    Cmq il punot non é questo di quello che volevo dire, ma é che dopo 31 anni mi sono innamorata in maniera disperata e assoluta, so di non avere vie di scampo dalla cosa e o la va o spacca…. nel senso che se la spacca.. manco coll’aspitapolvere mi trovano piu….

    Per esperienza personale non credo nelle famiglie “mulino bianco”, ma te lo auguro molto, se é quello che desideri.

    • Comprendo il sentimento,però nella vita-a volte-bisogna rischiare anche se si rischia di farsi male.

      In realtà non voglio una famiglia alla Mulino Bianco,non esiste. I problemi ci sono e ci saranno sempre,il punto è come vengono gestiti e quanto male si fa alle persone nel risolverli.

  6. come sempre sei bravissima

    I.

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